I miei cani. Arcobaleni d’amore.

Post n°735 pubblicato il 12 Febbraio 2018 da mariopulimanti
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I miei cani. Arcobaleni d’amore.

 

Margot e Lupin sono sinceri.

Non mentono, non ingannano, non tradiscono.

Sono generosi.

Altruisti.

Hanno fiducia.

Se li guardo negli occhi, non dubito che abbiano un’anima.

Nell’abbaiare di Margot e Lupin cerco di capire ciò che vogliono dire.

E li comprendo sempre.

Come loro mi capiscono e mi vogliono bene.

Se a loro è stata tolta la parola, hanno ottenuto per compenso il grande dono.

L’unico e immenso della fedeltà.

Corrono.

Inseguono le lucertole.

Orinano sopra un sasso.

Mi regalano la punta del loro musetto.

Mi donano il loro cuore.

Ed ora hanno 4 figlie: Neve e le sue sorelline.

Le mie piccole cucciolotte: quattro battiti di cuore ai miei piedi.

Solo Neve resterà con me.

Le altre tre dovrò darle via.

A malincuore.

Margot.

Lupin.

La piccolissima Neve.

Mi sono anche accorto che addirittura sbadigliano quando sbadiglio io!

Ieri, passeggiando con loro sul lungomare di Ostia, ad un amico che mi ha chiesto: “Ma che bei cani, di che razza sono?”, io ho risposto: “Amore puro”.

Purtroppo la vita dei cani è troppo breve.

Questa è la loro unica, vera colpa.

Per quanto possano sembrare giovani, invecchiano più in fretta di me.

Otto a uno, dicono sia il rapporto.

Qualunque sia il numero, mi supereranno un giorno e mi staranno davanti.

Quando accadrà -il più tardi possibile- vorrei che Margot, Lupin  e Neve venissero sepolti accanto a me. 

 

Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)

 
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Buon Natale, papà! Buon Natale mamma!

Post n°734 pubblicato il 28 Dicembre 2017 da mariopulimanti
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Buon Natale, papà! Buon Natale mamma!

 

Mi trovo a Collevecchio. Davanti al camino, sfoglio un album di fotografie. Sorrido vedendo le foto dei miei genitori.

Papà, Antonio Valeriano Pulimanti. 20 aprile 1992. Pasquetta amara. Quel giorno mio padre è morto. Ne è passato di tempo, ormai, ma il ricordo è ancora vivo. Bruciante. Proprio come allora. Se ne è andato all'ora di pranzo. Poco prima di addormentarsi, mi chiama. Sono le undici di una pasquetta amara. Maledetta. "Mariuccio, ho appena fatto un sogno. Mi sono spaventato un pò", mi dice. "Vuoi una camomilla?" rispondo. "No. Stai qui. Ti ricordi quando eri piccolo, e ti raccontavo tutte le sere una storia per farti dormire?" "Sì" replico.” Ne vuoi sentire ora una?" "Ma, papà, sono grande per sentire ancora le favole" "Allora ti racconterò una storia vera" mi dice. "Ma le storie vere non finiscono sempre come vorresti tu". "Non importa, Mariuccio". L'abbraccio forte. Non fa in tempo a raccontarmi nessuna storia, si addormenta subito. Per l'ultima volta. Per sempre. Sul suo comodino, un libro di Neruda. Stava leggendo questa poesia prima che mi chiamasse. "... Si muero sobreviveme con tanta fuerza pura que despiertes la furia del pàlido y del frìo. Es una casa tan transparente la ausencia que yo sin vida te veré vivir y si sufres, mi amor, me moriré otra vez (.. Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura che tu risvegli la furia del pallido e del freddo. E' una casa sì trasparente l'assenza che senza vita io ti vedrò vivere e se soffri, amor mio, morirò nuovamente....)". Ancora oggi, ogni tanto, mi torna in mente quella faccenda..... E questa cosa mi accompagna e stranamente non mi fa paura. Da quando papà non c’è più, mi sento ancor più legato a lui. Perché mi manca. Probabilmente è il segno di una volontà che ci vuole legati per sempre. Mi manca il suo umorismo, la sua acuta osservazione degli altri. Mi manca la sua educazione, la sua cultura che non esibiva mai. Mi mancano i giorni di Natale passati insieme a lui. Mi mancano le sue parole, i suoi messaggi, le sue battute con i tempi comici perfetti. Mi manca la sua faccia tonda, aperta e fiduciosa. Con un accenno di opulenza che lui per altro portava con molta leggerezza. Mi manca la sua stuzzicante ingenuità sempre pronta a rilevarsi in un sorriso. “La vita è solo un sogno.” Quella frase, le ultime parole di un uomo che credevo invincibile. Immortale. Mi manchi, papà.

