Creato da laprigione il 14/03/2010

Il bacio della vita

romanzo a puntate

 

 

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La prigione 103

Post n°105 pubblicato il 03 Ottobre 2010 da laprigione

<<Grazie lei è stato davvero cortese, tenga il resto>> <<Signora fossero tutti come lei i clienti sarei ricco! Arrivederci!>> Nel vedere il taxi allontanarsi Dorotea ebbe un attimo di commozione, la tensione era stata davvero tanta e adesso aveva un gran bisogno di sfogarsi. Prese l'ascensore e salì in casa, preoccupandosi come prima cosa di aprire la valigia nell'atrio per liberare finalmente il suo uomo. <<Era ora, sono quasi morto schiacciato come una sardina lì dentro>> <<Ne valeva la pena, ora sei libero e senza nessuna accusa sulle spalle>> <<Già, adesso sono Manuel Santos!>> Michele prese a guardarsi intorno, curioso di conoscere qualcosa di più della sua donna. L'ambiente in cui uno vive, gli oggetti e le cose raccontano molti particolari della personalità. <<Io vado in bagno a rinfrescarmi, tu mettiti comodo>> Dorotea sparì dietro alla porta laccata bianca, nascondendo a Michele la crisi emotiva che aveva in atto per smaltire la quale doveva assolutamente lasciarsi andare ad un pianto liberatorio. Lo fece nascondendone il grido con lo scroscio dell'acqua nella vasca. La prima cosa che Michele notò furono le foto appese alle pareti del corridoio e del soggiorno; erano tutte quante dalla prima all'ultima foto raffiguranti il padre di Dorotea, scene di loro due abbracciate, partendo dall'infanzia fino alle ultime scattate quando il padre era in carcere. <<Cavolo, sono dappertutto>> Evidentemente nel rapporto tra i due c'era qualcosa di morboso che andava ben oltre il semplice rapporto affettivo come se lei avesse avuto nei confronti di colui che l'aveva generata una specie di mania. L'arredamento era moderno e giocava sul contrasto di colore tra il marrone e il bianco addolcito dalla presenza di fiori e piante. Anche le pareti della cucina erano tappezzate dalle foto del padre al punto di lasciare basito Michele, evidentemente in Dorotea c'era qualcosa di strano ancora non completamente emerso nel loro rapporto. <<Chissà che vita ha fatto da piccola>>. Il piano cottura, invece, riccamente dotato di attrezzatura da cucina, indicava chiaramente che la sua donna doveva cavarsela più che egregiamente come cuoca e questo era senz'altro un punto a suo favore. Michele si sentiva eccitato e non riuscì a controllarsi, bussò alla porta del bagno <<Che ne dici se vengo dentro anche io e facciamo il bagno assieme?>> <<Non l'ho mai fatto con un uomo, la vasca è stretta...>> <<Ecco un buon motivo per farlo, prova e vedrai che non te ne pentirai>> <<Giusto e poi te lo meriti dopo essere stato a disagio tutto questo tempo, vieni>> Michele non se lo fece ripetere due volte, si spogliò velocemente buttando i vestiti per terra ed entrò già completamente nudo nel bagno. Quando entrò lei era nella vasca coperta dalle mille bolle della schiuma e vedere Michele con il suo fisico asciutto e ben costituito era davvero piacevole anche perchè l'eccitazione cominciava a dare potenza al "suo essere uomo". <<Wow, vedo che "lui" si è già messo in piedi>> <<Amore ho una voglia matta addosso, fammi spazio, voglio mettermi dietro di te>> Dorotea si mise sul fianco e Michele gli si posizionò dietro, abbracciandola ed immergendosi nell'acqua calda. <<Che meraviglia!, un bagno..., era una vita che non lo facevo più>> Gli venne istintivo cominciare a baciarla sul collo. <<Ahi! Michele hai la barba lunga pungi come un istrice!>> <<Scusami, hai ragione, allora non ti bacio più, però ti prego fammi entrare, voglio penetrarti adesso>> Lei fece cenno di sì con la testa e tirò fuori dall'acqua una gamba per dargli più spazio. Finalmente Michele la prese passando dal caldo dell'acqua al bollente accoglimento della sede della passione di lei. La penetrazione fu dolcissima, passionale ed intensa al punto che Dorotea provò tanto piacere non poter stare zitta. La gridò tutta quella sua soddisfazione. <<Dio mio, non ho mai provato un piacere così>> disse a Michele girandosi e abbracciandolo con una tenerezza infinita, cercando le sue labbra per ricevere dopo il sesso anche l'affetto. <<Ma ho la barba!>> le rispose Michele appagato due volte da quell'amplesso, la prima per aver fatto godere la sua donna che gli diede una enorme soddisfazione e la seconda per aver sfogato la voglia che da qualche ora si teneva dentro. Poi i due uscirono dall'acqua, asciugandosi reciprocamente il corpo con gli asciugamani, era bello sentire sotto le dita la pelle uno dell'altra e molto sensuale. Si guardarono negli occhi comprendendo di non aver ancora esaurito la voglia di fare l'amore.Michele, sorprendendola la prese in braccio e la portò nella camera da letto, rimanendo per un attimo di stucco. La stanza, infatti era completamente viola dalla pittura sulle pareti al copriletto, ai mobili, tutto in una sfumature di tinte tendenti al viola. <<Ti piace il viola, vedo>> Le disse adagiandola sul letto e accarezzandole i piedini. <<Non solo mi piace ma è il colore che mi porta fortuna>> <<Ok, ascolta, adesso vado a farmi la barba, hai un rasoio in bagno?>> <<Sì ma è uno di quelli che usiamo noi donne per raderci le gambe>> <<Andrà bene lo stesso, dove si trova?>> <<Nel primo armadietto sotto il lavandino>> <<Tu aspettami, ho voglia di assaggiarti tutta stasera, voglio baciare ogni centimetro del tuo corpo>> Dorotea incrociò le gambe <<Io sono qui e dopo ti farò la festa, te l'ho promesso>>

