Creato da La_Rosa_Di_Jericho il 03/07/2012

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un blog...naturale

 

Un fine settimana...magico e incantato :)

Post n°4 pubblicato il 06 Luglio 2012 da La_Rosa_Di_Jericho
 

  Buon pomeriggio a tutti amici, in questo post non parlerò di piante, fiori e di proprietà benefiche di alcuni di essi, ma vorrei farvi entrare in un mondo magico ed incantato....."IL MAGICO MONDO DELLE FATE E DEI FOLLETTI"...beh comunque ci sono alberi e fiori....ma tutti rigorosamente magici e incantati 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non possono certo mancare fate e folletti in un bosco magico e incantato

 

 

 

 

 

 

 

 

Dove si trova il regno delle Fate?

A volte appena sopra l'orizzonte, a volte sotto i nostri piedi.
Nel Galles pensano che il regno delle Fate si trovi in un'isola, nel canale di San Giorgio, al largo della costa del Pembrokeshire.
Gli Irlandesi chiamarono Hy Breasail l'isola fantasma che, secondo loro, si trovava ad ovest e che secondo loro accoglieva il regno delle Fate.
Mentre per i britannici l'isola fantastica è l'isola di Man.
Ma la più famosa delle isole magiche è senz'altro l'isola di Avalon. Il leggendario Re Artù si dice vi sia stato incoronato e che in seguito, ferito a morte, e che sia stato portato per essere curato da quattro Regine delle Fate, e che il suo corpo immerso in un magico sonno sia nascosto nel cuore di una collina dell'isola.

 

 

 

Terrapieni, forti e colli antichi sono le altre dimore tradizionali delle Fate, e a riprova di ciò, la parola gaelica che indica le Fate è Sidhe, che significa popolo delle colline.
Le pareti delle caverne scelte dalle Fate per dimora,trasudano gocce dorate.
Ogni collina ha il suo Re e la sua Regina, di solito, però, sono legati da un vincolo di fedeltà a un Gran Re, dei quali il più conosciuto, l'"Oberon " dei poemi cavallereschi medievali,deve la sua bassa statura ad una maledizione che gli fu lanciata durante il battesimo.

 

 

 

 

Le fate prediligono i gusti naturali e privilegiano i cibi integrali (grano, avena, farro, orzo, fagioli crudi, e fiori in abbondanza), si dissetano con acqua di sorgente ed usano il miele come dolcificante, succhiano i pistilli dei fiori più carnosi e succulenti, non resistono alle bacche del sambuco e gustano le foglie del trifoglio come dessert, il tutto innaffiato da dolci tisane benefiche o dalla loro bevanda tradizionale rappresentata dall’Idromele.L’idromele è un’antichissima bevanda conosciuta ed usata anche dai celti a base di miele fermentato, le fate ne sono ghiottissime ma lo usano solo in determinate occasioni…
 I piatti preferiti dalle fate sono comunque quelli a base di fiori! Esse sono maestre nell’usare gerani, gelsomini e violette per preparare delicate e originali ricette.

Il termine FATA deriva dall’antico “faunoe o fatuoe “, che significa creatura selvatica,abitante nel mondo naturale, ma anche dal latino ” fatum “, cioè destino.

Sono esseri soprannaturali dotati di un potere magico, possono cambiare aspetto e farlo cambiare agli altri esseri. Sono una delle più popolari figure dell’immaginario fiabbesco che ce le rende donne bellissime, talvolta perfide, piccole o di statura normale, con colori molto particolari: verde, viola, blu.

Le fate abitano in luoghi selvaggi e solitari, in magiche fortezze, tra colline e tumuli. Si radunano nelle foreste e nei boschi e presso le sponde dei laghi. Vivono nelle piante o sotto terra. Vivono in tutti i luoghi naturali, come rocce, fonti, boschi, e soprattutto in cespugli di biancospino, e non si può dissacrare per nessun motivo il luogo scelto dalle fate per vivere.

 


I regni fatati difficilmente appaiono, ma sono in pochi coloro che hanno il privilegio di accedervi. durante alcune notti particolari, quando la luna piena illumina il crepuscolo è più facile scorgere i luoghi abitati dalle fate, se si ci lascia trasportare dalle sensazioni che solo la natura sa donarci è possibile vedere nel buio della notte miriade di luci scintillanti. non abbiate paura: sono solo le fate che danzano alla luna!

