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I dittatorelli

Post n°6 pubblicato il 07 Settembre 2007 da ares2100
Foto di ares2100

Dopo l’inaspettato quanto deciso dietro front di Gheddafi su tutta la linea politica perseguita sino al 2000, ecco che Kim Jong Il, piccolo dittatorello farsesco di un piccolo Stato troppo importante per ciò che in realtà dovrebbe essere, la Corea del Nord, chiede col cappello in mano di poter uscire dalla famosa lista degli “stati canaglia” stilata dal Pentagono sin dai tempi dell’amministrazione Reagan.

Un breve exursus storico di questi due piccoli dittatori, fa ben capire che dalla lista è difficile uscire con poche operazioni di facciata.

Gheddafi, pur essendo ancora sotto stretta osservazione, ne sta in effetti uscendo, grazie al fatto che abbia rinunciato alle armi di distruzione di massa, nel suo caso chimiche, soprattutto dopo la reazione seguita all’11 settembre. Capì subito che gli USA avrebbero fatto sul serio, indipendentemente da chi fosse il presidente e licenziò subito i vari gruppi e gruppuscoli che sino a quel momento si addestravano con debite coperture nel deserto libico. Fu un colpo serio ad es. per l’IRA e per l’ETA che nel deserto libico avevano diversi campi di addestramento. Ricordandosi del bombardamento del 1985 effettuato su ordine del Presidente Reagan, che lo mancò per un soffio avendo colpito la sua residenza personale di Bab-el Aziza, dove perì una figlia adottiva di soli tre anni, si affrettò a disdettare inoltre ogni contratto con varie aziende tedesche in ambito chimico e lasciò cadere l’offerta d’acquisto di un intero stormo di caccia-bombardieri russi di seconda mano, ormai vecchiotti, quali sono i Sukhoi 27 dell’ex Armata Rossa. (aereo bellissimo ed ultra manovrabile ma dotato di sistemi di avionica superati). Grazie all’intervento della moglie del neo presidente francese, sig.ra Sarkozy, ha fatto liberare le infermiere ed il medico bulgari accusati di strage intenzionale e condannati da un tribunale farsesco alla pena capitale, questi avevano in effetti diffuso il virus dell’HIV in alcuni ospedali pediatrici, ma ciò era dovuto alle condizioni igeniche spaventose delle strutture ospedaliere, non certo all’intenzionalità di questi poveri volontari. Infine Gheddafi ha versato ben 3 miliardi di dollari in un fondo per le vittime del terrorismo e per finire ha commissionato ad imprese americane i lavori di ampliamento del porto commerciale di Homs.

Si può notare una certa differenza dal bellicoso colonnello degli anni ’80, oggi la figlia gira per Tripoli su una Porsche cabrio gialla con jeans attillatissimi ed il figlio ha giocato nel Perugia calcio.

I familiari delle tante, troppe, vittime che di terrorismo correlato alla Libia sono morte, dai cieli della Scozia, ai deserti africani, dalla poliziotta londinese ai poliziotti spagnoli di Bilbao, non gioiranno certo per i soldi che hanno ricevuto o che riceveranno, ma per lo meno sapranno che “il colonnello” ha cambiato rotta finalmente, pare in modo irreversibile, stante che ad oggi lo spaventa molto più il potenziale di Al Quaeda che il ricordo degli F 111 americani che colpirono nel 1985.   

Kim Jong il è figlio di Kim Song il, colui che spalleggiato da Mao tse Tung, scatenò la guerra di Corea. Dittatore col pugno di ferro, come suo padre, sino a qualche anno or sono nonostante una “brillante” laurea in economia conseguita nella Pekino della rivoluzione culturale che distruggeva i libri e mandava al confino i professori, gettò il suo popolo nella fame più nera, dove i cittadini di Pynongyang dovevano usare l’erba dei prati come cena, sino a che in tutto il mondo scattò una operazione umanitaria, in un primo tempo osteggiata dalle autorità. Nel 1997 il primo sinistro scricchiolio di un regime durissimo che sembrava inossidabile: un ministro fuggì e si rifugiò a Pekino, durante l’era di Deng Xiao Ping, la Cina gli dette asilo! Il dittatorello non osò alzare la voce con il gigante padrone ed il mondo fu informato che un ex-ministro criticava apertamente il regime ed in termini di critica marxista leninista, per cui fedelissimo all’ortodossia comunista, cui tanto piaceva a Deng disquisire con tutti, marxisti o meno. (Famosa la frase detta alla sig.ra Tacher durante le trattative per Hong Kong che controbatteva in termini altrettanto leninisti: “Signora Tacher, ma è sicura di essere conservatrice? Lei parla in modo che sembra più comunista di me!”. Risata generale e ben presto si firmò fra sorrisi e coppe di champagne l’accordo di cessione di quel territorio).

