Creato da RoHarLu il 01/01/2012
L'Infinito Gioco di Ciò che Sempre È [Vita].
 

 

Veri Figli di Dio..

Post n°336 pubblicato il 05 Aprile 2021 da RoHarLu

 

Siamo veri figli di Dio. Che è poi come dire che siamo Dio stesso.

Non è un mistero che chi ci vuole prigionieri ha sempre cercato di nasconderlo a tutti e a chiunque.

Per chi è sveglio alla sua vera realtà, anche un poco, e anche se il velo è stato appena rimosso, molte mosse e movenze, e azioni, di chi è ossessionato dal controllo, e dal desiderio di sottomissione degli altri, appaiono per molti versi incomprensibili. Seppur tutto sia intelligenza, e il creatore non disdegni nessuna configurazione della propria emanazione, infliggersi così tanto dolore, per ingenuità ed ignoranza, e stupidità, comminando male o angoscia a qualunque altro essere, non ha senso per chi sa di essere uno con tutto ciò che è. Perché non riesce a non provare dolore, non riesce a non avvertire sofferenza, scorgendone anche un accenno negli altri.

Lo dicono in tanti, ed è una terrificante verità, “è facile fare del male, persino uccidere, quando non si sente nulla”. È una cosa che chi ama, chi percepisce l’unità, e l’uno, non potrebbe facilmente fare. Perché farebbe più male a lui. Perché sarebbe il primo a rimetterci.

Questa dimensione, questa dualità, che abbiamo esplorato, fa solo amaramente sorridere chi ha cominciato ad aprire il suo cuore. E non risulta in alcun modo vivibile per quest’ultimo.

Per questo il risvegliato cerca di cambiare le cose, o qualcosa. Perché già non riesce a respirare, perché non riesce a non soffocare. E si sorprende che per molti altri sia in qualche modo naturale soggiornarvi in quei termini, senza volere anche loro cambiare se stessi e le cose.

La Vita è vita. Apertura e non costrizione. Abbraccio, non paura. Gioia, non incubo. Onore, non imbarazzo.-Namasté! Marius L.-

 

 
 
 

Marius L. – 10.03.2021… Sense8.-

Post n°335 pubblicato il 10 Marzo 2021 da RoHarLu

Siamo Uno, nati dall’Uno che tutto è. E a quell’uno non potremo non tornare.

Siamo così tutti assolutamente connessi. E la connessione è ciò che ci rende paradossalmente e appena per un attimo, illusoriamente diversificati.

Ma è anche ciò che qualifica quell’Uno dal quale sorgiamo, nel suo tentativo di sperimentare le indefinite, o infinite, possibilità di se stesso.

La connessione, nel ricordo di ciò che si è, dopo questo strano sonno al quale ci hanno, o ci siamo, costretti, è quanto di più caloroso e confortante possa sussistere, o possiamo immaginare, durante un inverno gelido e inerte.  

Siamo tutti straordinariamente e tremendamente connessi - e non solo quegli otto di quella mirabile serie di qualche anno fa.

Stupendamente e tragicamente.

Un mondo senza questo legame, questa concatenazione, non ha alcun significato. Perché non potrebbe avere a che vedere con quell’Uno che, nel riconoscersi, diventa la Fonte di tutto.

Nel buio, si vuole che la si dimentichi [la connessione], perché chi vi si trova immerso [nel buio] non la riesce più a scorgere.

Così, vuole che tutti la perdano. Perché ama la morte, bramando che si vada solo in quella direzione.

Ma la vita è la modalità di rivelazione dell’Infinito intelligente, l’Uno. E tutto non può non rinnovarsi lì, nell’espressione. Per questo qualsiasi illusione di morte, o di annichilimento, ammesso che se ne possa parlare in termini di esistenza, non potrà comunque, e mai, durare.  -Namasté!-Marius L.-.

 
 
 

Scegliere come vibrare.-

Post n°334 pubblicato il 25 Febbraio 2021 da RoHarLu

Noi siamo l’indifferenziato dal quale tutto discende. E siamo vibrazione, nell’espressione che, nella totalità delle frequenze possibili e immaginabili, rimane sempre quell’indifferenziato manifesto.

Ognuno vibra secondo quello che predilige, oscillando in innumerevoli modi, seppur, per ogni identificazione, se ne rinviene uno [o più] prevalente.

Per ogni modalità esistenziale, vi sono dei sistemi di riferimento. E ogni struttura si trova bene a contatto preminentemente con altre affini.

Tutto è scelta, e nessuno può sindacare a priori le predilezioni degli altri, seppur nell’ambito di un organismo complesso, tutto rimanga intrinsecamente collegato, al punto che ogni movimento provoca nelle altre componenti ripercussioni anche molto vigorose.

Quando ci lamentiamo che altri non vibrino come noi, e non esprimano le stesse emozioni, gli stessi pensieri, le stesse azioni e movenze, dovremmo altresì pensare che questo vale per tutti gli organismi dell’Infinito intelligente.

Pertanto, se qualcuno ci crea difficoltà, potremmo, e dovremmo, pensare che noi tendiamo a produrle a coloro che vibrano a frequenze già più elevate.

Se noi non riusciamo a stare con qualcuno, altri a stadi vibratori più grossolani, o altri che occupano strati più sottili dello spazio, manifestano varie problematicità nelle loro interazioni con i nostri campi di riferimento.

Nel senso sopra accennato, è costante nei sistemi complessi un processo naturale di selezione e separazioni.

Forse, solo forse, è a questo che dobbiamo andare con la mente quando vediamo che altri, magari grazie e follie ingenue e incontrollabili, e in maniera più o meno consapevole, non fanno altro che ferire, procurare dolore, sofferenza e disagio ai vari esseri del cosmo. Nel senso che la stessa cosa vale per tutti, ai vari livelli.

Molti di noi, in certi stadi della propria esistenza, possono apparire disadattati, visto che non riescono neanche a sostenere un semplice dialogo con chi staziona in frequenze diverse.

E questo può costituire un continuo tormento.

Ma non necessariamente debba essere così. Si vuole dire che, al di là della obbligatorietà o meno di una sperimentazione o forma di conoscenza, la scelta può aiutare.

