Un blog creato da Raoul.Guerriero il 19/03/2007

Guerriero

...nasci guerriero, vivi da leone e muori da eroe...

 
 
 
 
 
 

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...io c'ero...

Post n°31 pubblicato il 25 Marzo 2007 da Raoul.Guerriero

Sparatoria a S.
Basilio: morto uno dei banditi



sabato 24 marzo 2007, 07:00 



Far West davanti a
un supermercato di Rebibbia. Ieri sera un rapinatore è morto e un altro è
rimasto ferito in via Giovanni Battista Manzella, una traversa di via del
Casale di San Basilio, sotto gli occhi di decine di persone.


Mancano pochi minuti alle 19 quando la via si
trasforma in un inferno. Due rapinatori, armati di pistola, e con il casco in
testa per nascondere il viso, si avvicinano a una delle casse del supermercato
«San Basilio». Minacciano la cassiera, chiedendole di consegnare loro il
denaro. Tutto davanti agli occhi di un centinaio di persone impotenti, che restano
a guardare. Forze dell'ordine in borghese che si trovavano
vicino all’uscita del supermercato, si accorgono della presenza dei due banditi.
A quel punto intervengono.


Si qualificano, invitando i due rapinatori a gettare
via la pistola calibro 7.65. Ma la richiesta cade nel vuoto. I banditi, che
non hanno ancora fatto in tempo a prendere nulla, si precipitano fuori dal
supermercato. Salgono sullo scooter, una «Honda Sh» azzurro, per tentare la fuga.


Ma vengono nuovamente raggiunti dalle Forze dell'Ordine che
urlano loro di fermarsi e di gettare le armi. Vittorio Cardone, 37 anni, con
precedenti penali proprio per rapina, si trova alla guida del mezzo. Si volta
di scatto ed estrae la pistola per sparare ma gli altri, però, sono più veloci e centrano
il casco del rapinatore.


Il proiettile trapassa la testa di Cardone, che muore
sul colpo. Il complice, invece, terrorizzato, si getta a terra, fingendosi
morto, probabilmente sotto choc. Solo quando i medici, accorsi con un’ambulanza
sul posto, stanno per mettergli una flebo, riprende conoscenza, ma viene
ugualmente trasportato nel vicino ospedale «Sandro Pertini».



 

 
 
 

Basta fare le pecore...

Post n°30 pubblicato il 23 Marzo 2007 da Raoul.Guerriero
Foto di Raoul.Guerriero

Ma è possibile che dobbiamo sempre scendere a patti con i terroristi? Questo sarà un precedente molto pericoloso e mette in risalto, in maniera troppo evidente, le nostre lacune a livello di intelligence e di Forza dello Stato...

Se continuiamo a dare l'idea di essere delle pecore, metteremo sempre più a rischio i nostri militari e civili che operano in quelle zone...

Riflettere, riflettere prima di agire...

» 2007-03-22 16:40

"ROMA - Le dichiarazioni di ieri del Dipartimento di Stato americano sulle modalità del rilascio di Mastrogiacomo hanno rappresentato "una iniziativa inaspettata". Lo ha detto il portavoce della Farnesina Pasquale Ferrara, confermando che si è trattato di "uno sviluppo delle ultime ore" e avvenuto "successivamente" all'incontro D'Alema-Rice di Washington. Il portavoce della Farnesina, parlando dell'incontro tra Massimo D'Alema e Condoleezza Rice a Washington, ha spiegato che nel colloquio i termini "preoccupazione e disappunto" (quelli usati ieri dal Dipartimento di stato), "non risulta che siano stati utilizzati". Naturalmente, ha aggiunto Ferrara, "non c'era lo stenografico".
Dai dati e dalle informazioni in possesso della Farnesina emerge che i taleban liberati per il rilascio di Daniele Mastrogiacomo sarebbero cinque. Lo ha confermato il portavoce della Farnesina Pasquale Ferrara nel consueto briefing alla stampa rispondendo ad una domanda dei cronisti in proposito. Sulle modalità di rilascio degli ostaggi "ci possono essere sensibilità diverse, ma ciò non compremette l'eccellente collaborazione in Afghanistan" tra gli alleati. Lo ha sottolineato il portavoce della Farnesina Pasquale Ferrara nel consueto briefing settimanale.
"L'iniziativa del Dipartimento di Stato, "benché non preannunciata, nei contenuti sostanzialmente rappresenta una posizione che non rappresenta una novità ma la conferma di una linea tradizionale che gli Stati Uniti hanno sempre avuto" sulle modalità di rilascio degli ostaggi. Il capo del servizio stampa della Farnesina ha riconosciuto che "ci possono essere sensibilità diverse", ma ha assicurato che la collaborazione con gli alleati in Afghanistan "continua con la stessa intensità ". Sulle critiche americane all'Italia il ministro degli Esteri ha chiamato ieri l'ambasciatore americano in Italia Ronald Spogli "per avere ragguagli". D'Alema ha avuto anche "contatti" con l'ambasciatore italiano a Washington.