 

 

Il mondo delle fate è un mondo incantato, è il mondo sconosciuto delle favole, pieno di spirito, di malizia, di gioia e anche di cattiveria. Nella Terra delle fate ogni cosa è possibile, non sono molto lontane da noi, sono presenti in ogni paese e in ogni nazionalità . Le loro abitazioni non sono tutte uguali, alcune galleggiano nell’acqua altre sono nascoste sotto la superficie altre compaiono una volta ogni sette anni. Per scoprire veramente le loro abitazioni dobbiamo andare nei boschi, nelle pareti delle caverne da dove scendono gocce dorate. Il loro regno può comparire e scomparire all’improvviso.

 


Da sempre si narra che le fate possano prendere diverse forme, a seconda del luogo e del momento ma non solo, anche a seconda di chi sta loro innanzi. La materia di cui sono fatte è così sensibile e fluida da poter essere plasmata in qualsiasi forma, anche dal pensiero e dal sentimento umano, quindi esse possono assumere un aspetto o l’altro a seconda del preconcetto di chi le sta pensando;

 

 

se sono immaginate bellissime ed eteree così esse diventano e, viceversa, se l’idea che si ha del loro essere è paurosa esse diventano terrificanti e spaventose.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed ora una piccola fiaba, anche se siamo in piena estate non fa certo male leggere della prima neve di inverno nel bosco incantato

    Nel bosco incantato l’inverno avanzava a grandi passi, lasciando le sue prime orme di brina fra l’erba coperta di foglie, e gli animaletti preparavano le loro tane, i nidi e le grotte per quando vi avrebbero trascorso la maggior parte delle giornate.
 Le lepri scavavano rifugi più profondi e protetti nella terra bruna e saltellavano alla ricerca dei loro cibi preferiti: il trifoglietto, le rape e i cavoli, soprattutto quelli che riuscivano a rubare a qualche contadino poco simpatico…

Gli uccellini riassettavano la paglia, il terriccio e i rametti dei loro nidi, vi aggiungevano piume e muschio per renderli più caldi e accoglienti e volavano da un ramo all’altro alla ricerca dei semi e delle bacche più buone. E i cervi, con i grandi palchi ramificati, scendevano dalle loro alte foreste di conifere verso la valle, brucando l’erba più tenera, e in mancanza d’altro accontentandosi di radici, corteccia e piccoli arbusti.

L’aria profumava di neve e l’istinto degli animaletti diceva loro che presto, molto presto, candidi fiocchi avrebbero iniziato a scendere dal cielo e avrebbero ricoperto tutto quanto nel loro incantevole manto. Ma prima di ritirarsi nei tiepidi covi c’era ancora molto lavoro da fare, così il bosco era tutto in fermento, e in ogni dove si potevano udire scricchiolii di foglie e rami, scalpiccii agitati e vivaci frulli d’ali.
 L’indaffarato brulicare si protrasse per alcuni giorni, finché finalmente gli animali – e forse anche qualche Fata nascosta fra le fitte siepi d’edera – ebbero terminato i loro preparativi e tutto fu pronto.
 Allora, un incantato silenzio scese sul bosco… ogni movimento, ogni rumore, ogni scricchiolio si acquietò, e tutto divenne immobile.
 Nubi bianchissime coprirono il cielo a tarda sera, e tutti gli animaletti vollero uscir dai rifugi per osservare la commovente magia che ogni anno meravigliosamente si ripeteva. I musetti erano tutti all’insù, e c’era chi annusava l’aria, chi gonfiava il pelo folto per sentire meno freddo, chi allungava le orecchie aspettando, da un momento all’altro, di avvertire quel suono così dolce, leggero e quasi inudibile, che incantava tutti quanti.
 E finalmente eccolo… un lieve fruscio nell’aria e un piccolo fiocco di neve che si posava sull’erba.
 Tutti gli animali si misero a sedere e guardarono, estasiati, la prima nevicata dell’inverno. Alcuni cuccioli di lupo e di orso si lanciarono a correre e a giocare in preda a un’incontenibile gioia, ma presto furono stanchi, perché ormai era calata la notte, e ognuno tornò dalla sua mamma.
 Quando già il primo strato di neve aveva imbiancato gli alberi e le radure, gli animali, piano piano per non far rumore, si ritirarono nelle loro tane. La lepre allungò le lunghe zampe davanti e vi appoggiò la testina, gli uccellini si strinsero nel nido e nascosero il becco sotto l’ala, e i cervi chiusero i loro occhi dolci, rannicchiati a riparo dal freddo.
 E mentre la neve cadeva ora più fitta, tutti gli animaletti, cullati dal suo flebile frusciare, si addormentarono.

