L'Endometriosi costituisce senza alcun dubbio uno dei più grandi capitoli della Ginecologia.
Si stima che nel mondo colpisca circa il 3-10% delle donne in età riproduttiva.
In italia, le donne affette da endometriosi sono circa 3 milioni, 14 milioni in Europa e 150 milioni nel mondo.
Il dato è molto allarmante se si considera che spesso determina dolore pelvico cronico,infertilità e dispareunia (dolore in occasione dei rapporti sessuali).
il 25-35% delle donne con infertilità e circa il 40% di donne con dolore pelvico, presenta lesioni di tipo endometriosico..
Tra le adolescentii con dolore pelvico sale al 53% ed è inoltre la prima causa di ricovero ospedaliero ginecologico nelle donne in età compresa tra i 14 e i 44 anni.
Non ha preferenze etniche o geografiche ma è rarissima prima del menarca e molto rara dopo la menopausa, portando le pazienti ad una prima diagnosi tra i 20 ed i 35 anni.
E' una malattia benigna determinata dalla presenza di tessuto simile all'endometrio (il tessuto che normalmente ricopre la cavità uterina) in sede ectopica, quindi al di fuori dell'utero,tipicamente nella pelvi dove può determinare aderenze, cisti, sanguinamenti e un vasto spettro di sintomi che vanno da un infertilità inspiegata in una donna completamente sana ed asintomatica, all'addome acuto che necessita di una immediata esplorazione chirurgica.
Gli organi più colpiti sono le ovaie dove può portare alla formazione di cisti talvolta anche voluminose, a contenuto tipicamente ematico scuro denominate anche "cisti cioccolato", le tube, la superficie uterina,l'intestino, il peritoneo.
Più raramente può localizzarsi in altri organi lontani dalla pelvi come polmoni, cervello ed altri tessuti molli.
A volte il tessuto endometriosico può localizzarsi sulle cicatrici chirurgiche sul collo dell'utero.
Tende a recidivare e ad espandersi e in passato,prima dell'avvento della terapia medica, portava spesso le donne più volte al tavolo operatorio.
Come già accennato, la sintomatologia è davvero multiforme.
Il tessuto endometriale ectopico tende a sanguinare come sanguina l'endometrio endouterino durante la mestruazione. Con il tempo,le piccole aree tendono ad ingrandirsi ed a confluire determinando aderenze ed esiti cicatriziali, talvolta a contenuto ematico denso e scuro.
Al di fuori delle complicanze acute,la malattia, quando estesa, può causare danni a vescica ed intestino.
LA DIAGNOSI:
La diagnosi è molto spesso casuale nel corso di indagini o interventi chirurgici effetuati per altri motivi.
Le lesioni sono facilmente riconoscibili da un chirurgo esperto.
Altre volte la malattia va ricercata, particolarmente difronte ad un dolore pelvico o addominale persistente,una sterilità inspiegata, la presenza di una massa pelvica in una giovane donna.
La storia clinica ed un attenta visita ginecologica sono molto utili per arrivare ad un forte sospetto diagnostico.
Utili nell'orientamento diagnostico e nel monitoraggio terapeutico sono l'ecografia pelvica, il dosaggio sierico del CA125, la Risonanza Magnetica e la laparoscopia esplorativa,quest'ultima, oltre a consentire di vedere direttamente le lesioni, permette di effettuare un prelievo istologico o di procedere all'asportazione dei focolai endometriosici, qualora sia possibile senza procedere ad una laparotomia (apertura nel basso addome).
Quella che potrebbe invece essere considerata un entità clinica differente, è lADENOMIOSI-
In questa condizione, isole diffuse o localizzate, si trovano nello spessore stesso dell'utero;può essere del tutto asintomatica o può determinare perdite mestruali irregolari, dolore durante la mestruazione.
LA TERAPIA CHIRURGICA:
Oltre a far fronte alle complicanze acute ha lo scopo di eseguire una escissione completa di tutte le lesioni visibili che concorrono a determinare il dolore pelvico come le cisti endometriosiche, le aderenze, i focolai peritoneali e quelli a localizzazione nel recesso retto-vaginale ed è generalmente una chirurgia conservativa che si avvale sempre dopo l'intervento.
La chirurgia demolitiva, isterectomia totale con annessiectomia (asportazione di utero e ovaie) bilaterale, è sempre meno frequente e si riserva solo ai casi selezionati di particolare gravità.
Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non sostituisce assolutamente una diagnosi medica che solo il vostro ginecologo può darvi, vista la grande evoluzione che questa malattia presenta da caso a caso. Ogni paziente è da ritenersi unica nel suo caso.
Inviato da: Sarafrency
il 24/09/2018 alle 13:35
Inviato da: tomasbattagin
il 30/12/2013 alle 11:34
Inviato da: skyne
il 08/04/2012 alle 15:20
Inviato da: claudia.pellizzon
il 31/01/2012 alle 18:30
Inviato da: barbara.cappellotto
il 18/08/2011 alle 09:42