Intento della pubblica accusa è quella di contenere le azioni oggetto del suo esame in un lasso di tempo compreso tra la primavera del 1968 e il maggio del 1969. Pur sbagliando le date, egli afferma che dopo quel mese di maggio le azioni dell'ETA sono diminuite sino a scomparire; eppure, proprio dopo il maggio 1969, nelle regioni basche della Spagna sono state uccise tre persone (Urtuaga, Murueta e Fernandez) in scontri a fuoco con la forza pubblica e altre quattro sono state ferite (Arana Bilbao, Echevarrìa, Izco, Guesalaga); circa 2000 cittadini sono stati arrestati (e le cifre sono incomplete in quanto non si conosce il numero esatto delle persone arrestate durante il periodo dello stato di emergenza); altri 250 sono stati confinati e 93 processati e condannati dal Tribunale per l'Ordine Pubblico, il tribunale politico spagnolo. In quanto alla Corte Marziale, questa ha pronunciato condanne riguardanti 62 persone per un totale di oltre 1000 anni di carcere.
E' possibile che la pubblica accusa creda veramente che quel manipolo di una ventina di persone imputate a Burgos siano la sola causa si un così grave e vasto problema (di cui le cifre anteriori rappresentano soltanto un riflesso incompleto)? Crede forse che chi vuole esaminare la questione a fondo sia disposto ad accettare tale tesi come soddisfacente? Si trattava di un profondo problema politico che fin dalla vigilia era parso a tutti di difficile soluzione, soprattutto se affrontato da una corte marziale.
L'aspetto giuridico infatti era praticamente scomparso da subito, soprattutto dopo che qualcuno aveva ricordato una frase del pubblico ministero, Granados Mezquita, pronunciata in occasione di un altro processo contro un gruppo di nazionalisti baschi:
"Si tratta di un cancro che bisogna estirpare -aveva detto Granados- concentrando tutti questi elementi in un'isola vulcanica deserta, obbligandoli a scavare il suolo di lava in cerca di alimenti come fossero cani rabbiosi..."
Questa drastica soluzione proposta non può fare a meno di ricordarci il Terzo Reich alla vigilia della "soluzione finale", allorquando venne proposta l'isola di Madagascar quale ultimo rifugio per gli ebrei.
E una "soluzione finale" al problema basco (ed in special modo al problema dell'ETA) era quella che esigeva Franco; messo sotto pressione dal governo centrale, il questore della Biscaglia s'era più volte lasciato andare a trionfali dichiarazioni:
"Abbiamo dichiarato guerra all'ETA. Stiamo investigando senza tregua e infliggeremo un duro colpo all'organizzazione" (primavera 1968).
"Abbiamo definitivamente smembrato l'organizzazione..." (marzo 1969).
E' per questo che la pubblica accusa vuole, a Burgos, concentrarsi solo sui fatti accaduti in questo lasso di tempo.
Inviato da: chiaracarboni90
il 23/05/2011 alle 16:25
Inviato da: volandfarm
il 25/03/2009 alle 08:59
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il 25/03/2009 alle 08:58
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il 25/03/2009 alle 08:47
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il 25/03/2009 alle 08:46