 

Auguro a tutti voi un magico fine settimana

 

 

 

 

 

 
 
 

La bella di notte

Post n°3 pubblicato il 06 Luglio 2012 da La_Rosa_Di_Jericho
 

 Ecco un post che farà felice il mio amico Andy (Osiride)

 

Nel linguaggio dei fiori è il simbolo della timidezza per il fatto che i suoi fiori restano chiusi di giorno, nascosti ai raggi del sole, per poi aprirsi di notte e ravvivare le serate estive. La bella di notte è una pianta molto resistente e adatta ad essere coltivata d'estate poichè resiste bene alle alte temperature e può essere piantata in giardini e balconi senza problema. Conosciamo un pò meglio la bella di notte.


LA LEGGENDA DELLE BELLE DI NOTTE

Si perde nella notte dei tempi la leggenda del fiore più bello.
 Il fiore che allieta le notti di tutti gli uomini insonni perché li attende sveglio d’estate quando non riescono a prendere sonno: le belle di notte.
 Una notte, tanto tempo fa, un pianto lungo e sommesso si aggiungeva ai rumori dell’oscurità. Questo pianto si ripeté a lungo, finché la Luna decise di trovarne la fonte.
 A lungo girò intorno a tutto il pianeta e, quando aveva ormai perso del tutto le speranze, lo scorse.
 Un piccolo punto luminoso: era da lì che proveniva il pianto.
 La Luna scese dal suo cocchio e si avvicinò.
 Accanto ad un pozzo, ai margini del bosco, era seduta una lucciola. “Chi sei tu? E perché rattristi con il tuo pianto tutte le mie stelle? “ chiese la Luna. La lucciola spaventata alzò gli occhi e rimase stupita nel vedere il suo interlocutore.
 Allora disse: “Deve scusarmi, signora Luna, non volevo mettere tristezza alle sue stelle!”...........segue cliccando sull'immagine della lucciola

 

 La bella di notte, nome scientifico mirabilis jalapa, è una pianta cespugliosa annuale o perenne molto comune nei giardini, nei parchi o sui balconi e nota per i suoi bei fiori che fioriscono di notte. I fiori sono di diverse colorazioni, bianchi, gialli, rosa o anche di più colori insieme, non hanno corolla ma solamente il calice mentre le foglie sono di un bel verde scuro e lucido.


La bella di notte può raggiungere i 60 cm. di altezza e fiorisce per tutto il periodo estivo, da giugno a settembre.


I fiori sono molto profumati e attirano molto spesso le falene notturne. Per coltivare la bella di notte è importante ricordare che questa pianta necessita di una buona esposizione al sole, soprattutto nel periodo della fioritura; la bella di notte è resistente alle alte temperature estive mentre è bene ripararla durante l'inverno.


Il terreno ideale per la bella di notte è composto di terra, sabbia e torba e la pianta va annaffiata abbondantemente in estate, alla mattina presto o alla sera tardi.

La bella di notte si può riprodurre con i semi che vengono prodotti al momento della conclusione del ciclo vitale della pianta: bisogna stare molto attenti, però, poichè i semi di questa pianta sono velenosi e possono causare disturbi allo stomaco o confusione mentale se ingeriti. Alla fine dell'inverno si possono seminare le belle di notte che ad inizio primavera saranno pronte per il rinvaso; in alcuni casi si può effettuare anche una moltiplicazione per vie rizomatose.

La bella di notte non necessita di essere potata, vanno solamente eliminati i fiori ormai secchi o le parti morte o danneggiate e non soffre di particolari malattie ma bisogna fare attenzione al ristagno dell'acqua e agli afidi. Per maggiori informazioni sulla bella di notte si può consultare la pagina dedicata alla bella di notte sulla rivista di giardinaggio online e sul sito di gardening  nella sezione dedicata alle piante annuali con informazioni generali sulle caratteristiche, sulla coltivazione, sulla moltiplicazione della bella di notte.  