MASTROGIACOMO: DISAPPUNTO DEGLI USA

 

MASTROGIACOMO: FARNESINA, CON RICE SE NE E' PARLATO POCO
ROMA - Nell'incontro tra il ministro degli Esteri Massimo D'Alema e il segretario di Stato Condoleezza Rice "si è parlato brevemente" delle modalità di rilascio di Daniele Mastrogiacomo e molto "delle strategie comuni" sulla missione Isaf. Lo ha precisato il portavoce della Farnesina Pasquale Ferrara nel consueto briefing settimanale. "Non è stata fatta un'analisi dettagliata dell'operazione", ha aggiunto Ferrara, precisando che si è trattato di "un incontro informale" durato circa un'ora e venti in cui sono stati affrontati molti temi.

NON FACCIAMO DIETROLOGIE SU GB

"Non andiamo in dietrologie su chi abbia fatto partire" le critiche all'Italia sulla liberazione di prigionieri Taleban per ottenere il rilascio di Daniele Mastrogiacomo. Lo ha detto il portavoce della Farnesina Pasquale Ferrara rispondendo ad una domanda in proposito nel consueto briefing settimanale. "L'iniziativa è del Dipartimento di Stato che ha deciso di rendere nota una posizione americana, peraltro già nota in tutti i teatri di crisi", a partire dall'Iraq, ha aggiunto Ferrara. Sulla vicenda delle critiche espresse ieri dal Governo di Londra all'Italia, comunque, ci sono stati "rapporti a livello diplomatico tra il Foreign office e la nostra ambasciata" nella capitale britannica.

