Claudio Baglioni

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UN ATTIMO...

 

UNO SGUARDO AL CIELO...

 

PER INCANTO E PER AMORE

fa' che il tempo di un uomo non sia
un istante e poi via
che non lascia mai niente di sé
nella storia di tutta la povera gente
e che un timido abbraccio non sia
solo un frutto di inverno
ma un seme d'eterno
fa' che sia così
come un canto del cuore
come per incanto e per amore

fa' che il senso di un uomo non sia
la paura di amare o la scia
di una barca legata
che non prende il mare
e che questa già vecchia ribelle speranza non sia
più l'assurda distanza
tra gli occhi e le stelle
fa' che sia così

come un canto del cuore
come per incanto e per amore

fa' che il viaggio di un uomo non sia
la bugia di una meta
ma la verità della strada
che è lunga e segreta
e che un pugno di riso non sia
solo un altro abbandono
ma almeno la via
di un sorriso e un perdono
fa' che sia così

per incanto e per amore

fa' che il cielo dì un uomo non sia
questa notte infinita
ma un'alba di vita
su tutta la terra
e che l'ultima guerra è finita
in un mondo con meno ingiustizia
capace di un gesto di pace e amicizia
fa' che sia così

come un canto del cuore
come per incanto e per amore

fa' che il tuo prossimo sia
non soltanto chi ti è accanto
ma anche il prossimo che verrà qui
per incanto fa' che sia così
per amore fa' che sia così

 
 

UOMINI PERSI

 

ORA CHE HO TE

 

 

« Claudio Baglioni, senza musicaDal Balcone di "Sora Ter... »

2003 - Premio Lunezia

Post n°6 pubblicato il 29 Giugno 2007 da riccardo_clabber
 

Il Premio Lunezia è un concorso riservato ad autori musicali. La sua particolarità sta nel fatto che i testi delle canzoni vengono giudicati esclusivamente per il loro valore letterario e poetico.
L'edizione 2003 di questa singolare manifestazione è stata vinta da uno dei miti della musica italiana: Claudio Baglioni.
In una Piazza Gramsci gremita fino all'inverosimile (quasi 5000 persone), Baglioni ha raccontato che, agli inizi della sua carriera ed ancora sconosciuto al grande pubblico, aveva cantato in un locale di Aulla. Era il 1974.
Oggi, al Premio Lunezia, appena arrivato sul palco era visibilmente emozionato per  tutta l'attenzione che c'era nei suoi confronti. Notoriamente è un personaggio abbastanza riservato. Ma quando dal pubblico presente si è levato un "Sei grandeeee!" solitario, che è stato ascoltato in tutta la Lunigiana, l'atmosfera si è stemperata e Claudio è partito a ruota libera....

Claudio Baglioni ha parlato a lungo sul palco del Lunezia. Poi, incalzato dal numeroso pubblico presente, si è messo al pianoforte per eseguire i brani più famosi del suo repertorio.
Le note di "Mille giorni di te e di me" e "Tutto in un abbraccio", che erano testi candidati a questo premio, sono risuonate per prime in Piazza Gramsci. Poi un medley di brani mozzafiato ( "E tu", "Sabato pomeriggio", "Questo piccolo grande amore"....) per i numerosissimi fans, che erano confluiti in Aulla anche da varie parti d'Italia. Quasi trenta minuti di "poesia e musica" che hanno visto visibilmente compiaciuti il patron della manifestazione lunigianese Stefano De Martino ed il Sindaco di Aulla il Dott. Lucio Barani.

In "Quante volte" Claudio scrive:
" Non avrei voluto mai portare gli occhiali... ".
Nel suo libro "Notti di note", scritto con la collaborazione del fotografo milanese Guido Harari, racconta:
"Quando l'ottico me li consegnò, con in regalo la custodia ed una pezzetta per pulirli, fu come morire un pò, perchè da quel giorno sarei stato <<Quattr'occhi e mezzo naso>>! La prima volta che sopportai l'idea di portare gli occhiali fù quando venni preso da un'improvvisa e sconvolgente passione per Ray Charles. Sapevo poco di lui e quando mi capitò di ascoltare la sua Yesterday, cominciai a cercare di cantare alla stessa maniera, utilizzando l'handicap degli occhiali a mio vantaggio! Pensai così che in fondo, prendendo degli occhiali più grossi e scuri, mettendomi un maglione nero, invece di creare una barriera tra me ed il mondo, mi sarei posto al centro dell'attenzione, avrei trovato il <<mio personaggio>>".

 
 
 
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Un blog di: riccardo_clabber
Data di creazione: 26/06/2007
 

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TIENIMI CON TE

tienimi con te
dentro questa vita
chiudi ogni via d'uscita
per restarmi più vicina
e tienimi con te
quand'è presto la mattina
mentre il cuore sta in sordina
dietro a una ferita
quanti raggi ha il sole
per dar luce ovunque
quando e come vuole
e noi siamo due qualunque

quante stelle ha il cielo
file di miliardi
su ogni parallelo
e noi le vediamo troppo tardi

tienimi con te
in un pomeriggio
quando piove giù un litigio
ed un giorno sembra eterno
e tienimi con te
se è già quasi sera e inverno
tra le righe di un quaderno
e un inchiostro grigio

quante rive ha il fiume
senza mai legami
fugge tra le schiume
e noi presi in mezzo ai rami

quanti anni ha il mondo
che ne ha visti tanti
lenti sullo sfondo
e noi siamo solo istanti
almeno per un secondo
un po' meno distanti

fino alla fine
fino ci che si può
e fino al confine
fino all'ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n'è ancora un po'
e fino alla fine di tutto
fino allora tu

tienimi con te
sotto il buio aperto
della notte di un deserto
tra le dune del tuo petto
e tienimi con te
così al tuo sonno stretto
niente è triste più di un letto
vuoto e già sofferto

quante foglie ha il vento
nei viali soli
quando ha il sopravvento
su noi persi in altri voli

quante onde ha il mare
come belve in gabbia
sempre lì a scappare
e noi siamo solo sabbia
e che pena poter bagnare
appena le labbra

fino alla fine
fino a che si può
e fino al confine
fino all'ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n'è ancora un po'
e fino alla fine di tutto
fino allora tu
tienimi con te