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Don Pirla e l'ulivo.

Post n°93 pubblicato il 14 Marzo 2006 da obellaciao
Foto di obellaciao

ROMA - Niente ulivo benedetto. Don Paolo Perla, parroco della chiesa di Ss. Maria Assunta a Castelnuovo Di Porto, vicino Roma, preferisce celebrare la Domenica delle Palme senza dare adito a malintesi: la festività religiosa che precede di una settimana la Pasqua cade il 9 aprile, giorno di elezioni. L'ulivo, per quanto benedetto, richiama troppo l'Unione.E così il sacerdote ha deciso di bandirlo sostituendolo con piccole croci in nome "della par condicio". Un'iniziativa che è piaciuta poco a fedeli e abitanti del paesone alle porte di Roma che conta più di settemila abitanti.

In una lettera ai parrocchiani distribuita ieri dopo la messa delle 11:30, don Paolo ha spiegato che si rifiuterà di benedire i rametti di ulivo "in nome della par condicio", così come i rami di palme "per non dare l'idea che ci stiamo convertendo agli arabi" e che farà deviare la tradizionale processione per le vie del paese "per non farla passare di fronte ai seggi elettorali".

Una lettera che, nelle intenzioni del parroco romano, "vuole essere una denuncia e una provocazione per gli uomini politici italiani di oggi che senza colpo ferire ci hanno dissacrato la Settimana Santa e anche per tutti noi cristiani, vescovi compresi, che sonnolenti non ci accorgiamo più di niente. I musulmani per un fatto del genere avrebbero incendiato il Quirinale".

Il vescovo di Porto Santa Rufina, monsignor Gino Reali, ha "apprezzato le finalità dell'iniziativa che è quella di aiutare la gente a riflettere in modo sereno su quest'impegnativo momento". E ha aggiunto che le piccole croci benedette da don Perla saranno "fatte con rametti d'ulivo". "Il parroco - spiega monsignor Reali - con quella che appare una provocazione voleva solo far riflettere sui momenti più significativi per la fede della maggioranza degli italiani. Far coincidere la data delle elezioni, il 9 aprile, con la domenica delle Palme a molti è parsa una mancanza di rispetto".


Ma dal mondo politico locale è arrivato un secco "no" all'iniziativa del parroco. Il sindaco di Castelnuovo Massimo Lucchese dice di capire "il significato del gesto ma di non condividerne la forma". "Non c'è nessuna correlazione - ha precisato Lucchese - tra il simbolo religioso e quello politico. I fedeli lo sanno bene".
Assolutamente contrario alla presa di posizione di Don Perla è invece il vicesindaco di Castelnuovo Alberico Guadagnoli che ha definito l'iniziativa del parroco "del tutto personale".

Anche l'altra parrocchia di Castelnuovo di Porto, la chiesa di Santa Lucia, non si è lasciata coinvolgere dalla decisione di Don Perla, rimanendo fedele alla tradizione religiosa. "Qui le palme le benediremo perché lo prevede la liturgia - assicura il viceparroco - Non riteniamo che ci sia alcun collegamento tra religione e politica".

E così la pensano anche molti abitanti di Castelnuovo. "Ma stiamo scherzando? E' una follia, è una pazzia. La politica è la politica. La religione è un'altra cosa" reagisce Daniela. "E' una trovata controproducente" per la religione" dice Angelo, convinto che la decisione di Don Perla "invece di mettere in primo piano la sacralità dell'evento, mette in luce soltanto le elezioni politiche". Tra i tanti 'no' al gesto provocatorio del parroco anti-palme, arriva, da parte di un'insegnante della scuola materna comunale di Castelnuovo, anche un sostegno: "Non sta affatto prendendo una posizione politica come si potrebbe pensare - afferma - ma sta solo mettendo al centro dell'attenzione di tutti noi la religione e il suo simbolo: la croce".

Questo è l'anno dei mondiali. Per par condicio tiferò la Spagna. Almeno non sarò costretta a gridare FORZA IT....  'zzo! Proprio non mi riesce!

 
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