IL DISAPPUNTO DA WASHINGTON
Gli Stati Uniti sono stati "colti di sorpresa" dalle concessioni fatte ai Teleban per ottenere la liberazione di Daniele Mastrogiacomo ed hanno espresso fin da ieri il loro disappunto al governo italiano e a quello afghano. Disappunto subito condiviso da Londra che, attraverso il Foreign Office, ha espresso "preoccupazione" per le "implicazioni" della liberazione dei taleban legata al rilascio del giornalista italiano. Una presa di posizione dura, quella di Washington, che ha bocciato anche la presenza di taleban all'eventuale conferenza internazionale sull'Afghanistan proposta dall'Italia. Le concessioni fatte alla guerriglia, in particolare la liberazione di cinque loro esponenti in cambio del rilascio del giornalista, "aumentano i rischi per le truppe della Nato e dell'Afghanistan e per lo stesso popolo afghano", ha detto un alto funzionario dell'amministrazione Bush che ha chiesto di non essere identificato. "Non abbiamo mai approvato e non approviamo le concessioni fatte ai terroristi", ha affermato il funzionario americano che ha messo l'accento sul fatto che gli Stati Uniti non fossero informati di quanto stava accadendo per ottenere la liberazione di Mastrogiacomo. "Siamo ovviamente contenti per il rilascio di Mastrogiacomo ma abbiamo alcune preoccupazioni sulle circostanze che la riguardano", ha detto il funzionario citando in particolare il fatto che cinque "pericolosi operativi Taleban" siano stati liberati e siano tornati a combattere adesso contro le forze della Nato.
Da parte americana è stato inoltre sottolineato che tra i cinque Taleban liberati - identificati dagli Stati Uniti come Ustad Yaser, Mofti Latifollah Hakimi, Mansur Ahmad, Hamdullah e Abdol Ghaffar - figura anche Ahmad, il fratello dell' esponente dei Taleban che ha probabilmente orchestrato il rapimento di Mastrogiacomo, Mullah Dadullah. Gli Stati Uniti hanno espresso la loro preoccupazione sin da ieri alle autorità italiane, usando i normali canali diplomatici, senza salire comunque a livello di ministri. Lunedì sera il ministro degli esteri Massimo D'Alema, che ha avuto a Washington una cena di lavoro a quattr'occhi con il segretario di stato Condoleezza Rice, aveva detto di avere ringraziato la Rice per la "comprensione" mostrata in occasione della liberazione di Mastrogiacomo. Il funzionario americano ha detto che l'idea di una conferenza internazionale di pace sull'Afghanistan, avanzata dall'Italia, sarà giudicata nel merito e che è una idea che merita di essere presa in considerazione. Il traguardo è quello di far progredire l'Afghanistan sulla strada della democrazia, della sicurezza e della stabilità e se la conferenza può dare un contributo a questo tanto meglio, ma sicuramente la "liberazione di pericolosi attivisti Talebani" non contribuisce a questo traguardo. Il funzionario giudica comunque una pessima idea quella di invitare all'eventuale tavolo della conferenza rappresentanti di quelle forze Taleban che stanno cercando con la violenza di distruggere l'attuale governo afghano.
L'intero meccanismo delle trattative - ha osservato ancora la fonte - è stato concentrato sull'ottenimento della liberazione dell'italiano: l'autista è stato ucciso e decapitato, mentre dell'interprete non si hanno ancora notizie. Secondo gli Stati Uniti questa delle concessioni è una strada pericolosa perché aumenta la situazione di rischio di tutte le forze militari impegnate in Afghanistan proprio nella operazione opposta, limitare il potere dei Taleban e catturare i loro capi e i loro attivisti. Secondo gli Stati Uniti le circostanze della liberazione di Mastrogiacomo hanno messo in evidenza anche un altro problema: gli effetti negativi delle limitazioni delle 'regole di ingaggio' per le forze militari alleate, comprese quelle italiane, che operano in Afghanistan. Il funzionario ha sottolineato che l'Italia ha dovuto ricorrere ad un'organizzazione civile per trasportare Mastrogiacomo da dove era stato liberato in Afghanistan perché le forze italiane non potevano usare un aereo. Il problema delle limitazioni, secondo gli Usa, non riguarda solo l'Italia ma anche altre forze alleate, come la Spagna e la Germania, che hanno limiti sulla loro area di dislocamento o sulle attività (in altri casi) in cui i militari possono essere coinvolti. Le regole di ingaggio, insomma, limitano le possibilità per i comandanti militari che devono rivolgersi ad altri paesi per ottenere risorse. Gli Stati Uniti chiedono da tempo, ai meeting della Nato, il mutamento di queste restrizioni. Per quanto riguarda i numeri delle forze militari sul campo in Afghanistan, il funzionario ha sottolineato che vi sarà un incremento di settemila unità, metà da parte di forze Usa e metà di altri paesi e che un contributo italiano sarebbe sicuramente gradito."

 
 
 

...sarà vero?!?

Post n°29 pubblicato il 22 Marzo 2007 da Raoul.Guerriero

"Uranio impoverito:denunce penali!

Ci pensa l'Osservatorio Militare. "Politicalmente corretto" sarebbe stato doveroso che ci avessero pensato i nostri Governanti...

