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Un fine settimana...magico e incantato :)

Post n°4 pubblicato il 06 Luglio 2012 da La_Rosa_Di_Jericho
 

  Buon pomeriggio a tutti amici, in questo post non parlerò di piante, fiori e di proprietà benefiche di alcuni di essi, ma vorrei farvi entrare in un mondo magico ed incantato....."IL MAGICO MONDO DELLE FATE E DEI FOLLETTI"...beh comunque ci sono alberi e fiori....ma tutti rigorosamente magici e incantati 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non possono certo mancare fate e folletti in un bosco magico e incantato

 

 

 

 

 

 

 

 

Dove si trova il regno delle Fate?

A volte appena sopra l'orizzonte, a volte sotto i nostri piedi.
Nel Galles pensano che il regno delle Fate si trovi in un'isola, nel canale di San Giorgio, al largo della costa del Pembrokeshire.
Gli Irlandesi chiamarono Hy Breasail l'isola fantasma che, secondo loro, si trovava ad ovest e che secondo loro accoglieva il regno delle Fate.
Mentre per i britannici l'isola fantastica è l'isola di Man.
Ma la più famosa delle isole magiche è senz'altro l'isola di Avalon. Il leggendario Re Artù si dice vi sia stato incoronato e che in seguito, ferito a morte, e che sia stato portato per essere curato da quattro Regine delle Fate, e che il suo corpo immerso in un magico sonno sia nascosto nel cuore di una collina dell'isola.

 

 

 

Terrapieni, forti e colli antichi sono le altre dimore tradizionali delle Fate, e a riprova di ciò, la parola gaelica che indica le Fate è Sidhe, che significa popolo delle colline.
Le pareti delle caverne scelte dalle Fate per dimora,trasudano gocce dorate.
Ogni collina ha il suo Re e la sua Regina, di solito, però, sono legati da un vincolo di fedeltà a un Gran Re, dei quali il più conosciuto, l'"Oberon " dei poemi cavallereschi medievali,deve la sua bassa statura ad una maledizione che gli fu lanciata durante il battesimo.

 

 

 

 

Le fate prediligono i gusti naturali e privilegiano i cibi integrali (grano, avena, farro, orzo, fagioli crudi, e fiori in abbondanza), si dissetano con acqua di sorgente ed usano il miele come dolcificante, succhiano i pistilli dei fiori più carnosi e succulenti, non resistono alle bacche del sambuco e gustano le foglie del trifoglio come dessert, il tutto innaffiato da dolci tisane benefiche o dalla loro bevanda tradizionale rappresentata dall’Idromele.L’idromele è un’antichissima bevanda conosciuta ed usata anche dai celti a base di miele fermentato, le fate ne sono ghiottissime ma lo usano solo in determinate occasioni…
 I piatti preferiti dalle fate sono comunque quelli a base di fiori! Esse sono maestre nell’usare gerani, gelsomini e violette per preparare delicate e originali ricette.

Il termine FATA deriva dall’antico “faunoe o fatuoe “, che significa creatura selvatica,abitante nel mondo naturale, ma anche dal latino ” fatum “, cioè destino.

Sono esseri soprannaturali dotati di un potere magico, possono cambiare aspetto e farlo cambiare agli altri esseri. Sono una delle più popolari figure dell’immaginario fiabbesco che ce le rende donne bellissime, talvolta perfide, piccole o di statura normale, con colori molto particolari: verde, viola, blu.

Le fate abitano in luoghi selvaggi e solitari, in magiche fortezze, tra colline e tumuli. Si radunano nelle foreste e nei boschi e presso le sponde dei laghi. Vivono nelle piante o sotto terra. Vivono in tutti i luoghi naturali, come rocce, fonti, boschi, e soprattutto in cespugli di biancospino, e non si può dissacrare per nessun motivo il luogo scelto dalle fate per vivere.

 


I regni fatati difficilmente appaiono, ma sono in pochi coloro che hanno il privilegio di accedervi. durante alcune notti particolari, quando la luna piena illumina il crepuscolo è più facile scorgere i luoghi abitati dalle fate, se si ci lascia trasportare dalle sensazioni che solo la natura sa donarci è possibile vedere nel buio della notte miriade di luci scintillanti. non abbiate paura: sono solo le fate che danzano alla luna!