Perché, ad esempio, potremmo avere accettato di andare a posizionare un cristallo “magico” in una palude infestata di parassiti, perché al più presto inizi la sua conversione in uno splendido lago limpido e pulito.

Però, e comunque, quando è finito, è finito.

E, ammesso che dovessimo ritornare lì con il pensiero, o con la memoria, perché, ad esempio, la trasfusione di quella consapevolezza potrebbe essere di valore per altri, non è detto che farà più così male. Anzi, potrebbe addirittura far sorridere. -Namasté!-Marius L.-.

 
 
 

Una vita autentica.-

Post n°333 pubblicato il 21 Febbraio 2021 da RoHarLu

 

Noi siamo Libertà!

Siamo essenzialmente liberi, perché così è connesso alla nostra natura. Siamo sostanzialmente liberi, perché si tratta di senso radicato alla stessa esistenza. E siamo formalmente liberi, e questo è difficile da poterne essere sicuri in questa particolare zona dello spazio, perché questa è una della leggi di questa manifestazione.

Siamo liberi anche quando ci incateniamo. E questo non tanto perché veniamo in contatto e ci leghiamo con altre creature con le quali siamo principalmente e fondamentalmente uno, quanto perché adoriamo raggirare noi stessi sulle nostre concepibili e infinite possibilità.

Se la strada spirituale è semplicemente  vita autentica, vissuta nella coerenza di ciò che si è, di ciò che si vuole, ad ogni livello – e di ciò che piace, allora tutto dovrebbe essere semplice.

Ma se non lo dovesse essere – ammesso che in tal modo riteniamo - seppur la vita nella terza densità venga comunque resa contorta da chi, per motivi suoi, o presuntivamente tali, vorrebbe rimanerci [e farvi rimanere anche noi], almeno fino a quando la noia spirituale non prenderà il sopravvento - allora vi è qualcosa di errato nel nostro modo di concepire le cose, il nostro scopo, e le nostre destinazioni.

In un testo che viene ritenuto sacro c’è un passo singolare. È quando il maestro dei maestri, in un momento – l’ultimo - di sconforto, viene sentito sussurrare: “Padre, perdona loro perché non sanno cosa fanno”.

Forse è una delle pochissime citazioni meno rimaneggiate tra quelle inserite nel libro.

Il fatto è che questa terza densità è totalmente condizionata, manipolata, controllata, al punto che nessuno, o pochissimi, siano veramente, con esatta cognizione di causa, in grado di affermare di poter disporre di libero arbitrio, o, meglio, di assoluta libertà, nelle proprie azioni, movenze, e, ancor di più, nei pensieri che transitano nella propria mente.

Libertà che è invece la naturale co-essenza del creatore dal quale tutti noi deriviamo.

E infatti, quando cominceranno i primi sintomi del risveglio, ciò che emergerà alla Luce, nel cervello di questi esseri, saranno le migliaia di domande e quesiti sul perché miriadi di volte hanno agito in un modo o nell’altro, recando danno, lesioni, e disagi a tanti altri in maniera peraltro quasi assolutamente gratuita, inutile, e dannosa persino per se stessi.

Sono anche i sistemi mediante i quali sono stati e vengono continuamente “disintegrati” molti gruppi di Luce. I vari componenti del gruppo, al di là dei cosiddetti “infiltrati”, fatti giungere per abbattere ed eliminare a monte il lavoro di Luce, vengono manipolati con telepatia artificiale, tecnologia psicotronica, messi continuamente l’uno contro l’altro, per ragioni che, quando “rinsaviti”, neanche comprenderanno come possano essere state fatte proprie, non appartenendo nemmeno lontanamente al proprio stato di essere.

Il fatto è che chi sceglie la Luce, e la scelta deve essere fatta ad ogni istante della propria vita, ad ogni pensiero che balena in qualsiasi campo del proprio mentale, emozionale o intellettivo - deve avere lo sguardo rivolto perennemente verso la meta, che in quel momento è la scelta, che diviene poi l’ente scelto, e che risulta alla fine, il naturale reintegro nella Sorgente che tutto è. -Namasté!-Marius L.-.

 

 
 
 

L’intimità del risveglio..

Post n°332 pubblicato il 06 Febbraio 2021 da RoHarLu

Siamo tutti figli dello stesso Dio, creature dello stesso Creatore, amore dello stesso amore, vita della stessa Vita.

Qualsiasi cosa facciamo, sperimentiamo, comprendiamo, è solo per arricchire la fonte della nostra esistenza, l’essenza primaria, la Sorgente, dalla quale tutto proviene, perdura, seppur solo per un attimo di infinito, e alla quale alla fine ritorna, e questo, indefinitamente.

Siamo qui, o in qualsiasi altro posto, per plasmare in altro modo la sostanza originaria, e vedere fin dove si può giungere, in un tragitto che mai vedrà conclusione o ulteriore intento.

Nessuna paura, nessuna agitazione, nessuna angoscia, nessuna inquietudine. Tutto nell’alveo dell’illusoria espansione e conseguente ricongiungimento.

È solo un andare avanti, e ritornare un po’ indietro, controllando ciò che è rimasto ancora lì. Per toccarlo, appena appena - perché è parte di noi - e stimolarlo a proseguire. E, quindi, ancora innanzi.

Ma ciò che si spegne lì, ammesso che in tal modo si possa interpretare – perché nulla si crea e nulla si distrugge – rimarrà lì per ricongiungersi alla fonte, senza aggiuntive sperimentazioni.

Si dice che la Luce sia la prima evidenza della manifestazione. Mentre l’amore ne sia subito seguìto. Così, “ritornare” alla Luce significa riprendere solo la consapevolezza del principio.

Ma quell’inizio ha a che fare unicamente con la realtà dell’attivatore. Pertanto, il rientro si intende nel senso di ripristinare la propria intrinseca natura.

E quando riprendiamo quello, cominciamo a risvegliare tutte le nostre parti dormienti.

Chi ci scuote, magari vuole solo riportarci allo stato in cui ci “riavviamo” per essere di nuovo “noi”.