Nadia Redoglia

20 febbraio 2006


Il Comitato scientifico del Ministero della Sanità presieduto dal Dott. Donato Greco ha escusso, oggi a Roma, il Dott. Domenico Leggiero, responsabile del comparto difesa dell'Osservatorio Militare. Oggetto della deposizione: patologie contratte dai nostri soldati durante le spedizioni militari nei campi di guerra. Gli chiediamo se il micidiale uranio impoverito continua a colpire. "Fin dai Balcani l'Osservatorio sta raccogliendo materiale per dimostrare, come ha dimostrato, che il famigerato uranio impoverito è strumento di morte. I casi di militari ammalati al rientro dalle missioni internazionali sono ormai noti a tutti. Ormai inizia ad essere consistente anche il numero di malati provenienti dall'Iraq. A questo punto il direttivo dell'Osservatorio ha deciso di dare al legale delle famiglie Avv. Angelo Fiore Tartaglia, il mandato a depositare presso il Tribunale di Roma le denunce per ogni militare deceduto e/o malato. Sono ormai 44 i decessi accertati ed oltre 300 i malati. La documentazione raccolta durante il lavoro della commissione d'inchiesta ed altre prove in possesso dell'Osservatorio non lasciano dubbi" "Perchè questa decisione?" Leggiero: "A prescindere dal modo in cui l'uranio impoverito provoca gravi patologie ed in molti casi la morte, vi erano direttive, chiare ed inequivocabili, alle quali i vertici militari italiani avrebbero dovuto attenersi e dotare i nostri ragazzi delle misure minime previste che, alla luce dei fatti, avrebbero evitato la strage." "Perché non è stato operato in tal senso?" Leggiero: "La decisione di non dotare i nostri ragazzi delle misure minime di sicurezza fu presa con consapevolezza e terrificante freddezza: dotare i militari di misure precauzionali avrebbe fatto "scoprire" l'utilizzo di armamento nocivo e proteggere solo i militari e non i civili sarebbe stato " "Come si procede ora?" Leggiero: " Cambiano gli scenari, non cambia la superficialità con cui si gestiscono migliaia di uomini e donne che rischiano la vita lontano da casa. In Iraq, oltre al fosforo bianco è stato utilizzato anche UD e l'esperienza dei Balcani non è servita a maturare le coscienze dei vertici militari. Tumori ai testicoli, alla tiroide e linfomi di ogni tipo, sono l'eredità che l'impiego in Iraq ci sta lasciando. E' una nuova situazione che meriterebbe uno studio serio e scientifico che, ad oggi, il comitato SIGNUM (creato dal Ministero della Difesa per difendere se stesso) non ha saputo dare." "Che opinione s'è fatto oggi, dopo la sua escussione da parte del comitato scientifico?" Leggiero: "Per la prima volta da quando è esploso il caso uranio impoverito, sono stato ascoltato e ho potuto finalmente mettere a disposizione dati ed elementi fino ad ora mai considerati. Il direttore, dott. Greco mi ha dato fiducia e ho motivo di credere che questo Comitato finalmente prenderà in severa considerazione la gravità del problema, nonostante la contrarietà di alcuni membri. E' indispensabile operare in modo sinergico e continuerò a lavorare per raggiungere questo obiettivo" Chiudiamo chiedendogli quale sarà il prossimo passo. Leggiero "attendiamo l'esito della commissione d'inchiesta del Senato e alcuni decreti d'attuazione in merito ai risarcimenti che la Finanziaria ha messo a disposizione dei militari per le cause di servizio. Staremo a vedere..." Lo ringraziamo. Leggiero ricambia complimentandosi con noi che da sempre ci occupiamo di questa drammatica pagina di storia che molti, troppi, deliberatamente ignorano...
Nadia Redoglia"

...non lo so, ma anch'io mi sto sottoponendo a degli accertamenti "forzati"...

 
 
 

...per non dimenticare...

Post n°28 pubblicato il 21 Marzo 2007 da Raoul.Guerriero
Foto di Raoul.Guerriero

...wall of remembrance...

 
 
 

...combattere...

Post n°27 pubblicato il 21 Marzo 2007 da Raoul.Guerriero
Foto di Raoul.Guerriero

Thailandia 26 dicembre 2004

combattere... anche contro la forza della natura, contro la sofferenza, contro la disperazione...  