 

CONSIGLI UTILI


Esposizione: in pieno sole.
Temperatura: la bella di notte predilige clima caldo; nei climi più freddi, richiede protezione durante i mesi invernali.
Annaffiature: frequenti e abbonanti anche più volte al giorno nel periodo più caldo.
Fertilizzazione: è necessario concimare coun fertilizzante liquido usando circa metà della dose normalmente consigliata, durante  il periodo della fioritura, fino all'autunno.
Riproduzione: per semina; distribuire i semi ,ben distanziati e in modo uniforme, a fine febbraio/marzo.
 Coprire con uno strato di terriccio e porre a 18 °C. La germinane avviene dopo circa 2 settimane. Quando le piantine sono abbastanza grandi da poter essere maneggiate, si trapiantano, alla distanza di 5 cm una dall'altra.
Terreno: normale terra da giardino con  l'aggiunta di sabbia.
Patologie: essenziale un buon drenaggio, per evitare di far marcire i tuberi.
 Gli Afidi verdi possono colpire in modo imponente le piante, causando gravi danni.



Sono bellissime e profumatisime, appena fioriranno posterò la foto, ne ho il giardino pieno e quando abitavo a Roma avevo 4 piantine in un vaso fuori il davanzale e tenendo la finestra aperta (per il troppo caldo cin casa) entrava un profumo buonissimo, avete presente il profumo di alcuni doposole o creme solari? Ecco quello è il profumo delle belle di notte....delicatissimo e con l'aggiunta del gelsomino si è creato un profumo buonissimo, di solito si trova  nelle erboristerie, perchè quello che si acqusta nelle profumerie è con aggiunta di alcol e non fa bene alla pelle...beh come del resto tutti i profumi contenenti basi alcoliche.....meglio il naturale, e dura anche molto sulla pelle, contariamente a ciò che si possa pensare, non svanisce affatto e sino a sera si è delicatamente profumati.

Che caldooooooo, ho il ventilatore puntato a mo di canna di fucile contro di me  mi sa che domani avrò un incriccamento alla cervicale
Ed anche per stasera è tutto ....un  abbraccio mega

 

 

 

 
 
 

L'aloe "vera"

Post n°2 pubblicato il 04 Luglio 2012 da La_Rosa_Di_Jericho
 

 

 

 Perché Vera? Sembra sia stata scelta questa desinenza per distinguerla da tutte le altre aloe. Quando si parla di Aloe Vera ci si riferisce all’Aloe Barbadensis. Quella cioè con le caratteristiche per cui noi tutti la conosciamo. Quella “vera” praticamente.

L’Aloe Vera era utilizzata sin dai tempi dei Sumeri e degli Egizi grazie alle sue proprietà terapeutiche. Il gel che si può ottenere dalle foglie di Aloe Vera è molto utilizzato in cosmetica grazie alle sue proprietà di antinfiammatorio e cicatrizzante.


L’Aloe Vera è una pianta della famiglia delle Aloeacee di cui fanno parte più di 200 specie diverse. Originaria dell’Africa Orientale e Meridionale può raggiungere i 2-3 metri di altezza; raramente raggiunge i 6 metri.
Le Aloeacee sono quasi tutte legnose e dalle foglie molto grandi e carnose.


Fioritura:

 A seconda della specie di Aloe abbiamo fioriture primaverili o estive anche se nei luoghi di origine possono avvenire anche nei mesi invernali. I fiori sono di colore rosso o giallo.

Raccolta:

 Le foglie delle quali viene raccolta la linfa, sono carnose, normalmente misurano 50 cm di lunghezza e hanno da un minimo di 2 a un massimo di 5 anni. Per estrarre il liquido contenuto nelle foglie si effettua un taglio da dove uscirà una sostanza gelatinosa dalle incredibili proprietà. Il taglio nelle foglie necessita di essere realizzato in modo tale che la secrezione possa venir raccolta in un qualche recipiente. La linfa che si andrà ad prelevare è estremamente liquida e quindi facilmente estraibile.