E l’essere di Luce, che ha ripreso anche solo una parte di quella sostanza primordiale, è questo che fa, insieme a portare fuori, creando da ciò che è, tutta la meraviglia che riesce ad immaginare e forgiare.

Quindi, tutti i “giri” per il mondo del risvegliato, servono a recuperare l’esistenza assopita.

L’essere di Luce “avvisa”. E non fa altro che questo, per tutto il mondo, per tutto il suo percorso.

E l’avviso, l’annuncio, hanno un duplice interesse. Perché da una parte indicano che si è già pronti per [ri]alzarsi. Dall’altra che occorre però sbrigarsi, e procedere in fretta, prima che sia troppo tardi, al fine di non perdere l’attimo, nel ciclo di che trattasi.-Namasté - Marius L.

 
 
 

La celebrazione di ogni minuscolo frammento..

Post n°331 pubblicato il 02 Gennaio 2021 da RoHarLu

 

Il  lavoro del Creatore è quello di creare. Realizzare, concretizzare, qualcosa che non esisteva prima, nella forma e/o nella sostanza.

Tuttavia, se nulla si crea e niente si distrugge, allora la creazione probabilmente è solo quella variazione, cambiamento, mutazione, tra ciò che prima esisteva in un modo, e altro che ad un certo punto, in una qualche coordinata spazio – temporale, intraprende un nuovo ciclo di espressioni.

Manifestare nuove forme e verità, è però solo una parte del gioco, e non potrebbe non essere così.

A cosa servirebbe dare origine a qualcosa se non la si esperimenta?

Quindi, il creatore esplicita, fa venire alla Luce, e, immediatamente, e anche questo fa parte del processo – mette in atto ciò che gli consente di “gustare” il sapore di ciò che ha portato in essere.

Agli inizi, nel momento in cui il creatore, secondo le modalità selezionate, inizia a testare la sua opera, si sente un po’ come il bambino che non avendo mai visto il mondo, e catapultato nella città dei balocchi, percepisce tutto come meraviglia, abbracciando tutto, e concedendo ad ogni cosa tutto il suo apprezzamento.

Dopotutto si tratta di se stesso!

Ovviamente tutti i “verificatori” fuorusciti dal primo creatore, sono diversi, e ciascuno da ogni altro, maturando ognuno le proprie preferenze, predilezioni, appetiti.

E questo porterà alla diversificazioni delle opzioni, degli effetti e delle conseguenze.

Ma quella “sensazione infantile”, dell’essere come baby, quel modo meravigliato, estasiato, incantato, di rivolgersi alle realtà , e toni e melodie, rimane sempre la percezione primaria dell’ideatore, e la più regale e preziosa.

Essere baby non significa però non crescere, non diventare “adulti” nel cosmo. E se il grigiore dovesse subentrare, allora vorrà dire che è il momento di passare ad altro.

Soprattutto, essere baby per come lo si intende, non significa non essere “responsabili”, e, ancora di più, non essere se stessi, nel senso di “compiuti”, “integri” coerenti con la propria reale natura, intrinsecamente connessa  con qualsiasi cosa fosse diventato l’effetto di quella sperimentazione alla quale si alludeva prima.

E se la paura dovesse impedirlo, anche in questo caso, è tempo di scegliere altro. E se una qualsiasi altra emozione, o finzione, dovesse essere d’ostacolo, allora è tempo di andare oltre, e ispezionare altre parti di se stesso.

Perché, essere uno con la creazione, non estromette l’identificazione con l’una o l’altra realtà, e, quindi, la celebrazione di ogni minuscolo frammento, tributando a ciascuno l’onore del quale è senz’altro degno. Namasté! - Marius L.

 

 
 
 

Quel gioco chiamato Vita..

Post n°330 pubblicato il 29 Dicembre 2020 da RoHarLu

Tutto nella realtà è creazione, nel senso che qualcuno in un modo o nell’altro ha provveduto alla sua emanazione. E la gran parte di ciò che vediamo nella nostra vita, rappresenta la nostra più o meno diretta estensione.

Ogni pensiero crea, ogni movenza ne attiva altre, ogni pur appena percettibile segno porta ad una qualche espansione in  un qualche altro ritaglio dell’universo di riferimento.

Certe cose ci piacciono, le sperimentiamo in modo molto soddisfacente, o interessante, o simpatico e gentile, altre cose ci divertono meno, e non vediamo l’ora di completarne la scambievolezza.

Altre ancora non ci attraggono per niente, e, allora, visti gli effetti procurati, vorremmo non averle mai incrociate.

Si è accennato molte volte all’esperienza, o sensazione, dell’“amare ed essere amati”. Di come non sia qualcosa che abbia a che vedere [solo] con le relazioni romantiche, o altri tipi di connessioni in qualche modo collegate, le quali ultime, per quanto facciano parte di quegli esercizi che consideriamo confortanti, o divertenti e appaganti, potrebbero in verità, essere più connaturate a credenze, convinzioni e convincimenti, magari in un qualche senso etero indotte, o accortamente inserite nelle nostre elaborazioni cognitive. E di come quell’impressione [dell’amare ed essere amati] costituisca, coinvolga, e infonda invece, nella Luce - l’intero corpo degli atteggiamenti, e movimenti, e disposizioni del nostro essere.

E di come pertanto, debba essere posta, come scelta, potere ed intenzione, a supporto di ogni opzione, direzione, stato, assunti per adempiere al proprio ruolo di ideatori di bene e pace.

Noi siamo appagati quando siamo felici, secondo quello che almeno sembra. Stiamo bene in quell’istante, e vorremmo abbracciare il mondo intero, che percepiamo come un luogo splendido dove vivere e nel quale saggiare ogni forma di emozione.

Non abbiamo paura in quel momento, o, forse, appena quella di non riuscire a rimanere per sempre in quella condizione, nella consapevolezza che nulla permane nell’universo, ed ogni cosa è caratterizzata dal mutamento.

Però, i ricordi sostengono. Così, costruirsi bei ricordi può costituire anch’esso un esercizio molto confortante.