L’erede al trono della prima “casa reale comunista” della storia (non l’unica purtroppo!) è stato assetato, più ancora del cognac Hennessy, per il quale spende cifre folli per suo consumo personale, del sesso delle sue giovani suddite, tanto da esercitare una sorta di “jus primae noctis” sulla grande prigione che suo padre aveva creato. Orbene questo stupratore impunito di ragazzine ha per anni campato facendo il falsario, i migliori dollari falsi nel mondo erano nord-coreani, sino a che la Federal Reserve, nel 1995 ha scoperto l’imbroglio. Non contento, ha tenuto in scacco per anni il mondo libero con lo spettro della guerra stendendo molto più di un muro al 38’ parallelo, infine dopo aver venduto armi (di pessima qualità) a paesi cui nessuno avrebbe venduto nulla, ha intrapreso un disastroso programma di sviluppo nucleare proprio. Disastroso perché si hanno notizie di diversi incidenti, taluni pare, del tutto distruttivi.Orbene costui all’annuncio della rinuncia, a parole, del programma nucleare, chiede con gran voce di poter uscire dalla famosa lista nera internazionale.

Che senso ha per colui ha sempre detestato l’occidente chiedere di poter essere ammesso al consesso internazionale e non essere trattato come un criminale?

Il ministro degli esteri cinese Jiu Yang ha recentemente più o meno espressamente esposto, (strano comunque per la politica cinese far capire le proprie reali intenzioni), la strategia per sbarazzarsi dell’ingombrante alleato, i cinesi sperano in una implosione del sistema statale nord-coreano, stante la miseria, stante le continue e sempre più imponenti defezioni e fughe da quella specie di lager che è qual povero Paese. Figuriamoci la reazione del nostro “figlio di papà dittatore”! Sta perdendo il cappello ed anche le scarpe, visto che la Cina è il motivo stesso dell’esistenza del Nord Corea.

Conviene al mondo occidentale tendere la mano ad uomo ed ad un regime così ripugnante?

Pochi sanno che la Cina ed in particolare gli esperti informatici dell’esercito cinese sono sospettati del black-out informatico occorso il giugno scorso al Pentagono. Un attacco in piena regola, roba da guerra fredda, che ha suscitato in occidente ed in sede NATO ire e preoccupazioni stante, fra l’altro, le manovre di esercitazione comuni intraprese fra l’esercito cinese e quello russo nel mese di luglio.

La Cina popolare non gradirebbe per nulla un cambio di rotta della Corea del Nord, già tollera a mala pena la Mongolia che ora gravita in area NATO. Per questa ragione, sia pur ripugnante e disgustoso, non è escluso che questo uomo che ha sulla coscienza tante vite innocenti e tanta miseria, possa trovare una qualche riabilitazione della sua vita di tiranno.

C’è un non so che di tragi-comico nella situazione che si è venuta a creare, tuttavia non è da credere che un simile uomo possa sposare le teorie di rispetto dei diritti civili ed il modo di vivere di una democrazia occidentale. L’Europa ed in particolare l’Italia si è molto adoperata nel combattere la fame che affliggeva i bambini nord-coreani, l’adoperarsi per salvare l’establishment attuale della Corea del Nord, accondiscendendo alle richieste di Kim di uscire dalla “lista nera”, sarebbe un atto quanto meno contrario al buon gusto, prima ancora che all’etica.

 

 

 
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