Proprietà e Benefici

L’Aloe Vera è un eccellente antisettico; contiene almeno sei agenti antisettici: Lupeolo, Acido Salicilico, Urea-Azoto, Acido Cinamico, Fenolo e Zolfo. Agisce come antidolorifico placando una vasta gamma di dolori, specialmente quelli muscolari e delle articolazioni. Ha azione sul Sistema Nervoso Centrale calmando il nervosismo e regalando una piacevole sensazione di benessere (leggi anche: Il Ginseng; Il Guaranà). Ha note proprietà antibatteriche, antivirali, antitossiche, antifungine e antinfiammatorie. L’Aloe Vera è ottima per molte patologie della pelle per la sua capacità di evitare le infezioni e di placare il prurito. Vivamente consigliata come applicazione esterna da usare contro le scottature solari e in generale contro le ustioni e le abrasioni della pelle. Nella sua forma “pura” (non bollita) l’Aloe Vera è ricca di sali minerali e vitamine.

 

Ottima come trattamento dei dolori reumatici. Il gel di aloe vera funge un ottima funzione contro funghi, virus e batteri stafilococchi. L’Aloe vera viene usata per contrastare patologie degenerative a causa di difetti presenti nel nostro sistema immunitario. L’acemannano aumenta le difese immunitarie.

 

Contenendo molti minerali come calcio, magnesio, manganese,  zinco, rame, ferro e anche vitamine come la B1, B2, B3 e altre, il succo di aloe vera è un alimento completo e nutriente.

10 Ottimi Motivi per bere Ogni Giorno Aloe Vera

Ogni foglia di Aloe è una vera miniera di composti nutritivi con una variegata presenza di Vitamine, Minerali, Mono e Polisaccaridi, Aminoacidi ed Enzimi.
Tutte queste sostanze nutritive compensano, nel nostro organismo, la carenza dovuta alla scarsità di risorse nutrizionali all’interno dei prodotti alimentari che acquistiamo ogni giorno.

1) Aiuta l’intestino pigro, migliora la regolarità intestinale e riduce il bruciore di stomaco quando ci sono problemi di cattiva digestione.

2) Aiuta l’organismo a difendersi, fornisce un supporto naturale con i sali minerali come Zinco, Magnesio e Ferro.

3) Contiene la dose giornaliera di minerali importanti per il nostro organismo come Calcio, Sodio, Potassio, Cromo, Manganese, Rame, Zinco e tanti altri stimolando i processi enzimatici per garantire un buon equilibrio organico.

4) Integra l'apporto giornaliero di Vitamine quali A, B1, B2, B12, C ed E, per soddisfare e compensare la loro carenza dovuta ad una dieta non equilibrata.

5) Contiene Aminoacidi e numerosi Enzimi, molto utili per i processi di rinnovamento cellulare e per la sintesi delle Proteine.

6) E’ un depurativo e facilita l’eliminazione delle scorie tossiche, sonnolenza e stanchezza spesso sono i primi sintomi di sostanze indesiderate che non riusciamo ad espellere, aloe vera è utile per riequilibrare in modo naturale l’organismo.

7) Ripara la Pelle, con le sue proprietà rigenerative in virtù del Fitocomplesso ricco di mucillagini, Minerali, Vitamine e Aminoacidi.

8) Ha proprietà anti - infiammatorie, l’aloe vera contiene 12 sostanze naturali che hanno dimostrato di poter combattere le infiammazioni autonomamente. Aiuta anche le Articolazioni e la mobilità Muscolare.

9) Procura un’azione lenitiva per piccole scottature, tagli, graffi e irritazioni della pelle.

10) Assicura igiene e salute dentale, con l’azione anti - infiammatoria è molto utile a chi soffre di gonfiori continui alle gengive;

L'aloe vera è utile a chiunque voglia sentirsi bene e in piena forma ogni giorno, per una migliore qualità della propria vita.

 

 

Ecco qua amici, ed anche il secondo post è andato , per la gioia del mio amico Sonny_boy ...ora tocca a voi eh

Non vi nascondo che sono un po' stanchina, però felicissima, adoro la natura (ma questo lo sapete già ).......Ora rispondo a tutti voi, dovevo prima terminare di inserire alcune immaginette nei box e concludere il post di oggi (lo avevo iniziato stanotte....però gli occhi ormai erano a forma di monitor   e ho interrotto)

Ciao a tutti

 

  

 
 
 

Il Lauroceraso, la prima pianta del nostro blog :)

Post n°1 pubblicato il 04 Luglio 2012 da La_Rosa_Di_Jericho
 

 

