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« I cialtroni di AllahI soldatini della speranza »

Il Tender

Post n°4 pubblicato il 17 Maggio 2007 da ares2100
Foto di ares2100

Ho scelto questo aggettivo, invero non troppo edificante perché l’attuale Presidente della Siria, Assad (nella foto) oltre ad essere il tender della politica di suo padre, sta seguendo, anche se da lontano per certi versi,  le orme dell’Iran nel perseguimento di una politica imperiale.

La Siria è un paese assolutamente laico, qualche volta qualche imam si infiamma un po’ troppo e finisce regolarmente in galera. C’è una discreta minoranza cristiana pari ad un più del 10% della popolazione, per cui è interesse del regime non innescare tensioni religiose troppo forti che coinvolgerebbero in particolare le grandi città di Damasco ed Aleppo dove le minoranze religiose sono concentrate.   

Per cui la Siria non è da vedersi come un contraltare dell’Iran, bensì, come fece il precedente presidente, padre dell’attuale, un modo per ritagliarsi uno spazio proprio e poter agire come potenza locale di riferimento.  

L’allora Presidente Hafez Al Assad, una specie di Saddam Hussein molto meno sanguinario, col socialismo pan-arabo fece fortuna ben più dell’allora Re di Giordania Hussein, guarda caso anche lui a capo di un partito “Baath” (che vorrebbe dire socialista), fu un vero e proprio paladino della avversione profonda ad Israele ed agli Stati Uniti. Strizzava l’occhio all’Unione Sovietica e con la stessa creò una vera e propria alleanza soprattutto in chiave anti-israeliana.

L’ho definito “tender” perchè come quello della locomotiva a vapore, seguiva e segue dove si forma l’energia cinetica, ma di suo ha ben poco. Col crollo dell’Unione Sovietica ha perso l’alleato principale e di recente, anche quella specie di controllo politico e sociale del Libano, pur restando una minacciosa presenza per il paese che una volta veniva definito dei cedri.

Assad ha trovato dunque in Ahmadinejad  un buona cavalla su cui correre, non essendo in grado di correre su uno stallone di razza,  ma questa volta la giumenta è molto più pericolosa dell’URSS che in fondo, da dopo Andropov, non spaventava più nessuno. Molto pericolosa perché ad es. i moti popolari successivi al discorso papale di Ratisbona a Damasco, degenerarono in modo tale che la stessa polizia ebbe non poche difficoltà a calmare gli animi. Oggi infatti la parte siriana che gode di decision making, cerca di tenere un basso profilo per i rapporti col clero mussulmano, pur omaggiandolo e dichiarandosi sempre al loro servizio. Così non è in realtà, ad oggi è e resta saldamente un paese laico, tanto e vero che, il possibile attentato contro l’Ambasciata italiana a Beyrouth del 2004 fu sventato proprio dall’intervento dei servizi segreti siriani., omnipresenti in Libano, stante l’ottimo rapporto con i nostri, considerati non troppo filo americani e comunque buoni pagatori d’informazioni. Questo aspetto fra l’altro spiega perché il nostro governo attuale si è adoperato tanto per inviare le nostre truppe in Libano, sotto mandato ONU e col placet siriano. I rapporti fra i ns. paesi sono buoni, sia sotto profilo politico che commerciale.

Eppure esiste un serio rischio per il tender, ossia che la locomotiva iraniana sbatta contro un muro e non è detto che abbia la capacità di sganciarsi in tempo. Infatti l’Iran sa essere pervasivo, i ritratti per strada, a Damasco come in qualunque paesino di campagna, oltre a ritrarre in tutti i modi il Presidente, il che la dice lunga sulla vita democratica della Siria, sempre più spesso vengono affissi ritratti di Komejni, di vari Ajatollah iraniani e con frequenza un tempo inimmaginabile per la Siria, si incontrano donne velate e uomini in tenuta tradizionale.

Il socialismo ha creato case dinastiche come quella nord-coreana, questa siriana è gestita da un oculista che ha studiato a Londra, veste all’occidentale parla un ottimo inglese e non prova per l’Europa quell’avversione che suo padre estrinsecava spesso, salvo poi mandare il figlio a Londra a studiare.

Per cui il tender non diverrà mai locomotiva, ma dovrà stare attento a che legarsi tanto più che la forza di Assad si basa sui vertici militari di un esercito mai vincente e non tanto sul popolo che lo vede e lo chiama “colui che segue”, il tender appunto.

 
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