Claudio Baglioni

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UN ATTIMO...

 

UNO SGUARDO AL CIELO...

 

PER INCANTO E PER AMORE

fa' che il tempo di un uomo non sia
un istante e poi via
che non lascia mai niente di sé
nella storia di tutta la povera gente
e che un timido abbraccio non sia
solo un frutto di inverno
ma un seme d'eterno
fa' che sia così
come un canto del cuore
come per incanto e per amore

fa' che il senso di un uomo non sia
la paura di amare o la scia
di una barca legata
che non prende il mare
e che questa già vecchia ribelle speranza non sia
più l'assurda distanza
tra gli occhi e le stelle
fa' che sia così

come un canto del cuore
come per incanto e per amore

fa' che il viaggio di un uomo non sia
la bugia di una meta
ma la verità della strada
che è lunga e segreta
e che un pugno di riso non sia
solo un altro abbandono
ma almeno la via
di un sorriso e un perdono
fa' che sia così

per incanto e per amore

fa' che il cielo dì un uomo non sia
questa notte infinita
ma un'alba di vita
su tutta la terra
e che l'ultima guerra è finita
in un mondo con meno ingiustizia
capace di un gesto di pace e amicizia
fa' che sia così

come un canto del cuore
come per incanto e per amore

fa' che il tuo prossimo sia
non soltanto chi ti è accanto
ma anche il prossimo che verrà qui
per incanto fa' che sia così
per amore fa' che sia così

 
 

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Claudio Baglioni, senza musica

Post n°5 pubblicato il 28 Giugno 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Appunti

20-7-05 – Forse non lo avrebbe detto neanche lui. Per raccontarsi, Baglioni ha scoperto di non avere bisogno della musica e così ha scritto un libro, “Senza Musica” appunto, un’antologia di appunti e memorie scritte dal 1974 in poi.

Il noto cantautore romano parla di sé, delle emozioni dell’inizio, del successo, i viaggi, della bellezza di diventare improvvisamente “visibile” agli altri, anche semplicemente ai ragazzi del suo quartiere, uscendo dall’anonimato cui la timidezza, spesso, relega l’adolescenza.

Ma parla anche della paura di quel successo, del sentirsi e diventare diversi, del crescere in un orizzonte che non si percepisce come proprio ed in un corpo che, a volte, si stenta a riconoscere nello specchio.

Ecco il perché di tante “pause” tra un disco e l’altro. Baglioni ha bisogno di capire ciò che vive e lo trasforma – e frastorna – per poi metabolizzarlo attraverso la musica.

Più che altro un musicista, ecco come dice di sentirsi. Cosa sia la poesia non saprebbe dirlo, malgrado molti suoi fans lo considerino di diritto un poeta. Ma sa bene cosa significhi la vita senza poesia. Così Baglioni esce da se stesso per diventare non più oggetto o soggetto di narrazione, ma “filtro” attraverso cui guardare il mondo. “A volte – scrive – più che di un mondo nuovo, c’è bisogno di occhi nuovi per guardare il mondo”.

E Baglioni parla di guerra e pace, di carestie, di squilibri, di aiuti allo sviluppo, di mondo e del suo futuro. Un libro interessante che svela un nuovo modo di essere del cantante, o più semplicemente, da una veste unitaria al suo percorso artistico. Dalle storie d’amore degli inizi alle “stranezze” degli ultimi album, Baglioni canta se stesso. In piena libertà. Indipendente da tutto, ma non dall’ispirazione.

 
 
 
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Un blog di: riccardo_clabber
Data di creazione: 26/06/2007
 

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TIENIMI CON TE

tienimi con te
dentro questa vita
chiudi ogni via d'uscita
per restarmi più vicina
e tienimi con te
quand'è presto la mattina
mentre il cuore sta in sordina
dietro a una ferita
quanti raggi ha il sole
per dar luce ovunque
quando e come vuole
e noi siamo due qualunque

quante stelle ha il cielo
file di miliardi
su ogni parallelo
e noi le vediamo troppo tardi

tienimi con te
in un pomeriggio
quando piove giù un litigio
ed un giorno sembra eterno
e tienimi con te
se è già quasi sera e inverno
tra le righe di un quaderno
e un inchiostro grigio

quante rive ha il fiume
senza mai legami
fugge tra le schiume
e noi presi in mezzo ai rami

quanti anni ha il mondo
che ne ha visti tanti
lenti sullo sfondo
e noi siamo solo istanti
almeno per un secondo
un po' meno distanti

fino alla fine
fino ci che si può
e fino al confine
fino all'ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n'è ancora un po'
e fino alla fine di tutto
fino allora tu

tienimi con te
sotto il buio aperto
della notte di un deserto
tra le dune del tuo petto
e tienimi con te
così al tuo sonno stretto
niente è triste più di un letto
vuoto e già sofferto

quante foglie ha il vento
nei viali soli
quando ha il sopravvento
su noi persi in altri voli

quante onde ha il mare
come belve in gabbia
sempre lì a scappare
e noi siamo solo sabbia
e che pena poter bagnare
appena le labbra

fino alla fine
fino a che si può
e fino al confine
fino all'ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n'è ancora un po'
e fino alla fine di tutto
fino allora tu
tienimi con te