 

 

Il mondo delle fate è un mondo incantato, è il mondo sconosciuto delle favole, pieno di spirito, di malizia, di gioia e anche di cattiveria. Nella Terra delle fate ogni cosa è possibile, non sono molto lontane da noi, sono presenti in ogni paese e in ogni nazionalità . Le loro abitazioni non sono tutte uguali, alcune galleggiano nell’acqua altre sono nascoste sotto la superficie altre compaiono una volta ogni sette anni. Per scoprire veramente le loro abitazioni dobbiamo andare nei boschi, nelle pareti delle caverne da dove scendono gocce dorate. Il loro regno può comparire e scomparire all’improvviso.

 


Da sempre si narra che le fate possano prendere diverse forme, a seconda del luogo e del momento ma non solo, anche a seconda di chi sta loro innanzi. La materia di cui sono fatte è così sensibile e fluida da poter essere plasmata in qualsiasi forma, anche dal pensiero e dal sentimento umano, quindi esse possono assumere un aspetto o l’altro a seconda del preconcetto di chi le sta pensando;

 

 

se sono immaginate bellissime ed eteree così esse diventano e, viceversa, se l’idea che si ha del loro essere è paurosa esse diventano terrificanti e spaventose.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed ora una piccola fiaba, anche se siamo in piena estate non fa certo male leggere della prima neve di inverno nel bosco incantato

    Nel bosco incantato l’inverno avanzava a grandi passi, lasciando le sue prime orme di brina fra l’erba coperta di foglie, e gli animaletti preparavano le loro tane, i nidi e le grotte per quando vi avrebbero trascorso la maggior parte delle giornate.
 Le lepri scavavano rifugi più profondi e protetti nella terra bruna e saltellavano alla ricerca dei loro cibi preferiti: il trifoglietto, le rape e i cavoli, soprattutto quelli che riuscivano a rubare a qualche contadino poco simpatico…

Gli uccellini riassettavano la paglia, il terriccio e i rametti dei loro nidi, vi aggiungevano piume e muschio per renderli più caldi e accoglienti e volavano da un ramo all’altro alla ricerca dei semi e delle bacche più buone. E i cervi, con i grandi palchi ramificati, scendevano dalle loro alte foreste di conifere verso la valle, brucando l’erba più tenera, e in mancanza d’altro accontentandosi di radici, corteccia e piccoli arbusti.

L’aria profumava di neve e l’istinto degli animaletti diceva loro che presto, molto presto, candidi fiocchi avrebbero iniziato a scendere dal cielo e avrebbero ricoperto tutto quanto nel loro incantevole manto. Ma prima di ritirarsi nei tiepidi covi c’era ancora molto lavoro da fare, così il bosco era tutto in fermento, e in ogni dove si potevano udire scricchiolii di foglie e rami, scalpiccii agitati e vivaci frulli d’ali.
 L’indaffarato brulicare si protrasse per alcuni giorni, finché finalmente gli animali – e forse anche qualche Fata nascosta fra le fitte siepi d’edera – ebbero terminato i loro preparativi e tutto fu pronto.
 Allora, un incantato silenzio scese sul bosco… ogni movimento, ogni rumore, ogni scricchiolio si acquietò, e tutto divenne immobile.
 Nubi bianchissime coprirono il cielo a tarda sera, e tutti gli animaletti vollero uscir dai rifugi per osservare la commovente magia che ogni anno meravigliosamente si ripeteva. I musetti erano tutti all’insù, e c’era chi annusava l’aria, chi gonfiava il pelo folto per sentire meno freddo, chi allungava le orecchie aspettando, da un momento all’altro, di avvertire quel suono così dolce, leggero e quasi inudibile, che incantava tutti quanti.
 E finalmente eccolo… un lieve fruscio nell’aria e un piccolo fiocco di neve che si posava sull’erba.
 Tutti gli animali si misero a sedere e guardarono, estasiati, la prima nevicata dell’inverno. Alcuni cuccioli di lupo e di orso si lanciarono a correre e a giocare in preda a un’incontenibile gioia, ma presto furono stanchi, perché ormai era calata la notte, e ognuno tornò dalla sua mamma.
 Quando già il primo strato di neve aveva imbiancato gli alberi e le radure, gli animali, piano piano per non far rumore, si ritirarono nelle loro tane. La lepre allungò le lunghe zampe davanti e vi appoggiò la testina, gli uccellini si strinsero nel nido e nascosero il becco sotto l’ala, e i cervi chiusero i loro occhi dolci, rannicchiati a riparo dal freddo.
 E mentre la neve cadeva ora più fitta, tutti gli animaletti, cullati dal suo flebile frusciare, si addormentarono.

 

Auguro a tutti voi un magico fine settimana

 

 

 

 

 

 
 
 
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