Nella sostanza, amare ed essere amati è uno stato di grazia, e abbraccia ogni segno di qualsiasi sperimentazione posta in essere. È come avvertire sempre una sorta di pienezza, e non necessitare di altro, al di là delle scelte e dei propositi, e del disegno che magari abbiamo precedentemente abbozzato della propria esistenza.

Esso presuppone però delle interazioni, la cui caratteristica è la reciprocità. Una reciprocità peraltro autentica.

Per questo rispondiamo con soddisfazione all’altrui apprezzamento, e alla gratitudine, e alla stima. E all’Onore.

Non è un fatto di averne esattamente bisogno. È solo l’opportunità di poter cogliere l’altro, di avvertire che quella corrente vibratoria non si fermi e, magari, disperda improduttivamente.

Perché, in verità,  ogni scambio equo e luminoso presuppone una pressoché identica intensità nelle direzioni, al fine di nutrire tutti i partecipanti al gioco.  

Che poi è proprio ciò che i co-creatori hanno chiamato Vita. Namasté! - Marius L. -

 
 
 

La celebrazione degli Eroi..

Post n°329 pubblicato il 24 Dicembre 2020 da RoHarLu

 

È strano parlare di guerra in un periodo come questo che dovrebbe essere dedicato alla Pace.

Però, la pace è pace solo se è veramente tale. Perché chi vuole il controllo, e il dominio, sugli altri, ed è in grado di gestire la realtà, perché controlla i mezzi di comunicazione, controlla le risorse finanziarie, e i mercenari, le capre giuda, le pecore e gli addormentati, conserva tutto l’interesse a che nessuno si ribelli, a che tutti siano rimangano docili e sottomessi, come si addice alle valenti vittime compartecipi della loro miseria.

Così potrebbe essere interessante sentire parlare di tregua, di pseudo soccorso, quando tutto va da una sola parte, che è peraltro una porzione minuscola, e senz’anima, dei destinatari dei beni del creatore.

Dio non è così. Il creatore non è così.

Il creatore vuole che tutti abbiano ciò di cui hanno bisogno. Tutte le creature sono le stesse ai suoi occhi, ed egli  non ha piacere a che qualcuno soffra, a che qualcuno abbia la supremazia su chiunque altro.

Mentre da queste parti si parla di pace apparente, e di presunto bene di tutti, e lo dicono esseri che non sperimentano il minimo senso di empatia o di simpatia verso il genere umano del quale peraltro, o non fanno parte, o ne hanno perso la cittadinanza, avendone tradito i principi e lo stesso cuore - altrove, neanche troppo distante, ci sono esseri che lottano senza sosta. Che si sacrificano per l’emancipazione di tutti, per la libertà della terra, per la sovranità piena, vera, completa, autentica, di tutte le vite.

Si tratta di esseri talmente splendidi, talmente coraggiosi, talmente pieni di onore, che fanno pensare, e vergognare, per ciò che facciamo o per ciò che non facciamo. Perché non esiterebbero a dare la vita per ciò in cui credono, che è la libertà, che è la vita, che è la luce, che è l’uno. Anzi, l’uno e basta.

Sono i guerrieri di luce, i padri terrestri, i maestri ascesi, sono tutti i gruppi che stanno lavorando perché la Terra, Gaia, perché tutto il sistema solare, il Sole e i Pianeti, perché tutti gli abitanti di questo sistema, di tutta la Galassia siano di nuovo completamente liberi, sovrani, e vivi.

Sono la Luce.

Così, mentre ci scambiamo auspici di pace, e serenità, e cerchiamo di uscire fuori da questa fanghiglia paludosa, da questo bagno penale dove l’oscurità, pochi insensati esseri che hanno scelto il non amore, attratti dalla morte e dalla distruzione, grazie alla nostra ingenuità e al nostro non agire, e alle nostre lacune nella scelta e nell’intenzione, il mio cuore, per quanto poco percettibile possa essere l’amore che in grado di contenere, insieme a tutta la mia commozione ed emozione, è tutto per loro, con un grazie incommensurabile, immenso, illimitato, infinito.

Perché parlare di Dio è semplice. Esserlo un po’ di meno. E, comunque, molto diverso. 

Un giorno, molto ma molto presto, l’Umanità e l’intero pianeta, saranno liberi. Sommi ed eccelsi.

 

Tutti noi saremo liberi. Di nuovo. E lo dovremo a loro. Pochissimi però, lo sapranno veramente. Ma a loro neanche importerà. Marius L. -Namasté!

 

 
 
 

L’insensatezza del ferire..

Post n°328 pubblicato il 22 Dicembre 2020 da RoHarLu

Noi siamo Infinito. E nell’Infinito che noi siamo, nulla esiste a parte la Vita.

Non esiste morte, non esiste paura. Solo Vita, e ciò che è prima, o ciò che ne è base e fondamento.

Così, qualsiasi esperienza, qualsiasi avventura, qualsiasi sperimentazione, qualsiasi conoscenza, serve solo a “ far passare il tempo”, nell’Infinito.

Arricchiamo di noi stessi la vita. Arricchiamo della sostanza del creatore il creatore stesso.

Scegliamo questo e quello, e questo o quello, perché abbiamo creato le simpatie, le affinità, le preferenze.

Perché abbiamo creato la realtà della scelta.

Noi siamo i creatori, anche nell’ignoranza, nell’amnesia più totale, anche se voluta o provocata da altri.

In verità, non tutte le creature vogliono le stesse cose. Chi va in una direzione, chi in un’altra. Chi sale, chi scende. E incontrarsi non è mai indizio di uguale “peso” o “valore”, o di uguali stato e direzioni, nell’universo di riferimento.

Per questo, l’augurio che ci si possa fare, più di ogni altro, è di essere sempre nell’autenticità.

Si dice che la verità è tale solo se non cambia mai, nel tempo, nello spazio, nei luoghi, nella forma, nella consistenza.

Riportare ciò che si è visto o sentito non è in tale senso esattamente verità. Però, dire come ci si sente, cosa si senta di essere, può esserlo di più.

Tanti sanno – ma tutti dovrebbero saperlo – che questa realtà è completamente artefatta, contraffatta, manipolata.