                                    ...esistono molte forme di coraggio, andare in un luogo lontano colpito da una catastrofe e prestare assistenza ai feriti e agli orfani, sporcarsi le mani nel recuperare i corpi dilaniati, identificarli per ridargli una dignità donando ai familiari un corpo su cui piangere...

                                   ...non tutti, capisco, hanno abbastanza coraggio per fare questo, ma si può aiutare un popolo distrutto anche solo andandolo a visitare in vacanza, quindi creando per loro una fonte di guadagno, ridandogli dignità in maniera velata, lavorando, come hanno sempre fatto...

                               ...fu incredibile vedere come, a distanza di poche ore dalla tragedia, questo popolo di "combattenti" era già a lavoro per ricostruire, con grande dignità e coraggio anche se con il cuore distrutto per la perdita di persone care, senza mai piangersi addosso...

                             ...quello fu uno degli insegnamenti più importanti della mia vita! La gente mi fermava e mi ringraziava per essere lì, ma io ringraziavo loro per avermi fatto crescere...

 
 
 

Riflessioni…

Post n°26 pubblicato il 21 Marzo 2007 da Raoul.Guerriero
Foto di Raoul.Guerriero

 

«La vita è come un racconto; importa non tanto la lunghezza, quanto il suo valore»

 

                                                                                              Seneca

 
 
 

Afghanistan...

Post n°25 pubblicato il 21 Marzo 2007 da Raoul.Guerriero
Foto di Raoul.Guerriero

» 2007-03-21 12:29

MASTROGIACOMO: "GIRATI 5 VIDEO, UNO CON ARMA ALLA TEMPIA"

ROMA - "Mi ha appena chiamato il capo dello Stato per felicitarsi dell' esito della vicenda: sono molto contento di questa telefonata e lo ringrazio". Lo ha detto Daniele Mastrogiacomo a Repubblica Radio. "Io - ha ricordato il giornalista - ho sempre sperato nella presenza dello Stato" durante i giorni del sequestro".

GIRATI 5 VIDEO, UNO CON KALASHNIKOV ALLA TEMPIA
Cinque video, uno dei quali con un kalashnikov puntato alla tempia. Daniele Mastrogiacomo - a Repubblica Tv - racconta i 15 giorni del sequestro e rivela che oltre a quello che tutti gli italiani hanno visto ci sono altri quattro video. Che non sono mai arrivati nel nostro Paese. "Ci sono cinque video, è stato il capo ad organizzarli e li abbiamo anche rivisti insieme", ha detto Mastrogiacomo spiegando che in uno si rivolgeva al direttore di Repubblica Ezio Mauro, uno alla Federazione nazionale della stampa italiana e all'Ordine dei giornalisti, uno al ministro degli Esteri Massimo D'Alema e uno ad "altre persone". "Il messaggio che avete visto tutti è stato scritto sotto dettatura da Ajmal (l'interprete, ndr) che lo ha tradotto in inglese. Gli altri video li ho improvvisati. Mi chiedevano di fare pressione, di essere drammatico. Io non ho recitato, ma gli ho detto come girarli". In alcuni di questi video, racconta l'inviato di Repubblica, "ci sono ragazzi mascherati con i fucili in mano e in uno c'é uno di loro che me lo punta alla tempia. Quelli erano veri e propri appelli, prima in inglese e poi in italiano". Mastrogiacomo ha poi raccontato che c'é anche un video dell'uccisione dell'autista in cui è stato ripreso anche lui. "Ci sono io che assisto all'esecuzione. E' stato difficile, è stato un momento di pressione molto forte".