Mamma, Ernesta Aloisi. 29 luglio 2012. Ricordo il dottore dell’ospedale San Camillo, col viso di falco, dirmi “sua madre è deceduta!”. Era stata operata per la rottura del femore. Un intervento perfetto. La fase post operatoria sembrava procedere regolarmente. Ma attorno alle sei di pomeriggio del giorno dopo, domenica 29 luglio, il suo cuore smetteva di battere. Non si sa da dove sia partita l’embolia. Mamma. Mi ha sempre difeso come una leonessa difende i suoi cuccioli, anche a costo di subire biasimi e critiche. Accendo la radio. “…poi mi viene in mente, se mi metto lì a pensare, il bacio di una madre come solo lei sa dare…”. Diamine, non potevano scegliere un altro momento per trasmettere “Come Gioielli” di Eros Ramazzotti! Mamma. Lei, che mi ha guarito i graffi e le ferite con una carezza magica. Lei, un posto caldo dove ho trovato sempre un abbraccio. Lei, con quell’odore di buono che mi faceva tornare bambino. Lei, che mi lasciava andare anche se avrebbe voluto tenermi stretto a sé. Lei, una canzone nella notte. Lei, una ninna nanna speciale. Lei, uno sguardo che non aveva bisogno di parole. Lei, quella che sapeva, sempre, cosa era la cosa migliore per me. Lei, quella mano che mi ha tenuto mentre traballando imparavo a camminare. Lei, il bum bum del cuore che sentivo appoggiando la testa sul suo petto. Lei, mamma, una parola: la prima che ho detto. Lei, mamma, un sorriso: il primo che ho visto. Lei, mamma, una voce: la prima che ho udito. Lei, mamma, un sapore: il primo che ho assaggiato. Lei, mamma, una culla: la prima che ho avuto. Lei, mamma, che soffrendo mi ha fatto nascere. Lei, che mi ha parlato nel cuore della notte. Quando tutto il mondo era addormentato. E nessuno, tranne me, udiva le sue parole. E, tenendomi fra le braccia, mi avvolgeva di un amore che aveva una forza inaudita. In questa foto avevo sei anni. “Vieni!” sembra dirmi, prendendomi la mano per condurmi a casa. Mi manchi, mamma. Queste sono le cose che ho perduto. Ricordi… Tornano sempre, anche quando non dovrebbero… Brandelli di passato. Stilettate di dolore, di angoscia.

Questo é il venticinquesimo Natale che papà non c’è più.

Questo é il sesto Natale senza mamma.

Ora vorrei tanto telefonare per dire, sottovoce, che li voglio sempre bene. Che li ricordo com’erano veramente: due genitori speciali… Intelligenti. Soprattutto, buoni.

Buon Natale, papà! Buon Natale, mamma! Quando mi addormento in poltrona, mentre nel camino il fuoco si spegne lentamente, sulle pagine lucide dell’album spiccano ancora le tracce delle mie lacrime.

 Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)

 
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Cani aggressivi liberi e giocondi senza guinzaglio ad Ostia

Post n°733 pubblicato il 04 Ottobre 2017 da mariopulimanti
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Cani aggressivi liberi e giocondi senza guinzaglio ad Ostia

Abito a Ostia e amo i cani.

Esistono tante forme di amore.

Quello romantico, quello materno.

Ma se esiste un amore incondizionato al di là di vincoli di sangue e tornaconti è sicuramente quello verso i nostri animali domestici.

Chi non ha a casa un cane o un gatto non lo può capire.

E' davvero una questione sorprendente.

Un animale non ti chiede nulla ma ti ama più di tutto.

E non ti lascia mai solo.

Così stamattina ho pensato bene di farmi una salutare passeggiata sulla spiaggia sotto casa mia con i miei due cagnolini Margot e Lupin.

Sono una coppia di Jack Russell Terrier.

E sono particolarmente intelligenti, attivi, agili e veloci.

Ovviamente Margot e Lupin sono sempre al guinzaglio.

Solo a casa glielo tolgo.

Fuori casa, mai!

Ho notato però che, a differenza di Margot e Lupin, molti cani sono senza guinzaglio e corrono liberamente, anche se per legge dovrebbero stare sempre al guinzaglio, potendo essere liberati solo nelle apposite aree cani.

Purtroppo, all’altezza della spiaggia Faber Beach Lupin è stato aggredito da un cane di razza meticcia che, senza guinzaglio, si è fiondato addosso al mio cane appena l'ha visto.

La zuffa è avvenuta nel giro di pochi attimi.

