Essere e pensiero
E' stato già scritto tutto, per fortuna non tutto ancora pensato.
| « Amare ciò che accade...A... | La forza della tenerezza. » |
Terra, salvaguardami, fedele...
Post n°26 pubblicato il 22 Settembre 2006 da pensieroinespresso
Mi sembra opportuno, nella sana alternanza di filosofia e poesia, proporre un testo poetico di Luce Irigaray, filosofa e psicanalista, nata in Belgio nel 1932, ma da molto residente a Parigi, dove è direttrice in filosofia presso il Centre National de la Recherche Scientifique. Dopo aver parlato del tema, caro a Nietzsche, della "fedeltà alla terra" (cfr: messaggio n° 24), suggestivo risulta il testo della Irigaray, in cui l'autrice rivolge un accorato appello alla Terra. Nietzsche chiede all'Uomo di essere fedele alla Terra, la Irigaray chiede alla Terra di essere fedele all'Uomo. * * * "Terra, tu che mi ospiti ma con cui condivido, tu che sei feconda di tanti e tanti figli, che non si assomigliano, tu che cresci senza tregua, sia in segreto che alla luce, tu che porti il seme, il fiore e il frutto, tu che mai ti fermi nel riparare la vita, tu che a ogni epoca dell'anno lavori al divenire del vivente, lasciando salire o scendere di nuovo la linfa, trattenendola dallo spandersi fuori di te, salvo che per il frutto maturo, Terra, tu che sei ancora prodiga di sole quando viene il gelo, Terra, salvaguardami, fedele. E quando torna la primavera, tu ridi. Tu frusci attraverso le foglie e i fiori. Tu fremi attraverso gli uccelli. Non c'è la veloce crescita della prima estate, ma la gioia. Non scoppia ancora lo splendore della metà dell'anno, siamo all'apertura. E' il tempo dell'incompiuto, della meraviglia. La vita cammina in punta di piedi. Il silenzio persiste nonostante i canti degli uccelli. Ciò che cresce non tutela forse così il suo futuro? Esistono nella primavera distanze invalicabili. Nessuno spazio è già pienamente occupato, ma gli spazi non sono vuoti: sono abitati da una crescita invisibile. Laddove sembra che nulla esista, resta una presenza, o mille. L'uno è, e il molteplice; l'uno è il molteplice. Ma la separazione non è ancora accaduta. Le radici terrestri e le radici celesti si uniscono senza usurpare gli altrui limiti. Ciascuno, ciascuna rimane nel luogo della sua nascita, ma il tutto si apre." Luce Irigaray, Prologo a Essere due, Bollati Boringhieri |
MUDDY WATERS BLUES
Muddy Waters: voce e chitarra
personaggio leggendario del blues elettrico di Chicago
1915 - 1983
Jerry Portnoy: armonica
live 1976 Dortmund Germany
PARMENIDE DI ELEA
AREA PERSONALE
WILLIE DIXON BLUES
Willie Dixon
1915 - 1992
contrabbassista e cantante
MENU
ULTIMI COMMENTI
F R A T T A L I
Musica
di
Ennio Morricone





Inviato da: spiderman coloring
il 26/12/2014 alle 01:24
Inviato da: kız oyunları
il 07/03/2014 alle 14:45
Inviato da: libre littérature
il 12/08/2013 alle 10:11
Inviato da: chiaracarboni90
il 31/05/2011 alle 10:56
Inviato da: imperfettocuore
il 09/06/2010 alle 09:20