DANIELI, PRIVILEGIATO CANALE DI EMERGENCY

Durante il sequestro Mastrogiamo il Governo ha "privilegiato il canale aperto da Emergency, in quanto ritenuto in grado di avere diretto accesso ai rapitori per individuare le rivendicazioni avanzate e per fare stato della disponibilità ad una trattativa". Lo ha riferito il viceministro agli Esteri Franco Danieli riferendo in Aula sulla liberazione dell'inviato di "Repubblica". "Parallelamente", il Governo, - ha spiegato il viceministro - ha mantenuto i contatti con il canale individuato da Repubblica che, nel corso della trattativa ha dimostrato di avere indizi convergenti con quelli trasmessi da Emergency".

DANIELI, NON C'E' CONFERMA DEL RILASCIO DELL'INTERPRETE
Ad oggi "il Govero italiano non ha una conferma ufficiale sull'avvenuto rilascio dell'interprete afghano rapito con Daniele Mastrogiacomo", così come "non c'é conferma ufficiale della consegna ai familiari del corpo dell'autista afghano barbaramente assassinato dai sequestratori", ai quali il ministro degli Esteri ha manifestato la vicinanza e la commossa partecipazione del popolo italiano. Lo ha detto il viceministro agli Esteri Franco Danieli nel corso dell'informativa urgente del Governo alla Camera sulla liberazione dell'inviato di Repubblica.

OLTRE KABUL HANNO COLLABORATO USA E GB
Nella vicenda del sequestro di Daniele Mastrogiacomo c'é stata la "piena collaborazione in tutto il periodo" del Governo di Kabul, ma anche dei governi della coalizione internazionale impegnati in Afghanistan, in particolare degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Lo ha detto il viceministro agli Esteri Franco Daniele nell'informativa urgente del Governo alla Camera sulla liberazione dell'inviato di "Repubblica".

 

 
 
 

Riflessioni…

Post n°24 pubblicato il 21 Marzo 2007 da Raoul.Guerriero
Foto di Raoul.Guerriero

 

 

«Prima di giocare a fare i santi, bisogna imparare il mestiere di essere uomini»

 

                                                                                Charles Péguy

 
 
 

...Farah...

Post n°23 pubblicato il 21 Marzo 2007 da Raoul.Guerriero
Foto di Raoul.Guerriero

2007-03-20 18:33

Afghanistan: ferito militare Italia

Colpi d'arma da fuoco in provincia di Farah

(ANSA) - ROMA, 20 MAR - Un militare italiano e' rimasto ferito in modo non grave, da un colpo di arma da fuoco, nella provincia di Farah, in Afghanistan. Lo apprende l'ANSA da fonti della Difesa. Secondo quanto si e' appreso, una squadra di militari italiani era impegnata in una 'normale attivita' di pattuglamento' quando e' stata fatta oggetto di colpi di arma da fuoco da persone non meglio identificate. Le condizioni del ferito non destano preoccupazione.

 
 
 

Pensieri...

Post n°22 pubblicato il 20 Marzo 2007 da Raoul.Guerriero
Foto di Raoul.Guerriero

...è facile dire dall'esterno: "Ma che ci vanno a fare i nostri ragazzi a farsi uccidere in posti dove a nessuno interessa di noi...", è una opinione e come tutte va rispettata! Andranno per soldi? Andranno perchè hanno dei valori diversi dai nostri? Andranno perchè attratti dal rischio? Andranno perchè non hanno nessuno a casa che li aspetta? Andranno...
Molti di noi sono attaccati alla propria scrivania, non ci rinuncerebbero per niente al mondo, altri non possono fare a meno di lasciare una loro traccia nella storia...
...non posso fare a meno di andare in quei posti, per aiutare, per costruire e per combattere quando occorre... non possiamo girarci sempre dall'altra parte, e non sempre si possono risolvere le difficoltà con il solo dialogo, c'è sempre bisogno di qualcuno che si rimbocchi le maniche e vada a sporcarsi le mani nel fango, nella sabbia, nel sangue dei nostri fratelli morti... Ne ho persi di amici in quei posti, li ho visti con il sorriso fino all'ultimo momento, consapevoli tutti che potrebbe accadere a chiunque di noi, in qualsiasi momento...

                                                       ...sono solo piccole gocce in un

                                                 oceano, ma noi ce le abbiamo messe...

          

 
 
 
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