Il prima ed il dopo
Questo blog è un contenitore nel quale finiranno tutte le cose che ho scritto fino ad oggi e quelle che scriverò in futuro. Si riempirà compatibilmente con la mia vena creativa, con il mio tempo, con i miei umori. Parte di ciò che leggerete sarà magari terribile, perchè fa parte di un passato nel quale il mio modo di scrivere e di pensare erano totalmente differenti da ciò che sono oggi. Ma è giusto che anche quegli scritti abbiano il loro posto qui dentro...
SCRITTO DA ME
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Fumo (3)
Post n°48 pubblicato il 08 Marzo 2009 da wildbillhickok
Quattordici furono le postazioni sistemate asimmetricamente ad alcuni chilometri dalla città affinché non fosse possibile capire dove finisse la campagna e dove iniziassero le abitazioni.
Venti furono i giorni necessari per sistemare il tutto.
Poi cominciò l’attesa.
L’attacco americano venne confermato e smentito a più riprese fino al 15 gennaio.
Alle 12.47 del 16, una telefonata del generale Miller avvisò Baum che una nube di B17 Fliing Fortress era stata avvistata a nord di Amburgo. Quota 2500 piedi. Direzione est-sud est
Baum abbassò il telefono, guardò il suo vice e pronunciò il comando di accensione dei roghi:
- Ciak… si gira.
Dopo meno di 20 minuti una fitta nube, bianca ed impenetrabile, copriva il cielo di Berlino. La popolazione, chiusa all’interno delle case sigillate con mastice e nastro adesivo, pregavano nel silenzio rotto soltanto dalle sirene d’allarme.
Strillavano già da una decina di minuti quando il rumore delle prime bombe venne udito distintamente da Baum ad est della città.
Stavano bombardando. I B17 non avevano rinunciato all’attacco. Stavano bombardando. Ma nel punto sbagliato.
84 bombe. Solo ottantaquattro bombe, su un totale di circa 8.000, centrarono la città; per lo più trascinate dal fortissimo vento generato dai roghi, che succhiavano ossigeno dalle zone circostanti.
Tutto il resto fu terrore e vita.
La telefonata di congratulazioni del generale Miller arrivò dopo circa due ore dalla fine dei bombardamenti. Baum venne informato non solo del successo dell’operazione, ma anche dell’abbattimento di circa 70 B17 intercettati lungo le rotte di ritorno in Inghilterra.
L’euforia di Baum per il successo dell’operazione durò tre giorni circa, prima di essere richiamato dal generale.
Il Fuhrer, soddisfatto dei risultati ottenuti, aveva richiesto la creazione di postazioni mobili pronte ad essere impiegate in occasione di ulteriori ed impreviste situazioni di emergenza.
Baum accettò con rinnovato entusiasmo l’incarico, ma quando il generale Miller gli chiese di organizzare le cataste utilizzando carbone e legna di faggio, reperibili facilmente in quel che restava dei boschi attorno a Berlino, Baum si rifiutò di procedere.
- Pino e leccio, Miller, pino e leccio da sostituire ogni due mesi. - Le foreste con la legna che chiede sono in Polonia, Baum, per far presto ci vorrebbero uomini capaci di abbattere e trasportare gli alberi utilizzando soltanto i carri armati, e I nostri non sono capaci di farlo. Dovremo fare a meno della legna pregiata e procedere con quello che abbiamo qui attorno. - Non se ne parla, non servirà a nulla, quella legna non può produrre fumo denso, saremmo visibili come se non ci fosse niente tra noi e loro. - Lei non capisce signor Baum, non abbiamo risorse adeguate. - Il grande esercito tedesco non ha risorse adeguate? - Non per un’operazione simile, il personale andrebbe formato e non abbiamo tempo per farlo. - Allora non avremo cortine di fumo a proteggerci. - Sì che le avremo, meno efficaci ma le avremo comunque. Si metta al lavoro subito.
Baum cominciò a spazientirsi, fece avanti e dietro per la sala un paio di volte, poi si avvicinò alla scrivania del generale, lo guardò negli occhi e disse: - Non se ne fa niente.
Miller strinse gli occhi in segno di sfida: - Sì che si farà. E lei ci aiuterà a farlo, oppure… - Oppure cosa?!?! – rispose Baum sbattendo i pugni sulla scrivania. - Baum, si ricordi che in questo momento lei sta parlando con un diretto rappresentante del Reich. - Ed è per questo che sono irritato e preoccupato, perché la nostra Germania ha bisogno di ben altro che di medaglie lucide senza cervello. Il generale si alzò in piedi, si aggiustò la giacca, poi con tono concitato rispose: - Lei sta andando oltre Baum. Adesso, dal momento che sono un signore, le chiederò di uscire dalla mia stanza immediatamente e di non farsi rivedere. Chiederemo a qualcun altro di fare il suo lavoro. Conosco parecchi venditori di castagne che saranno ben lieti di lavorare per il paese alla metà del suo compenso. E sorrise. - Ne sono certo Generale. Anzi, voglio darle una mano. Per riconoscere i suoi futuri collaboratori sappia che le castagne sono quelle marroni, tonde e dure, sono grandi più o meno come le palle di un uomo. Ma non si tari sulle sue, quelle sono molto più piccole… - Se ne vada!!! Se ne vada Baum! E si ricordi che lei è soltanto un venditore di fumo! Nient’altro che quello!!
Era una giornata calda nonostante fosse ancora a metà gennaio. Le lingue di fumo grigio chiaro erano ancora perfettamente distinguibili all’orizzonte, ma sarebbero svanite in poco tempo se non si fosse fatto qualcosa per mantenere i roghi accesi.
Baum si alzò il bavero della giacca scendendo quello che rimaneva delle scalinate del ministero, poi si incamminò a piedi ignorando l’autista che lo attendeva alla macchina.
Una volta a casa, ignorò allo stesso modo il telefono rosso, collegato direttamente con l’ufficio di Miller, che squillava ripetutamente dal suo studio.
Chiuse le valigie con ciò che aveva di più prezioso. Entrò nella sua BMW. Accese il motore ed andò via.
Una settimana e mezzo dopo, il 3 febbraio 1945, Berlino venne bombardata e distrutta. Più o meno nello stesso momento in cui Baum usciva sul patio del suo villino di Osterspai, in riva al Reno, ed annusando l’aria esclamava:
- Castagne… |


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