Creato da wildbillhickok il 09/12/2007

Il prima ed il dopo

Questo blog è un contenitore nel quale finiranno tutte le cose che ho scritto fino ad oggi e quelle che scriverò in futuro. Si riempirà compatibilmente con la mia vena creativa, con il mio tempo, con i miei umori. Parte di ciò che leggerete sarà magari terribile, perchè fa parte di un passato nel quale il mio modo di scrivere e di pensare erano totalmente differenti da ciò che sono oggi. Ma è giusto che anche quegli scritti abbiano il loro posto qui dentro...

 

 

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Fumo (2)

Post n°49 pubblicato il 08 Marzo 2009 da wildbillhickok

“Il fumo non è la soluzione, bensì il mezzo” disse ad un produttore cinematografico mentre gli presentava il suo progetto.

“La gente vuole fumo, fuoco e fiamme. La gente vuole tragedie sullo schermo per poter provare, per qualche ora, la sensazione di essere spettatore e non protagonista, di tutto il peggio del mondo”.

 

-         E’ sadico – gli disse il produttore

-         E’ la verità – rispose Baum

 

Erano entrambe le cose.

E funzionò.

 

Baum ottenne la promessa di essere chiamato non appena si fosse trovata una buona sceneggiatura da produrre.

Così, dopo poco meno di due settimane, arrivò la convocazione.

Era il primo lavoro della Smokefilm, una cosa molto semplice. Un documentario sulla guerra di indipendenza americana ideato dal ministero del cinema tedesco con lo scopo di screditare il popolo americano, mettendone in luce la violenza e la crudeltà.

 

Per la rappresentazione delle scene era necessario avere a disposizione due tipi di fumo: uno chiaro e leggero per le scene postbelliche ed uno denso e pesante, misto a fiamme, per rappresentare la violenza cieca e distruttrice delle armate statunitensi.

 

-         Niente di più facile – disse Baum al regista – lei mi dica solo quanto vuole che siano alte le fiamme. Al resto ci penso io.

 

 

Baum ci era cresciuto con il fumo, ce lo aveva sulla pelle, tra i capelli, sui vestiti, nei polmoni.

Riusciva a riconoscere l’albero che lo aveva prodotto a distanza di chilometri. Senza sbagliarsi mai.

 

La scelta della legna era fondamentale per creare un fumo come si deve; ogni specie aveva le sue caratteristiche ed il suo modo di bruciare.

Ogni specie produceva fumo di densità, colore, odore e persistenza diversi.

Betulla ed acero tagliati da non più di 15 giorni, erano quelli gli alberi di cui avrebbe avuto bisogno.

Solo i rami per il primo, tutto il tronco per il secondo.

 

 

Le riprese furono un successo in termini di realismo ed il documentario “Vandali di guerra” vinse parecchi premi tra i quali anche un paio per gli effetti speciali.

 

Fu l’inizio di una carriera in costante ascesa fin quando, il 12 novembre del ’44, Baum venne convocato d’urgenza dal generale Miller presso la sede del ministero della difesa.

 

Era pomeriggio; e Baum venne prelevato a casa da un’auto governativa il cui conducente si presentò come il “Personalissimo autista dell’onorevole ministro della difesa Ludwig Miller” aggiungendo alla fine della presentazione un “Per servirla”.

 

Baum sapeva benissimo che le ultime parole erano un proforma necessario, ma che quell’auto lo avrebbe condotto solo e soltanto al ministero, a prescindere da qualsiasi sua diversa richiesta.

 

Entrò nella sala di gabinetto del ministero, soltanto dopo essere stato annunciato da un commesso, e si trovò di fronte ad un centinaio di medaglie, fregi e riconoscimenti attaccati sulle giacche di 6 alte cariche militari di purissima razza ariana.

 

-         Buonasera sig. Baum. Il paese ha bisogno di lei…

 

La successiva ora si dipanò attraverso un noiosissimo racconto della situazione geopolitica mondale, degli equilibri precari tra i paesi, della necessità di un potere forte in grado di dare un ordine al mondo, prima che Baum interrompesse gli oratori con un semplice:

-         Signori, che volete da me?

 

Ci furono alcuni secondi di silenzio prima che il generale Miller riprendesse la parola e dicesse:

 

-         Signor Baum, nell’ultimo anno Berlino è stata bombardata ben 8 volte. Abbiamo resistito stoicamente come solo il popolo tedesco è in grado di fare, ma le nostre fonti all’estero ci hanno informato del fatto che il nemico sta preparando un’offensiva di portata vastissima. Impiegheranno più di 1000 aeromobili, per lo più B17 americani. Prevedono di bombardare Berlino tra meno di un mese…

-         Ed io che c’entro con tutto questo?

-         Signor Baum, i B17 hanno strumenti sofisticati di navigazione e puntamento, ma lanciano comunque le bombe a vista. Se non vedono, non sganciano, e se non sganciano, noi siamo salvi.

 

Baum cominciò a capire.

In barba a qualsiasi regola di bon ton dette le spalle ai presenti e si diresse verso la finestra. Guardò il cielo terso, si passò le mani sulla barba incolta del viso e disse:

 

-         Insomma volete che affumichi Berlino…

-         Esattamente signor Baum.

 

Per circa un minuto nessuno ebbe il coraggio di parlare, poi uno dei presenti prese la parola aggiungendo con voce tremante:

 

-         Il Fuhrer è informato della cosa e la appoggia. Avrebbe voluto partecipare a questo nostro incontro ma è impegnato con il primo ministro giap…

-         Sapete quanta legna ci vorrà per una cosa simile? - Lo interruppe Baum.

 

Il generale Miller intervenne nuovamente:

-         E’ lei a dovercelo dire, ma noi gliela procureremo. Di questo può star certo.

 

Baum non rispose per qualche istante, continuando a guardar fuori dalla finestra poi si girò, guardò gli astanti e disse:

-         Si può fare.

 

Il generale Miller non si scompose, ma la sua soddisfazione fu tradita dalla rapidità con la quale andò incontro a Baum per stringergli la mano.

 

-         Il suo contributo salverà molte vite. Il Fuhrer le sarà riconoscente.

 

 

La giornata di Baum si concluse con quelle parole. Non aprì più bocca né per salutare, prima di congedarsi dalla sala, né durante il resto delle ore che lo separarono dalla mezzanotte.

 

 

I giorni successivi furono frenetici, l’intero staff della Rauchfabrik Baum venne impiegato nella progettazione e nella gestione delle operazioni necessarie a sistemare le cataste di legna da utilizzare per i roghi.

 

I boschi circostanti vennero spogliati di pini e lecci, immense vasche d’acqua vennero sistemate al di sotto delle cataste per aggiungere vapore al fumo naturale degli alberi.

 
 
 
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