Ho lasciato Margot e preso in braccio Lupin per difenderlo e così mi sono trovato l'altro cane addosso, che mi ha anche morso.

Insomma un groviglio, col padrone dell'altro cane che ci ha messo il suo tempo ad afferrare e togliere di mezzo il suo cane molto più grosso rispetto a Lupin.

Tra l’altro il padrone del meticcio se ne é andato via dicendo che dal 1 ottobre i cani possono passeggiare sulle spiagge.

“Sì, ma con il guinzaglio” gli ho inutilmente risposto, mentre quello mi ha mostrato, con un gesto tipicamente americano, il dito medio.

Bè, che dire…me la sono cavata con grande paura ma poco danno.

Comunque tutti i cani di qualsiasi razza o taglia devono essere sempre accompagnati al guinzagli e la non osservanza comporta una sanzione amministrativa di 50€, se poi il cane per caso provoca un incidente o mette a repentaglio l'incolumità pubblica il proprietario sarebbe tenuto a risarcire i danni causati e il proprietario riceverebbe una condanna penale.

Tenere il cane al guinzaglio è un atteggiamento di civiltà e di rispetto verso coloro che possono risultare spaventati dall'animale in libertà. 

Spesso accade di vedere bambini, ma anche anziani, atterrirsi al passare vicino ad un cancello dove il cane (pur rinchiuso) abbaia all'improvviso.

Figuriamoci se lo trovassero di fronte, senza guinzaglio.

È capitato ancora di persone che, impaurite dal ringhiare improvviso di un cane, si sono agitate e sono cadute per terra.

Ecco perché i cani vanno tenuti al guinzaglio e, pur con quella dose di buon senso e di tolleranza che deve sempre animare il vigile e il tutore dell'ordine capace di misurare il valore delle cose e contestualizzare le circostanze, è giusto che i proprietari di animali vengano richiamati al rispetto delle regole, e quindi a tenere al guinzaglio il loro “amico”.

Così come del resto faccio sempre io, con Margot e Lupin.

Portare i cani senza guinzaglio è un comportamento da padroni incoscienti, in alcuni casi, sprovveduti in altri, bulli di periferia in altri ancora.

Questa gente non si rende conto del pericolo che si corre portando il proprio cane sciolto.

Ad un incontro tra cani le reazioni possono essere incontrollabili e non gestibili......certo quando poi i padroni sono i bulletti di quartiere ogni riferimento alla ragione rimane privo di fondamenta!

Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)

 
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Perros agresivos gratis y trucos sin correa en Ostia

Post n°732 pubblicato il 04 Ottobre 2017 da mariopulimanti

Perros agresivos gratis y trucos sin correa en Ostia


Vivo en Ostia y amo perros.

Hay tantas formas de amor.

Ese romántico, el maternal.

Pero si hay un amor incondicional más allá de las limitaciones de sangre, seguramente es de nuestras mascotas.

Cualquier persona que no tiene un perro o gato no puede entenderlo.

Es realmente una pregunta sorprendente.

Un animal no pide nada pero te ama más que a cualquier otra cosa.

Y nunca te deja solo.

Así que esta mañana pensé en darme un saludable paseo por la playa bajo mi casa con mis dos perritos, Margot y Lupin.

Soy un par de Jack Russell Terriers.

Y son particularmente inteligentes, activos, ágiles y rápidos.

Obviamente, Margot y Lupin están siempre en la correa.

Sólo en casa me lo quito.

Fuera de la casa, nunca!

Me di cuenta, sin embargo, que a diferencia de Margot y Lupin, muchos perros no tienen correa y corren libremente, a pesar de que siempre deben estar en la correa por la ley, pudiendo ser liberado sólo en las áreas de perro adecuado.

Por desgracia, en la playa de Faber Beach Lupin fue atacado por una raza de perros que, sin una correa, se estrelló contra mi perro acaba de verlo.

El zuffa ocurrió dentro de unos momentos.

Dejé a Margot y tomé a Lupin para defenderlo y así encontré al otro perro que también me muerde.

En resumen, un desastre, con el dueño del otro perro que ha puesto su tiempo para comprender y deshacerse de su perro mucho más grande que Lupin.

Entre otras cosas, el jefe se fue diciendo que a partir del 1 de octubre, los perros pueden caminar por las playas.

"Sí, pero con la correa" Le dije innecesariamente, mientras él me mostró, con un gesto típicamente americano, dedo medio.

Bueno, ¿qué pasa ... Lo tomé con mucho miedo pero con poco daño.