Chi ha scelto direzioni diverse da ciò che abbiamo chiamato luce, unione, amore, pace, non riesce a non usare quegli strumenti. Perché ha smarrito la via, perché ha esaurito, e spento, la scintilla della sorgente. Perché si è ribellato al creatore.  

Questo origina delle lotte. L’eterna lotta tra luce e oscurità, dove, si dice, chi vince prende tutto.

Sono così in tanti in questo ritaglio di spazio, ancora indeciso [ma non ancora per molto, anzi] sulla parte nella quale stare, che amano l’ostilità, il conflitto, e tutte quelle emozioni poco convenienti che recano così tanta agitazione, e sofferenza, e angosce e dolore.

Per certi versi non si comprende nemmeno come possa accadere. Come si può amare la disarmonia invece che la pace, come si può preferire la paura all’amore, come si può scegliere l’onta, la vergogna, l’infamia, piuttosto che l’onore [?].

Non si comprende.

Eppure lo si è detto. Ognuno sceglie come vuole, e tanti scelgono diversamente.

L’auspicio è però, che qualsiasi cosa si prediliga, si abbia esatta, perfetta, e compiuta cognizione di ogni interesse, di ogni emozione, di ogni effetto.

Si diceva da qualche parte che l’onnipresenza è la perfetta consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni – e pensieri atteggiamenti e movenze – nei confronti di ogni essere e ogni, anche apparentemente infimo o irrilevante, aspetto e frammento della creazione, in ogni tempo, spazio e luogo [seppur questi riferimenti siano pertinenti principalmente a questo Universo].

Essere consapevoli di tutto ciò che possiamo arrecare agli altri, al di là delle aspettative che sono nella gran parte dei casi un gioco oscuro di Matrix, è, allo stato attuale delle nostre acquisizioni, la grazia delle grazie.

Perché Dio [il Creatore] è Uno. E, quindi, può essere solo un fatto di intelligenza, di saggezza e sensatezza evitare di ferire [chiunque]. Namasté! - Marius L.

 
 
 

Scegliere di essere Dio..

Post n°327 pubblicato il 16 Dicembre 2020 da RoHarLu

Noi vantiamo una discendenza diretta dal Creatore.

In verità siamo tutt’uno con lui, tuttavia, nel processo di generazione, si ha un qualche apparente allontanamento da ciò che è l’origine nostra e di tutte le cose.

Per diritto di nascita, abbiamo tutte le prerogative della Sorgente. Così, come da essa è scaturito l’intero universo, e tutti gli altri, secondo quantificazioni e qualificazioni inimmaginabili, da noi potrà scaturire tanto e tanto di simile.

Al momento, questa realtà e questi corpi, e tutto ciò che nostro malgrado ci circonda, ottenebra la nostra mente e corrompe le nostre emozioni. Per questo si accenna sempre al “ricordo” nel percorso verso l’autorealizzazione.

Ricordare le nostre origini, tutto ciò che abbiamo vissuto e co-creato in questo stesso universo. La nostra grandezza [ammesso che quest’ultima abbia un senso], e la magnificenza di tutte le creature.

Dobbiamo svegliarci da questo sonno dove siamo precipitati, e da dove, una parte di creazione “deviata”, anomala, “caduta” nella sostanza, vorrebbe non ci rialzassimo più, per sempre, a costo anche della nostra stessa vita.

Perché ci vogliono morti se non possono dominarci come schiavi.

Per loro non esistono alternative, e, è inutile girarci intorno, non sono come noi. Non in questa ora, almeno.

Per molti, dal sonno ancora profondo, queste indicazioni suonano curiose, se non folli o da psicopatici.

E, in verità, il termine è proprio corretto, ma solo relativamente a coloro che gestiscono, o lo hanno fatto finora, seppur ancora per poco, perché il risveglio non potrà più essere rimandato, almeno per il pianeta e per coloro che lo hanno scelto, questa presunta tangibilità.

La scelta è però fondamentale. E tutti abbiamo diritto di saperlo.

Siamo creatori. Ogni nostro pensiero crea, ai vari livelli e dimensioni. Una parte di noi ne sperimenta subito gli effetti, un’altra in diverso momento, laddove la parte “corporea”, se vibriamo ancora su piani grossolani, in maniera per così dire distanziata nel tempo.

Per questo chi vibra nella cosiddetta quinta dimensione e oltre, manifesta immediatamente, anche nella realtà fisica, qualsiasi cosa voglia e sulla quale veicoli la propria energia e concentri il proprio intento.

Questo comunque, dovrebbe darci delle indicazioni precise, tra le quali, innanzitutto, che dobbiamo stare attenti a ciò che pensiamo, perché tutto prima o poi diventa realtà. E che possiamo tutto, e vivere una vita da “vermi” [pranama anche al verme] non si addice a degli stupendi creatori. Namasté -Marius L.

 
 
 

La bellezza è ciò che contraddistingue la creazione ..

Post n°326 pubblicato il 29 Novembre 2020 da RoHarLu

La bellezza è ciò che contraddistingue la creazione.

In verità creazione, creatore e bellezza potrebbero essere considerati sinonimi.

Per tale ragione uno dei sintomi del processo di risveglio ha a che vedere con l’enorme apprezzamento della bellezza, in qualsiasi forma, modo, svolgimento, essa si manifesti.

La bellezza è ciò che è speculare alla parte più intima di noi stessi, e ciò che alla fine ci rende uno con tutto ciò che discende dal creatore.

Questo non esime da preferenze, opzioni, distinzioni e predilezioni, anche se la bellezza non può non prescindere da ciò che appare consolidato dalla consapevolezza sociale, ad oggi non adeguatamente supportata dalla vera luce, e da ciò che la narrativa dominante, scritta da chi al momento riesce ancora a tratti a gestire il pianeta, controllandone il flusso delle informazioni, vorrebbe imporre come tragitto da perseguire.

Come tutti dicono, la storia è stilata dai vincitori, e da chi ha soggiogato le fonti delle comunicazioni.

La gestione di un sistema di questo genere comporta vari step.