Per Michele radersi quel giorno, con la sua donna ad attenderlo, distesa sul letto e pronta a fargli l'amore gli diede un piacere inspiegabile. Molte volte la cosa più bella sono l'attesa e l'aspettativa, curò di farla accuratamente, passandosi e ripassandosi la mano sulla pelle alla ricerca dei peli sfuggiti alla lama, finendo l'opera lavandosi i denti con lo spazzolino di Dorotea. Quando tornò nella stanza lei era in piedi coperta solo da una sottilissima sottoveste semi trasparente; sembrava una dea dell'Olimpo scesa dal cielo per lui. Michele non disse una parola, non vi erano parole per descrivere l'emozione che sentiva palpitante dentro;lei gli prese le mani, le guardò e le toccò con le sue dita, portandole poi alla bocca e sfiorandole con le labbra. In un gioco ad incastro i due cominciarono ad esplorare ogni centimetro del corpo dell'altro, toccandolo e baciandolo molto delicatamente. Tra di loro vi era una sintonia nella chimica e nelle volontà che diventava sinfonia melodica quando cercavano di darsi reciproco piacere. Questa volta non lo avrebbero fatto di fretta, con la paura dell'arrivo improvviso di qualcuno, ma si sarebbero lasciati andare completamente e avrebbero sfruttato ogni minimo istante per diventare una cosa sola. Ci vollero ben due ore prima che i loro desideri cominciassero a spegnersi nella notte inoltrata e di fronte alla luna piena che illuminava i loro volti soddisfatti e vicini. Bellssimo anche il risveglio con il sole ad attraversare il vetro della finestra e il tepore delle coperte felpate ad avvolgerli.<<Ti amo, nessuno potrà mai darmi quello che mi hai dato tu>> disse nel dormiveglia Dorotea, affascinante anche senza trucco e la cosa piacque da morire a Michele, già sveglio e pronto ad ascoltare, al punto da spingerlo ad alzarsi e a preparare il caffè per la sua amata. Non lo aveva mai fatto per colei che aveva sposato. Per un attimo, si sentì un groppo al cuore, i fallimenti se li portava dietro, pensando a tutto quello che avrebbe potuto fare non fece per salvare il suo precedente matrimonio ma poi la ragione gli venne di supporto. <<Cazzo, non è stata solo colpa mia, lei non c'era mai quando io ne avevo bisogno>>. Il borbottio della caffettiera lo riportò alla realtà, che meraviglia il profumo del caffè appena fatto e lo spinse a cercare si vifosse qualcosa per accompagnare, da mettere sul vassoio. Rovistò nei cassetti cercando dietro ad ogni antina e riuscì a trovare dei biscotti di riso decidendo poi di aprirne la confezione e di metterne in bella vista una decina dentro un piattino al centro del vassoio assieme allo zucchero.

 

 
 
 
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