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Storia nostra 106-110

Post n°2268 pubblicato il 19 Novembre 2015 da valerio.sampieri
 

Storia Nostra
Cesare Pascarella (1858 - 1940)

CVI

Perché l’armata de Napoleone
Nun era mica tutta d’un paese,
Ma de gente che lui se l’era prese
Dove je s’era data l’occasione.

L’arrollava. Je dava l'istruzione
Pe’ faje fa’ la guerra a la francese,
J’imparava a cantà’ la Marsijese,
E li mischiava assieme a le nazzione.

Perché va bene, certamente è vero
Che lui tutta la gente l’arrollava
Pe’ fa’ vince la Francia co’ l'impero;

Ma, quanno quela gente fu dispersa,
Uno vedde che quello che pensava,
Quello portò ’na cosa un po’ diversa.

CVII

Tant’è vero che, quanno finarmente
A Vaterlò perdé l’urtima guerra,
E a Sant’Elena, in man de l’Inghirterra,
Fu messo sotto ar salice piangente,

Che successe? Successe che la gente,
Quanno lo vedde messo sottoterra,
Pensò che su la faccia de la terra
De lui nun ce restasse ormai più gnente.

Lo pensò; ma pensanno se sbajava,
Perché sippuro quello era sparito,
Quarche cosa quassù ce la lassava.

Defatti quello in tutto er monno sano,
In ogni cantoncello d’ogni sito,
Lo sai chi ce lassava? Er veterano.

CVIII

Che uno, si ce fa mente locale,
Je pare quasi ancora de vedello
Vení avanti appoggiato ar bastoncello,
Co’ la pipa, vestito sempre uguale,

Cor un cappotto blu de diagonale,
Cor un bonetto invece der cappello,
Che forse sarà stato ancora quello
Che portava quann’era caporale.

E noi regazzi, come se poteva,
Tutt’intorno! perché ci avesse detto
Li fatti de le guerre che sapeva.

E lui ce li diceva tutti quanti,
In modo che faceveno l’effetto
Che fossero successi er giorno avanti.

CIX

Ce diceva Muratte cor frustino
Davanti a tutta la cavalleria,
Poi la fucilazione de la spia,
La sentinella morta, er tamburrino,

Quer granatiere che je dette er vino,
Er can der San Bernardo in compagnia
Der frate su la neve cor lumino;
E poi, si ce diceva l’angonia

Der maresciallo, allora era capace
Che ce faceva véde’ le medaje
Drento a ’na scatoletta de bambace,

E un libretto, dipinto cor colore,
Dove c’ereno tutte le battaje
Che aveva vinto co’ l'imperatore.

CX

Poi, si j’annava, ce dava un bastone
E ce metteva tutti su l’attenti
Come sordati veri, in posizione,
E c’imparava a fa’ li movimenti.

Me ricordo ce dava l’istruzione
Pe fa’ er «presentat’arm» in tre momenti;
E ce faceva fa’ l'operazione
De rompe’ le cartucce co’ li denti,

E de spignele giú co’ la bacchetta;
E poi quanno che s’erimo imparate
L’antre manovre co’ la bajonetta,

Ce portava in un prato a fa’ la guerra;
E comannava: - Fissi! Caricate!
Mirate! Foco! Bum! - Tutti per terra!

Cesare Pascarella
Storia Nostra

 
 
 
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