Innanzitutto tende a veicolare continuamente, senza interruzioni, come un bombardamento a tappeto – adoperando anche strumenti di forza, inganno e tradimento - l’informazione che si vorrebbe fosse seguita come vera, ignorando completamente, e senza eccezione alcuna, tutte le altre. Quindi portando ad emarginare e demonizzare, in tutti i modi possibili e immaginabili - socialmente, personalmente, professionalmente, etc. - tutti coloro che, possedendo uno spirito più critico, essendosi attivato il processo di risveglio e innescato il ricordo della propria reale natura – cosa che invariabilmente porta più facilmente a riconoscere le crepe e le contraddizioni di  un sistema corrotto rispetto a quanto il proprio intimo stabilmente e naturalmente suggerisce – non riescono ad accettare la narrativa corrente, ricercando fonti alternative di verità più coerenti e armonizzate con la propria idea di equilibrio e proporzione.

Spesso si sente parlare di “complottismo” e “complottisti”. Senza necessariamente generalizzare, la gran parte di coloro che vengono considerati tali sono spesso proprio i liberi di spirito, coloro che si distaccano in maniera ferma e determinata dal nucleo delle concezioni e pensieri correnti, oltre che dal flusso di dati riversato sul complesso per garantire un determinato risultato che, di frequente, ha a cuore non l’intero insieme ma una sola, e spesso piccolissima, e non obbligatoriamente visibile, parte del “corpo” sociale.

Viviamo ormai un momento in cui non può più essere rinviato il confronto con se stessi, e con la drammatica presa di coscienza che una gran parte della popolazione terrestre non solo non si è ancora risvegliata, ma, forse, non ha nemmeno deciso di approfittare della fine di questo ciclo per sceglierlo.

Essere “svegli” non significa ovviamente ragionare in un modo o in altro, o avere dei convincimenti in un senso o nell’altro. Non qualifica un essere come “dormiente” il semplice fatto che non la pensi come quell’altro che per qualche motivo si consideri un “rinato”.

Il “riavvio” ha a che vedere con la propria reale natura, che porta a vedere tutti i convincimenti, e convinzioni, e conclusioni, come sola sovrastruttura, utili solo e se servono alla libertà del tutto, e si qualifichino come coerenti con l’intrinseca derivazione spirituale di ogni essere.

È risveglio tutto ciò che porta all’espansione, all’apprezzamento, all’armonia e all’unione.  

È risveglio ciò che conduce alla libertà di tutte le creature, e agevola ed elegge quella [libertà] a cardine delle proprie scelte, comprendendo l’autonomia a seguire i propri percorsi di vita e a quant’altro possa essere assicurato nel rispetto del tutto e della globalità, purché non rechi danno o leda alcun essere dell’intero Cosmo.

Siamo in “battaglia” e chi non lo ha capito, o lo nega, dorme o finge.

È una guerra per la libertà, ed è la guerra universale tra luce e oscurità, tra armonia e anomalia, tra amore e paura, tra vita e annichilimento.

Chi è per la vita vede, e onora, gli altri come esseri. Chi è per la morte vede solo se stesso, e non vede e nemmeno considera gli altri. Perché ciò che permette di “vedere” si è in loro spento definitivamente per le scelte eseguite nel pieno libero arbitrio a tutti garantito.

La creazione è semplice e totalmente libera rivelazione della vita. Così, scegliere la vita significa unicamente assecondare la propria forza generatrice derivata direttamente dalla fonte, autorizzandone il volo nell’immensità dell’Infinito intelligente.

Ad ognuno la scelta-   Namasté! Marius L. -

 
 
 

Happy Birthday to Baba..

Post n°325 pubblicato il 22 Novembre 2020 da RoHarLu
Foto di RoHarLu

 

Bhagavan Baba non era per me esattamente un Maestro.

Si dice che fosse un Avatar, o così almeno era considerato dalla gran parte dei suoi “devoti”.

Il fenomeno dell’avatarità è molto più familiare in oriente seppure anche l’occidente abbia vissuto, con il Cristo, un processo similare.

Il termine significa “discesa”, e illustra la manifestazione, la discesa appunto, di Dio, inteso come il Creatore, nella forma umana.

Nei Purana si contano dieci manifestazioni dell’Essere divino, alcuni dei quali descritti come Purnavatar, cioè incarnazioni complete della divinità, riportanti nella sostanza tutte le [sedici] caratteristiche del Supremo.

Bhagavan Baba era considerato, in India e nel mondo tra i suoi seguaci, un Purnavatar, discesa della divinità nella completezza delle proprie qualità e attributi.

Chi scrive si colloca tra quelli che considerano tale Bhagavan Baba.

In verità, chiusi in questi involucri, e con tutta la tecnologia oscura addosso 24 ore su 24 – situazioni che non riusciamo nemmeno a circoscrivere nella loro globalità [e drammaticità] – che producono in noi una sorta di torpore costante, e un oblìo ininterrotto della nostra vera ed essenziale natura, affermare una cosa o un’altra può apparire a tratti eccessivo.

Ma ciò a cui la mente non arriva, il cuore è invece capace di assicurare, e questo è garantito a tutti gli esseri.

Così, se la parte più intima di se stessi, pur tra mille incertezze, problematiche e false flag, riesce a dire la sua con molta, e adeguata, risolutezza, a quel punto nulla di altro riesce ad avere la meglio.

Quando una porzione di spazio è in mano agli oscuri, niente è come sembra, perché la verità, e l’onestà, e l’integrità, non sono considerate in alcun modo priorità.

Quindi, la luce deve intervenire per ristabilire le proporzioni, e riportare tutto nel giusto equilibrio.

Un sogno non è tale fino al risveglio, e non viene considerato inganno per chi vi si trova completamente immerso.

Sai Baba è stato oggetto di indefinite “leggende”, moltissime delle quali molto negative. Soprattutto da chi non conosceva il suo status, e come realmente impiegasse il suo tempo, anche se, in verità, questo non era probabilmente noto neanche a chi viveva fianco a fianco con lui, atteso che un ente multidimensionale non può essere nel senso comune del termine osservato e spiegato.

Certo, questi ultimi non richiedevano, e avevano bisogno, di tante spiegazioni.

Ma, mentre gli ingenui non erano in grado di comprendere, i “nemici”, non avevano alcun interesse a farlo.

