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Don Sturzo tra federalismo e terzo polo

Post n°39 pubblicato il 18 Novembre 2010 da catsnap
 
Foto di catsnap

Quest'amministrazione ormai bersagliata dalle frecciate critiche, fondate oggettivamente da prove e fatti reali, è l'esempio speculare in cui versa il governo nazionale.

Mariani non si dimette Berlusconi fa altrettanto.

I due cloni politici aspettano che l'opposizione proponga sfiducia politica, così escono indenni dal cul de sac, pronti a una nuova campagna elettorale.

Nel caso in cui l'opposizione non riuscisse o non proponesse nulla in tal senso, loro continuerebbero a governare galleggiando sulla situazione politica ed economica nazionale ormai su una strada di non ritorno.

Quanto potrà durare questo status quo?

E' moralmente etico e corretto interpretare ed esercitare una politica improntata al proprio particolare interesse, a detrimento del bene comune?

Siamo in una fase molto delicata, la congiuntura incalza siamo costretti a un tenore di vita molto ribassato, in alcuni casi si rischia la soglia della povertà.

Gli italiani sono stanchi di tutto e in speciale modo di come si amministrano le risorse e le finanze, probabilmente è il momento di esprimere un dissenso costruttivo, finalizzato a normalizzare questo paese che sta deragliando pericolosamente.

Quali sono le scelte?

Non certo spaccandosi o secedere come auspica una nota forza politica, sarebbe la catastrofe, ma cercare col dialogo tutto quello che unisce e non divide.

In questo periodo così turbolento, da fine di bassa repubblica, si può e si deve battere nuove strade, con compagni di viaggio che condividano valori, idee, programmi per una realtà politica che risponda alle attese di chi è rimasto deluso da questa politica scadente e inefficace.

Si parla, da più parti di un terzo polo alternativo al bipolarismo muscolare dei due massimi sistemi (PDL-PD), che vuole diventare casa comune di chi  si sente oppresso  e  deluso dai due schieramenti.

Terzo polo che sarà scelto e partecipato da chi è moderato e riformista, che si basa su identità non svendibili, radici cristiane- famiglia- lavoro, allargato a tutti quelli che si riconoscono in questi valori  e vorranno condividerli.

A tal proposito faccio riferimento a quell'illuminata figura di Don Luigi Sturzo,  precursore ante litteram di questi valori applicati nel contesto politico e civile.

In un'epoca in cui le scelte più coraggiose erano pagate a caro prezzo sulla propria pelle Don Sturzo, esprime tutto il suo pensiero politico, che a distanza d'anni è più che mai attuale.

Lo Stato  -dice Don sturzo- deve facilitare e integrare l'iniziativa privata, non sostituirla al punto di paralizzarne la funzione.

Il principio di decentramento politico è un principio universale e potrebbe definirsi nel miglior modo con un'espressione tolta alla dottrina sociale cattolica, come principio di sussidiarietà".

Si esprimeva anche in relazione dell'unita' d'Italia con queste parole:

"Lasciate che noi del meridione possiamo amministrarci da noi, da noi designare il nostro indirizzo finanziario, distribuire i nostri tributi, assumere le responsabilità delle nostre opere, trovare l'iniziativa dei rimedi ai nostri mali".

Federalista convinto.

Con queste sue parole, don Sturzo faceva, ovviamente, riferimento a una scelta di federalismo responsabile, solidale e sociale con un forte richiamo all'identità popolare e cristiana e ai suoi valori; capace di garantire una crescita economica e sociale, non assistenzialistica sia del meridione d'Italia - così pesantemente penalizzato dal processo di unificazione - che dell'intera nazione italiana. Una crescita fondata sulla centralità dell'autonomia delle comunità locali, emancipata da ogni statalismo e centralismo illuministico, capace, finalmente, di costruire in Italia quell'unità di popolo che il Risorgimento non aveva saputo, né voluto garantire e che, a oggi, in quasi 150 anni di Stato unitario, non è stata, ancora, compiutamente realizzata.

Naturalmente, ritornando al terzo polo, è in atto tutto uno sforzo di concertazione, unione con le forze politiche che credono in questo progetto politico sia a livello nazionale sia locale.

Nella realtà locale  noi dell'Udc stiamo creando sinergie con altre formazioni politiche, per andare verso il Partito della Nazione  che sarà la naturale evoluzione dell'Udc.

IL nostro capogruppo, Tiziano Garbo ,Alberto Ortalli,Biagio La Spada ed io Biagio Faruoli e gli altri iscritti e simpatizzanti, sono i sostenitori e i promotori di questo terzo polo qui a Desio.

Molto presto avremo delle  pubbliche aperte, nella nostra sede di Via Garibaldi 81 Desio,ai cittadini, dove spiegheremo chi siamo ,cosa vogliamo fare e dove vogliamo posizionare politicamente

Chi avrà avuto la voglia e la costanza di leggermi,sappia che su questo blog ci saranno continui aggiornamenti su questo progetto di terzo polo.Biagio Faruoli

 
 
 
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