Creato da laprigione il 14/03/2010

Il bacio della vita

romanzo a puntate

 

 

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La prigione 108

Post n°110 pubblicato il 12 Ottobre 2010 da laprigione

<<Vattene Calogero>> Urlò Victor, indispettito dal lento gustare di lui della miscela di arabica. <<Capo, un minuto, cazzo...>> <<Ho detto di andartene, sono già le 22.30...>> <<Calma, calma Victor, abbiamo tutta la notte, lo vuoi un goccio di rhum con una barretta di cioccolato per chiudere in bellezza?>> intervenne Dorotea <<Amore, sei troppo dolce, dopo ti faccio stare sopra..., te lo meriti>> Era così sgraziato il modo di approcciare di quell'uomo abituato a stupri e puttane da irritare all'eccesso il senso di femmina di Dorotea. Le fece passare ogni desiderio di recitare fino in fondo la sua parte, andò in cucina e cominciò a rovistare nei cassetti alla ricerca di un sonnifero adeguato. <<Eccolo il tavor, con questo dormirà fino a domani mattina>> Lo sbriciolò e lo confuse nel liquore, non avendo nessuna intenzione di farsi possedere il corpo da quel bastardo, sgraziato e violento. Tirò un bel respiro nel petto e tornò di là, con i bicchieri pieni di rhum stagionato in una mano e nell'altra una tavoletta di cioccolato fondente giusto nel momento dell'andarsene via di Calogero. <<Ciao direttrice, io vado>> <<Notte!>> Victor si toccava i genitali, grattando un prurito abitudinario e osservava ogni movimento di Dorotea <<Sei proprio una gran figa!>> <<Anche tu mi sembri un vero maschio, ma adesso brindiamo al futuro>> <<Giusto, sarai la regina del mio harem!>> <<Ti ho concesso questa sera, in onore del passato e di tutto quello che è successo, non voglio essere l'ultima bambola della tua collezione imprigionata a vita>> Lui la fissò con i suoi occhi azzurri vivacissimi <<Insomma, solo una scopata stasera e poi basta. Tutto finito>> <<Esatto>> <<Metti che ti piaccia ciò che ti farò provare?>> <<Voi uomini siete tutti così, pensate di soddsfare sempre e comunque le donne che vi passano tra le mani>> Victor sorrise, si tirò giù la cerniera dei jeans e ingollò il liquore tutto in un colpo, tenendolo in bocca, invitando col dito Dorotea ad avvicinarsi alle mutande e assaggiare con le sue labbra il dono che le aveva portato. Dorotea comprese che doveva stare al gioco, il tavor stazionava come un colluttorio nella bocca di lui e finchè non finiva nello stomaco, non si sarebbe addormentato. Si abbassò pur malvolentieri tirando fuori il membro di lui già evidentemente pronto alla penetrazione facendogli quello che avrebbe fatto volentieri a Michele. <<Brava, così, sì, così>> disse Victor mandando giù il liquido bruciante del rhum facendolo arrivare di colpo nello stomaco. Pochi secondi di quella tortura mentale per Dorotea fino a quando lui lasciò cadere il bicchiere sul divano, schiantato dal tranquillante. <<Che schifo!>> Lo spogliò e lo portò nudo sul letto in camera affinché credesse di averla avuta nella notte, andando poi a lavarsi ripetutamente la bocca con spazzolino e colluttorio. Dorotea ebbe pure la forza e il coraggio di addormentarsi al suo fianco. Victor russava come una trebbiatrice di campagna, lasciando accesso il sorriso sulle labbra della direttrice. <<Domani sera sarà morto>> il suo ultimo pensiero prima dell'abbraccio di Morfeo. Finalmente venne l'alba, in un silenzio soffuso, solo i cinguettii di piccoli uccellini in cerca di riparo dal freddo, comptevano con i rumori molesti di Victor nella sua fase prima del risveglio. <<Ciao caro, sei stato fantastico stanotte!>> gli disse Dorotea, cercando di giocare d'anticipo. <<Mmm..., figo? sono stato figo?>> <<Un vero toro...>> Pur stralunato, nel torbido girare dei suoi pensieri, quella frase gli diede piacere. <<Un piacere bestiale, come nessun uomo ha mai fatto prima>> Confermò Dorotea e mai lo avesse fatto perché quella frase scatenò all'istante le pulsioni di Victor. <<Cazzo, ti voglio chiavare ancora>> La prese inaspettatamente, costringendola ad accettare le attenzioni che aveva cercato di fugare. lei si mise a piangere in silenzio, attendendo che lui facesse i suoi porci comodi. Minuti e minuti come coltellate dentro il cuore fino all'esaurirsi della potenza sessuale di Victor. Nella testa di Dorotea il malessere di quel gesto si abbracciava con la condanna a morte che sapeva avergli inflitto e che non gli avrebbe concesso più di altre ventiquattr'ore di vita. <<Ohhhhhhhh, adesso mi sento meglio, anche se ti ho sentito un tantino freddina>> <<Mi sono appena svegliata, è che ho sonno, preferisco farlo di sera>> <<Capisco, capisco, sai cosa mi succede adesso?>> <<No>> <<Mi scappa da cagare!>> Victor sorrise con quella sua bocca larga <<Scusami, ieri era tutto buonissimo, ma adesso ho la cacarella!>> poi corse al cesso per liberarsi.

 
 
 
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wow.. un inizio intenso.. promette :))
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