Chiunque può vedere, anche ora, testimonianze un pò singolari, e poco lusinghiere, su questo Avatar.

Chi azzarda un’interpretazione, chi ne fornisce un’altra. Ma quale spiegazione può essere fornita di una realtà che chi possiede dei mezzi per i più fantascientifici, riesce a plasmare come vuole?

I cosiddetti controllori, quelli che hanno perso la connessione con il Creatore, e che si sono autoproclamati dei di questa parte di universo, hanno la possibilità di inserire in ogni mente non ancora risvegliata immagini, pensieri, convincimenti, e interi trascorsi di vite – che ciascuno considererà intensamente [ma falsamente] propri.

Quindi, se si vuole distruggere qualcuno – e chi si è assunto il compito e l’onere di “risvegliare” le anime è un enorme pericolo per il sistema di controllo - il problema per loro [i controllori] non si pone. Bastano destinatari ricettivi, con delle “fratture” nei propri campi energetici, e poco schermati.

In verità, di frequente, cadono nella trappola anche coloro che applicano con diligenza i vari sistemi di protezione e schermatura, visto che si approfitta dei loro, anche rari, momenti di debolezza o stanchezza [a volte “grazie” anche a persistenti e prolungate sequele di negatività].

Così bisogna stare più che accorti, almeno fino a quando questo sistema non sarà rientrato, cosa che accadrà a breve, e in parte è già avvenuto, nella completa giurisdizione della Luce.

Pertanto, senza prendere posizione in alcun modo, seppur rimanendo nelle mie più amorevoli e gentili certezze, qualsiasi conclusione dovrebbe sempre essere passata al vaglio di ogni possibile discernimento, oltre che consapevolezza delle molteplici insidie della matrice [matrix].

E questo dovrebbe essere oggetto delle fondamentali in ogni scuola e gruppo spirituale di ricerca, risveglio e crescita personale.

Nel frattempo, io celebro il mio ricordo del Bhagavan, per me Dio e Avatar di questo tempo, nel suo anniversario di discesa in questo mondo, esprimendo dal profondo del mio cuore, per quanto a me possibile, la mia più fervida gratitudine per aver riportato nella mia vita, in un travolgente e frizzante lampo, i più sorprendenti e intensi colori. -Namasté! - Marius L.-

         

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita].

 

 
 
 

È probabile che le nostre prossime scelte

Post n°324 pubblicato il 14 Novembre 2020 da RoHarLu

È probabile che le nostre prossime scelte ci porteranno sempre di più verso i gruppi. E questa sarà un’altra delle grazie che questo momento, pur brutale e difficile, offre a tutti coloro che possono contare su un cuore anche un poco aperto.

La vita nelle varie creazioni non è necessariamente così difficile. Sono le infiltrazioni cupe, che hanno raggiunto nel nostro spazio il livello di guardia, che la rendono così drammatica.

L’oscurità, o meglio tutti coloro che ne sono posseduti, in toto o anche in piccola parte, odiano la luce e quelli che in un senso o in un altro, la rappresentano e ne sono messaggeri.

Ma non è un semplice odio. È molto, molto, di più. È avversione, malevolenza, disprezzo.

E per loro l’estremo diletto è recare danno, e distruggere, in ogni modo possibile e immaginabile, chiunque esprima luce, e la infonda ed espanda, che sono poi le normali peculiarità di ogni lightworker, lightwriter o lighthealer che si rispetti.

Noi non siamo venuti soli. Intere famiglie si sono incarnate insieme per supportarsi, per darsi manforte, per non sentirsi soli.

Ma come avviene in tutte le famiglie, si litiga, ci si scontra, ci si allontana. E l’oscurità, i controllori, e le loro prepotenti tecniche di manipolazione, contraffazione e alterazione, svolgono un grande ruolo in tutto questo.

Più una famiglia, un gruppo, è in qualche modo “potente” nella luce, più è nel loro mirino, e più saranno gli sforzi per dividerlo, annientarlo, schiacciarlo.

Perché come si dice, e “loro” lo sanno, l’Unione fa la forza. E questa è una cosa molto vera. Anzi, straordinariamente,  e in maniera vistosamente esponenziale, vera.

Del resto, più l’energia di un  gruppo è apprezzabile, più è difficile restarci dentro, soprattutto per chi non è ancora perfettamente centrato.

Perché solo rimanendo focalizzati su obiettivo, meta, scopo, e traguardo [condiviso], e tralasciando ogni orgoglio, fisima, preconcetto, convincimento, e follia personale, e conoscendo e tenendo sempre in mente la fondamentale premessa che i controllori possono, e riescono con molta facilità, metterci in testa ogni bizzarra e stravagante idea, e credenza, certezza, insieme ad immagini variegate e a interi film e vite, su questa cosa o su un’altra, su quell’essere o su quell’altro, che possiamo sperare di farcela, e di non scappare ad ogni oscillante emozione, rischiando di ritrovarci isolati, o in compagnie energicamente meno appropriate [perché quest’ultima scelta potrebbe essere ampiamente approvata, e incoraggiata anche, dai tetri controllori].  

Forse questa guerra atavica tra Luce e oscurità finirà a breve, per tanti fortunati, e per i risvegliati. Ma potrebbe essere un merito, e un pertinente pregio, essere riusciti a vedere il luccichio negli occhi di un compagno, e a riconoscerne il tratto di casa, in mezzo a quelle bolge completamente immerse nelle tenebre.- Namasté. Marius L. -

 

 
 
 

Essere consapevoli di ciò che siamo

Post n°323 pubblicato il 25 Ottobre 2020 da RoHarLu

Essere consapevoli di ciò che siamo è nella sostanza tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Anzi, nel momento in cui lo siamo, anche le urgenze acquistano un senso, una direzione, un contenuto, totalmente differenti.

I controllori di questa pseudo realtà hanno invece l’estrema necessità di fare in modo che noi, dimentichi nostro malgrado, e per ragioni per così dire “tecnologiche”, delle nostre origini, ci manteniamo distanti da questa cognizione. Il loro obiettivo è quello di farci sentire “nulli”, impotenti, incapaci perfino di produrre una minima alterazione nel mondo che ci ritroviamo a vivere e sperimentare.

