
Non sono riuscito a reperire un'immagine dell'uomo di cui al titolo e me ne dolgo. Effettivamente il buon Cencelli è soggetto ad un processo di revisione ideologica tanto repentino quanto diametrale.
Chi è innanzitutto costui? Massimiliano Cencelli fu funzionario della Democrazia Cristiana negli anni '50 e '60. Un funzionario come tanti ma che passò agli annali per avere redatto un manuale, una sorta di pamphlet del buon governo sulla gestione degli incarichi da assegnarsi alle correnti interne al partito, correnti di cui la Balena Bianca era stipata all'inverosimile, sulla scorta dei risultati elettorali conseguiti.
Teoria applicativa della lottizzazione, quindi. Strumento magno di gestione della res pubblica non in funzione alle capacità ed alle necessità quanto alle baronìe, ai vassallaggi, alle logiche di bottega.
Per anni Cencelli fu, suo malgrado, sinonimo contratto di insudiciatura della politica, di corruzione, di asservimento delle Istituzioni alla logica della conservazione delle elite di potere.
Probabilmente il buon Massimiliano aveva una vita irreprensibile; una moglie che amava e che rispettava più della sua stessa vita, dei figli che accudiva con logica di padre buono ed educatore illuminato, amicizie sincere e leali, ideali da proteggere e tramandare. Ma gli venne inflitta la pena di Vespasiano, che per quanto possa avere fatto durante la sua reggenza rimane sempre idealizzato come prodromo della Ideal Standard o della Pozzi Ginori...
Ma, per fortuna di Cencelli, lo stupro del cognome è giunto alla fine; tale è il caos presente nel Barnum politico che i media nazionali e gli opinion leaders più acclamati anelano, a gran voce, ad un ritorno alle origini. Ripristinando come buona regola il Cencelli, appunto.
E' imbarazzante osservare quanto poco tempo ci sia voluto. In Germania, terra di pontefici e di scismi, c'è un adagio che recita "troppi libri, troppo poco tempo"... Probabilmente in Italia, terra di santi (alcuni anche in vita), navigatori (della rete e dei mari) e poeti la citazione potrebbe esser riscritta più o meno così "troppi politici, troppo pochi i capaci"...
Ad majora, forse...
Inviato da: volandfarm
il 25/03/2009 alle 02:02
Inviato da: lorteyuw
il 25/03/2009 alle 02:02
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il 24/03/2009 alle 23:47
Inviato da: toorresa
il 24/03/2009 alle 14:30
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il 24/03/2009 alle 14:14