Il prima ed il dopo
Questo blog è un contenitore nel quale finiranno tutte le cose che ho scritto fino ad oggi e quelle che scriverò in futuro. Si riempirà compatibilmente con la mia vena creativa, con il mio tempo, con i miei umori. Parte di ciò che leggerete sarà magari terribile, perchè fa parte di un passato nel quale il mio modo di scrivere e di pensare erano totalmente differenti da ciò che sono oggi. Ma è giusto che anche quegli scritti abbiano il loro posto qui dentro...
SCRITTO DA ME
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Sala d’attesa per Anime Folli (Parte seconda)
Post n°33 pubblicato il 22 Aprile 2008 da wildbillhickok
- Non se ne parla, mi riprenderebbero gli attacchi d’ansia e di panico e non ce la farei. - Non lo sai se non provi. - Se provo sto male, ed io non voglio star male. Lei non sa cosa voglia dire star male. - Mary, lo sai che anche le medicine fanno male? - A me fanno bene, e poi uno sciroppo che sa di latte non può fare male. Non vedo cosa accade dentro, ma il rumore del refrigeratore lo distinguo benissimo. Anche le mie pillole vanno tenute al fresco, quindi so bene quale suono faccia la porticina di quell’aggeggio quando si apre. Tortora esce dalla stanza con la sua razione di sciroppo. Si avvicina alla finestra ad occhi chiusi. Poi beve tutto d’un sorso e li riapre. Si concentra sul cornicione del palazzo di fronte, e prova a fissare un piccione. - Funziona, ancora funziona! E incredibile, penso, la medicina moderna ha un rimedio per tutto. Credo sia giunto il mio turno. Dovrebbe entrare Mario, ma mi dice di essere troppo giù per alzarsi e mi cede il posto. Aspetterà che sia il dottore ad avvicinarsi a lui prima di andar via. - Gà...Gà ci sei ancora?- - Sì dottore, sono qui.- - Aspetta un attimo e ti chiamo... - Aspetto dottore. Io sono qui da poco. Soffro di mal di cuore. Sono già due mesi ormai che soffro di mal di cuore. Il mal di cuore è contagioso, me lo ha attaccato una ragazza che ho conosciuto un anno fa. Sembrava stesse bene, invece non era così. Lei deve essere guarita, altrimenti l’avrei vista nei corridoi oppure qui in sala d’aspetto. Forse non mi ha contagiato, forse mi ha semplicemente passato la malattia. Il dottore dice che può accadere anche questo. Ad ogni modo da un mesetto a questa parte va meglio. Il dottore ha trovato subito la cura giusta. Non so come si chiami quella roba che mi da, ma deve essere forte. Mi sento più leggero e penso un po’ meno. Adesso non ricordo bene, ma ce la dovevo proprio avere con lei. Era sempre nei miei pensieri, notte e giorno, forse perché sapevo che mi aveva attaccato questo male e la odiavo... - Gà...- E’ il mio turno. - Salve dottore- - Allora Spaccacuore, è così che ti chiamano vero? Mi viene da ridere, sono un po’ imbarazzato. - Sì dottore, mi chiamano proprio così. - Dimmi, come va? - Un po’ meglio dottore, il mal di cuore mi dà sempre tanta noia, ma oggi mi sono svegliato pensando ad un cornetto caldo prima di concentrarmi su di lei. - Bene Gà, allora continuiamo la cura e vediamo se vai avanti a migliorare. - Quanto mi ci vorrà dottore? - Un po’ di tempo, abbi pazienza e vedrai che guarirai. Il dottore mi allunga le tre pillole rosse. Da ingoiare senza masticare. Poi si alza dalla sedia e si prepara per andar via. Mentre mette la giacca mi prega di dare un bicchierino di medicina ad Allegria. Lo faccio, poi rientro nella stanza. - Dottore, ma lei ce l’ha un nome? - Sì, ed anche un cognome, come tutti voi. - Ed ha anche un nomignolo, come tutti noi? - Beh, vediamo.... diciamo che un nomignolo potrei avercelo anch’io. - E cioè? - Mmm...Placebo, chiamatemi Placebo. - ...Dottor Placebo, sì mi piace dottore, mi piace. - Bene, mi fa piacere. Lo seguo mentre esce dalla stanza e scompiglia i capelli ad Allegria, ancora in attesa che la sua medicina faccia effetto prima di alzarsi dalla sedia. Prima che esca dalla sala d’attesa gli chiedo: - Dottore, una sola domanda, perché Placebo? Che vuol dire? Il dottore si gira verso di me sorridente e mi guarda con occhi lucidi - Quando lo scoprirete ragazzi, quando conoscerete il significato di questa parola, allora sarete tutti guariti...- La porta si chiude alle sue spalle, guardo la figura del dottore andar via attraverso i vetri. Bel tipo il dottore, proprio un brav’ uomo... |


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