Sin embargo, todos los perros de cualquier raza o el tamaño deben estar acompañados en la correas y la inobservancia conduce a una sanción administrativa de 50 €, a continuación, si el perro accidentalmente causa un accidente o ponga en peligro la seguridad pública el propietario debe hacer un buen el daño causado y el propietario recibiría una condena penal.

Mantener a un perro en una correa es una actitud de civilización y respeto para aquellos que pueden ser asustados por la mascota en libertad.

A menudo sucede ver a los niños, pero también los ancianos, luchando para pasar cerca de una puerta donde el perro (aunque encerrado) de repente ladra.

Vamos a averiguar si estaban delante de él, sin una correa.

También ha habido personas que, temerosas de repente sonar un perro, se han agitado y cayó al suelo.

Es por eso que los perros deben ir con correa y, con una dosis de sentido común y la tolerancia que siempre debe animar el guardián vigilante del orden y capaz de medir el valor de las cosas y contextualizar las circunstancias, que los propietarios son derecho de los animales son llamados a respetar las reglas, y por lo tanto a mantener a su "amigo" en su correa.

Como siempre, con Margot y Lupin.

Traer perros sin correa es un comportamiento de maestros inconscientes, en algunos casos sin éxito en otros, balas de periferias en otros.

Estas personas no se dan cuenta del peligro de correr su propio perro suelto.

En una reunión entre los perros las reacciones pueden ser incontrolables e inmanejable ... ¡Ciertamente cuando los jefes son balas del vecindario cualquier referencia a la razón sigue siendo infundada!

Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)

 
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SEPARATISMO CATALANO

Post n°731 pubblicato il 04 Ottobre 2017 da mariopulimanti
Foto di mariopulimanti

Al referendum in Catalogna ha vinto il “sì”. Il governo catalano ha annunciato che il 90% di quanti hanno partecipato alla consultazione non autorizzata da Madrid ha scelto l'indipendenza. Secondo fonti del governo catalano, 2,26 milioni di persone - su oltre 5,3 milioni di elettori - hanno partecipato alla consultazione referendaria. 2,02 milioni hanno risposto “sì” alla domanda: “Vuoi che la catalogna diventi uno Stato indipendente sotto forma di Repubblica?”. 176.000, invece, il totale di chi ha votato “no”. Numeri che non raggiungono la maggioranza assoluta e su cui forse ha influito la chiusura di 319 seggi da parte della polizia nazionale. Il referendum è stato effettuato perché in precedenza il Parlamento catalano, insistendo su un percorso basato esclusivamente sul fomentare la rabbia nei confronti di Madrid, aveva votato a favore di una risoluzione per la secessione della Catalogna dal resto della Spagna. I separatisti catalani ora stanno così per fare un favore all’Unione Europea che riuscirebbe a disintegrare uno dei più grandi stati europei e inoltre potrebbe anche liberarsi dalla monarchia spagnola. Se la Catalogna dovesse malauguratamente ottenere l’indipendenza, potrebbe verificarsi un effetto domino a livello europeo. Infatti, subito dopo la Catalogna potrebbe esserci la spartizione del Belgio (cosa che consentirebbe la nascita della città-stato di Bruxelles che sarebbe così l’ideale capitale europea), poi Veneto e Sardegna, Bretagna e Corsica, Baviera e la regione ungherese della Romania. Tutto questo è contornato dall’attuale crisi di credibilità ed economica della Germania che è stata usata come baricentro dell’attuale Unione Europea, per completare la cessione di sovranità ma che adesso deve essere abbattuta per consentire la nascita di un superstato europeo omogeneo senza una nazione che spadroneggi sulle altre. Infatti questo superstato sarebbe incompatibile con grandi stati nazionali e soprattutto con delle monarchie interne, come quella spagnola. Inoltre i nuovi stati europei come la Catalogna, per normalizzare la propria situazione economica, vorrebbero rientrare subito nell’Unione Europea, finendo anche con l’accettare condizioni molto più dure da Bruxelles, come grandi cessioni di sovranità e la perdita del diritto di veto. Se la Catalogna dovesse ufficializzare l’indipendenza, sarei molto dispiaciuto. Io sono vicino al movimento degli Indignados, ma sono anche ideologicamente però contrario all’indipendenza della Catalogna nonché di passate origini materne castigliane e convinto, peraltro che il separatismo finirebbe con essere funzionale all’Eurocrazia. Perciò sarei contento se il governo centrale potesse eventualmente tagliare la liquidità alle banche catalane, chiudendo le frontiere, ostacolando gli scambi commerciali e dichiarando illegale il processo d’indipendenza. Questa strada potrebbe essere intrapresa per bloccare sul nascere la spinta indipendentista e impaurendo i catalani, cercare di far cadere il governo separatista. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)

 
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