Creato da wildbillhickok il 09/12/2007

Il prima ed il dopo

Questo blog è un contenitore nel quale finiranno tutte le cose che ho scritto fino ad oggi e quelle che scriverò in futuro. Si riempirà compatibilmente con la mia vena creativa, con il mio tempo, con i miei umori. Parte di ciò che leggerete sarà magari terribile, perchè fa parte di un passato nel quale il mio modo di scrivere e di pensare erano totalmente differenti da ciò che sono oggi. Ma è giusto che anche quegli scritti abbiano il loro posto qui dentro...

 

 

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Fumo (1)

Post n°50 pubblicato il 08 Marzo 2009 da wildbillhickok

-         E si ricordi che lei è soltanto un venditore di fumo! Nient’altro che quello!!

 

Pronunciò queste parole puntandogli il dito contro con aria minacciosa, mentre Baum si dirigeva verso la porta senza nemmeno inscenare l’Heil Hitler di commiato.

 

A quelle parole, però, l’uomo si fermò di scatto, girò su se stesso e fece qualche passo deciso verso colui che fino ad un secondo prima lo minacciava e che adesso, con lo sguardo intimorito di chi ha percepito di aver detto una parola di troppo, cercava con la mano destra lo schienale della poltrona per tornare a sedersi.

 

Questa volta era Baum, con la sua lingua sempre troppo lunga, a puntare il dito verso Miller.

-         Faccia bene attenzione generale, perché questo venditore di fumo ha salvato il culo a lei ed a parecchie altre persone appena una settimana fa! Se lo ricordi questo. Se lo ricordi bene!

-         Lei non ha salvato il culo a nessuno, Baum, - Il generale aveva ripreso in mano l’autorità che gli spettava - lei ha soltanto reso i suoi servigi alla grande Germania, ed è stato profumatamente pagato per questo.

-         La sua grande Germania, generale, ha i giorni contati se non è capace di trasportare quattro tronchi da un bosco fino in città! Questo farebbe bene a spiegarlo a quei tassisti che lei ha ancora il coraggio di mettere alla guida dei tank!

-         Se ne vada Baum, se ne vada maledizione!

 

Questa volta Baum eseguì l’ordine senza ribattere ma anche senza evitare di far sbattere fragorosamente la porta alle sue spalle mentre lasciava la stanza.

 

“Fottutissimi militari” pensò; e forse lo blaterò anche a voce alta dal momento che gli sguardi di alcuni dei funzionari del ministero si concentrarono su di lui per qualche istante.

Ad ogni modo la rabbia dell’uomo svanì appena messo il naso fuori dall’edificio.

 

Era una giornata calda nonostante fosse ancora a metà gennaio.

Le lingue di fumo grigio chiaro erano ancora perfettamente distinguibili all’orizzonte, ma sarebbero svanite in poco tempo se non si fosse fatto qualcosa per mantenere i roghi accesi.

L’attività era comunque frenetica, gli esercizi commerciali continuavano a lavorare nonostante la cenere e le macerie distribuite un po’ ovunque per le strade.

 

I bombardamenti non erano roba da poco, e sebbene non avessero provocato i danni sperati dal nemico si lasciavano comunque dietro una dose di morti e distruzione.

 

Potevano essere molti di più. – disse tra se Baum alzandosi il bavero della giacca e scendendo quello che rimaneva delle scalinate del ministero.

 

 

Era vero, potevano essere di più, molti di più.

Ed era solo grazie a Baum ed al suo staff che la tragedia era stata solo una sbiadita rappresentazione di quello che davvero sarebbe potuto succedere.

 

Hans Joseph Baum era davvero un venditore di fumo.

Non in senso metaforico bensì un vero e proprio venditore e produttore di fumo.

Aveva iniziato la sua carriera nel ’29 seguendo una passione nata con l’affumicatura del salmone norvegese che suo padre gli aveva insegnato a 10 anni, quando era diventato necessario avere una mano nel gestire il lavoro che diventava di giorno in giorno più remunerativo, ma anche più faticoso.

 

Una volta raggiunta la maggiore età e constatato che la Rauchfabrik Baum riusciva ad andare avanti anche senza di lui, sostituito da un paio di abili assistenti, il ragazzo cominciò a dedicarsi anima e corpo ad una costola dell’azienda di famiglia.

La neonata Rauchfilm.

 

La sua passione per il fumo (ed anche per le fiamme, a dirla tutta) poteva trovare sfogo nel cinema e negli effetti speciali, altro hobby che Baum coltivava da tempo.

 

Il cinema aveva bisogno di crescere, di colpire, di sorprendere una massa di persone che aveva visto distruzione e morte durante la prima guerra mondiale, perdendo qualsiasi capacità di emozionarsi.

I lungometraggi romantici non tiravano più.

 

Serviva altro, servivano sensazioni forti.

Serviva sollievo; e Baum sosteneva che il fumo potesse essere la chiave di tutto.

 
 
 
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