Jemmix Fairy's Diary
DIARIO DI UNA FATA CaLmA, FiDuCiOsA, SiMpAtIcA,SfOrTuNaTa, OrDiNaTa, PaZzA, EsTrEmIsTa, PaZiEnTe, OtTiMiStA, RiFlEsSiVa, NeRvOsA, StUdIoSa, DiLiGeNtE, AnAlItIcA, PeRsPiCaCe, InTelIgEnTe, PeDaNte, CrItIcA, FrEdDa, CoMuNiCaTiVa ...e un po' pazza grazie al suo passato che prima o poi narrerà. Per ora esterna solamente i suoi sentimenti e grida al mondo ciò che ha imparato!!!
"Il corpo pecca, ma una volta che ha peccato ha superato la sua colpa perché l'azione è una forma di purificazione: nulla più rimane se non il ricordo di un piacere o la voluttà di un rimpianto. L'unico modo per liberarsi di una tentazione è di abbandonarvisi: resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata, di desiderio per ciò che le sue mostruose leggi hanno reso mostruoso e fuori legge."
"Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde
Sposi della vita, amanti della morte.
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L’Egolatria
Post n°59 pubblicato il 03 Novembre 2008 da Jemmix
(Tratto da “Gog” di Giovanni Papini)
Jena, 8 Luglio.
“[…] Per uno studioso di storia delle religioni la varietà è un vantaggio; per gli uomini in generale un inconveniente. S’è tentato di creare una lingua universale ma nessuno è riuscito a inventare una religione veramente accettabile per tutti. L’errore sta in questo: che non s’è approfondita la natura dell’uomo. L’uomo, a dispetto di tutte l’ipocrisie e le retoriche, non ama sinceramente che sé stesso e non rispetta e non adora che il proprio io. Esso finge, per paura o per suggestione, di venerare gli Dei, gli Eroi, la Patria, l’Umanità e tutti gli altri numi, storici o astratti, che riempiono le gallerie della storia. In realtà costei son paraventi e prestanomi per nascondere la sua vera fede. Per giungere a una religione veramente universale e pratica, che tutti sarebbero felici di adottare se un profeta coraggioso si presentasse, bisogna tener conto del centro psicologico della condotta umana. La nuova e definitiva religione ch’io propongo agli uomini è l’Egolatria. Ognuno adorerà sé stesso, ognuno avrà il suo Dio personale: sé medesimo. La Riforma protestante si vantava di fare d’ogni uomo un sacerdote – non più intermediari tra la creatura e il Creatore. Io faccio un passo di più: non più intermediari tra l’adoratore e l’adorato. Ciascuno è a sé stesso il suo Dio. Si combinano, in questo modo, i vantaggi del politeismo e quelli del monoteismo. Ogni uomo avrà un solo Dio ma gli Dei saranno tanti quanti sono gli uomini. E non ci sarà pericolo di scissioni perché gli egolatri, pur essendo d’accordo nel principio fondamentale della nuova religione, non cadranno mai, per ragioni evidenti, nella pazzia di adorare un Dio estraneo, cioè un’altra creatura simile a loro. Questa religione è, nello stesso tempo, il frutto supremo dell’idealismo tedesco e della civiltà modernissima. Quando Fiche, salendo un giorno in cattedra, annunciò agli uditori: oggi creeremo Dio, l’Egolatria era virtualmente fondata. Se Dio è una creazione della nostra attività pratica o etica, cioè fattura della mente umana, perché adorarlo come se veramente esistesse fuori di noi e non adorare piuttosto il suo creatore, cioè l’uomo? Se l’uomo è padre d’Iddio, se Dio non esiste fuor che nello spirito umano, adorando l’uomo adoriamo il Dio vero, il Dio assoluto, il Dio non più ignoto. Ma non si può adorare l’Uomo in generale. La Menschheit è un’astrazione, un flatus vocis: l’uomo autentico si realizza nell’individuo concreto, cioè in ciascuno di noi. La civiltà moderna, che ha distrutto a poco a poco gli avanzi della fantasmagoria trascendentale, ha cominciato a praticare, senza rendersene conto, l’Egolatria. Lo Sport è l’adorazione del corpo; il culto della Scienza un sostituirsi all’onnisapienza attribuita a Dio; il culto della macchina un surrogato dell’onnipotenza comune dei mortali. Vi dirò in confidenza che l’Egolatria è già praticata inconsapevolmente dalla maggioranza dell’umanità. Si tratta soltanto di darle un nome, un credo e una conoscenza. E ciò sarà il mio compito appena uscirò da questa caverna di avvelenatori. Leggendo l’antica saga scandinava di Sant’Olaf mi ha sempre colpito questo dialogo. A chi credi tu? Chiede il Re a un soldato. – A me stesso, risponde costui. È la voce sincera d’un eroe sincero. Chi non crede a sé stesso non vive. Si tratta di far coincidere religione e vita, fede e pratica. Le altre religioni son fallite perché pretendevano dall’uomo cose contrarie alla sua vera natura. La mia, che si conforma al segreto manifesto dell’uomo, trionferà senza lotte. […]” |
QUESTA SONO IO:
Fata Jemmix
In questo blog esprimo tutta me stessa ed, essendo il MIO diario, si prega di moderare le critiche perchè in questo mondo c'è la libertà di parola. Grazie
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sii folle x nn essere
normale, xkè la normalità
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