Ciao a tutti amici miei, sapete che ore sono? Le 2.53 del mattino del giorno 04/07/2012...e già non mi do per vinta, dovevo riuscire a tutti i costi ad inserire almeno il primo post che aprirà le danze per i successivi...mi raccomando scrivete scrivete e....scrivete....Vi attendo con ansia e non vi nascondo che, essendo la mia prima esperienza con altri amici nel blog, sono emozionata e non ho sonno, beh anche perchè la notte è più fresca del giorno, tanto già so che domattina mi ci vorranno le bombette per alzarmi  ma farò del mio meglio per essere in piedi ad un ora accettabile ...dunque...iniziamo

 

Il Lauroceraso (Prunus laurocerasus)

Il lauroceraso è un arbusto, o piccolo albero, originario dell’Asia e dell’Europa, molto diffuso nei giardini italiani; appartiene al genere prunus, così come molte piante da frutto molto coltivate. Si tratta di un arbusto vigoroso e resistente, sempreverde, con vegetazione fitta e compatta; le foglie sono ovali, lanceolate, con margine dentato, leggermente coriacee e lucide, di colore verde scuro; in primavera, all’apice dei rami, sbocciano piccoli fiori a stella, di colore bianco, riuniti in pannocchie erette; hanno un profumo molto intenso, che può risultare sgradevole. Ai fiori seguono piccole bacche nere, simili a olive opache; le bacche e le foglie contengono acido cianidrico, sono quindi decisamente molto tossiche, anche se hanno sapore disgustoso, e quindi non sono per nulla invitanti per gli esseri umani o per gli animali. La vigoria di sviluppo, la vegetazione densa e compatta e lo sviluppo abbastanza rapido ha reso questi arbusti molto diffusi come piante da siepe, soprattutto negli anni passati.

In effetti, questo abuso di laurocerasi li ha resi piante talvolta poco amate, anche se si tratta di arbusti molto interessanti, soprattutto per chi ama avere un giardino a bassa manutenzione: non si ammalano spesso, tendono a non venire colpiti da parassiti, sopportano il freddo, l’umidità e il caldo, e hanno una spetto decisamente gradevole, soprattutto se coltivati come esemplari singoli, o ad alberello, e quindi possono venire ammirati nel loro intero sviluppo, e non compressi all’interno di una siepe. In commercio esistono alcune varietà molto diffuse, tra cui alcune a foglia particolarmente scura, rossastra o bruna.

Spesso il Lauroceraso è confuso con l´Alloro. In passato veniva
utilizzata impropriamente come rimedio contro la tosse (Acqua di Lauroceraso).

 


Il lauroceraso in erboristeria

Le foglie ed i semi di lauroceraso contengono, oltre all’acido cianidrico, altri principi attivi, sfruttati in una serie di rimedi erboristici, ma anche nella medicina tradizionale. Fondamentalmente si sfruttano le proprietà antispasmodiche e sedative della pianta, soprattutto per la tosse seca ed insistente. Le foglie vengono utilizzate per preparare lavaggi oculari. Contenendo principi attivi tossici, chiaramente foglie e semi si utilizzano a freddo, e non vengono ingeriti.

Nonostante i semi risultino tossici, i frutti, ovvero la polpa attorno ad essi, è commestibile, anche se ha un sapore particolare, non a tutti gradito. Questi frutti possono venire consumati freschi, o possono venire utilizzati per preparare marmellate.

 

Al giorno d’oggi, vista la grande disponibilità di frutta proveniente anche da zone molto lontane, questo tipo di frutti non viene per nulla apprezzato, ma un tempo le bacche del lauroceraso rappresentavano la sola fonte di vitamine per molte popolazioni. I frutti non perfettamente maturi hanno un sapore molto astringente; spesso le sostanze nocive sono presenti anche nella polpa dei frutti, che in tal caso però risultano molto amari, e quindi non vengono consumati.

Le sostanze tossiche contenute nei semi e nelle foglie vengono comunque sfruttate, prima di tutto perché, in piccole quantità, sembra diano buoni risultati contro l’asma, migliorano la digestione e la respirazione; inoltre, dalle foglie è possibile estrarre un aroma utilizzato nell’industria come sostituto del sapore di mandorle amare.

Ecco qua amici....ora spero che il secondo post sia scritto

ed elaborato da uno di voi eh ora vado a nanna...ci si vede domani

 

 

 
 
 
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