Non possono ovviamente obbligarci, anche se vorrebbero farcelo credere. Ma alla fine, in situazioni in cui, con plurimi e diversificati complotti, congiure e macchinazioni, riescono ad abbassare esageratamente la considerazione di noi stessi, arrivano in qualche modo a persuaderci che non ci siano alternative, e che quello è il massimo a cui possiamo definitivamente aspirare.

Così arrivano persino terapie elettroconvulsivanti per coloro che riescono a “bucare” la coltre dell’ignoranza che hanno posto tra noi, la nostra genesi e il nostro passato [e il nostro futuro anche].

Per questo sarebbe sufficiente solo intendere la nostra essenza, “ricordare” chi siamo, per risolvere il problema di questa anomala concretezza.

Nessuno può forzarci a provare esperienze che non vorremmo. Possono ingannarci e portarci verso quella via, possono raggirarci e, nella nostra estrema “mitezza” e delicatezza, indurci a pensare che sia indispensabile caricarci, ad esempio, di “karma” che non è del tutto nostro, di pensieri che non ci appartengono, e che alla fine raggiungono una stabile collocazione nel nostro spazio vitale, conseguendo risultati drammatici, possono fuorviarci e farci credere di essere poco più che animali, ma non potrà certamente durare in eterno.

Nulla resiste per sempre. E la scintilla che il creatore ha collocato nella nostra più segreta intimità alla fine riemergerà più forte che mai, riconquistando di nuovo il proprio ruolo di guida di ogni espressione che ci concerne.

Semplicemente, dobbiamo fare in modo che la grazia che il dio che noi siamo accorda a se stesso è che quel momento sia Ora. E per sempre. Namasté.-Marius L.

 
 
 

È il tempo della giustizia

Post n°322 pubblicato il 22 Ottobre 2020 da RoHarLu

 

È il tempo della giustizia. E del risveglio.

Prima accade per noi tutti, e meglio è.

Chissà, magari ci risparmieremo tantissime sofferenze inutili e gratuite.

Lo si è detto tante volte, questa è una zona dello spazio al momento soggetta a fortissimi condizionamenti, manipolazioni, costrizioni, oppressioni, e limitazioni di vario ed ogni genere.

In questa estensione sono stati catapultati esseri di ogni risma. Da poeti, artisti, grandi inventori, e patroni del libero pensiero, a esseri che hanno totalmente perso la connessione con la Sorgente, e, per questo, completamente privi di ogni espressione di “umanità”, senza contare coloro che umani non lo sono neanche [riferendoci solo a coloro il cui cuore è completamente oscurato da brame non condivisibili].

Quale folle creatore metterebbe insieme esseri così profondamente diversi tra loro? Probabilmente non il vero creatore, ma chi si spaccia per tale, avendone espropriato un qualche riflesso.

Ma tutto sta cambiando e dobbiamo essere pronti.

Secondo la legge della risonanza, come vibriamo in corrispondenza richiamiamo.

Viviamo la verità, e questa ci verrà incontro. Viviamo la bellezza, e questa ci delizierà. Viviamo l’unione, e questa ci abbraccerà.

Viviamo l’amore, e tutto avrà quella gradazione.

È il tempo della giustizia, la giustizia della luce. Ogni inganno verrà svelato, ogni imbroglio palesato, ogni tradimento rimesso al mittente.

Nessuna aspettativa, nessun regolamento di conti, nessuna irritazione indesiderata.

Solo certezza della nostra essenza, della nostra origine, e dei nostri diritti universali.

E l’esultanza di poter forgiare e manifestare il mondo che abbiamo sempre sognato.

E sperimentarlo, fin quando lo vorremo.  Namasté.-Marius L.

 

 

 
 
 

C’è una guerra in corso, e la posta è la libertà

Post n°321 pubblicato il 08 Ottobre 2020 da RoHarLu

C’è una guerra in corso, e la posta è la libertà. Il creatore ha posto come condizione di questa emanazione la sovranità assoluta di ogni essere.

Ogni essere ha la facoltà, e semplicemente per coerenza di estrazione, ad autodeterminarsi, a definire qualsiasi aspetto delle proprie sperimentazioni, che sono un modo per accrescere la conoscenza dello stesso emanatore.

Forse è complicato crederlo, con tutta questa oscurità attorno, e controllo, manipolazione, prepotenza e follia.

Ma l’alba è vicina, e la Luce consentirà, seppur non si tratti di concessione ma di rispetto e onore - nuove modalità di espressione, garantendo a tutti la più ampia rivelazione delle proprie disposizioni.

Non sarà necessario pretenderlo, né esigerlo. Sarà solo parte di un modello di vita più aderente al nostro diritto di nascita.

Però, nell’attesa, condividendo per il momento questa realtà con molta follia, dobbiamo proteggerci. E il modo è proprio il reclamo a chi si occupa di garanzie e di liberazione.

Che non siamo soli nell’universo non può essere una novità per qualcuno. Che è talmente “affollato” di ogni genere di manifestazione dell’essere, potrebbe essere anch’esso cosa nota.

Quindi, non siamo soli. La luce non è sola. Gli esseri di luce non sono soli.

E sono in tantissimi nel cosmo a desiderare onore e dignità per ogni creatura.

Ci sono organismi chiamati a garantire la giustizia, ad intervenire quando le leggi dell’universo vengono violate a discapito di qualsiasi figlio dell’universo.

È una giustizia vera che tutti possono attivare, che tutti possono sollecitare, nessuno escluso. Una giustizia che dà a tutti una chance anche di “riparare” eventuali errori, se la luce, con tutto ciò che questo comporta, empatia, amorevolezza, è la nostra opzione.

Chi è ancora immerso nell’oscurità potrebbe essere chiuso a queste eventualità. Ma questa è ormai l’età della luce, e questo spazio sarà aperto solo a chi sarà in grado di assicurare armonia e bellezza, ed emancipazione, universale.

Così, chiamiamo a gran voce questa “giustizia cosmica”, e la pace, la gioia, l’attenzione, l’amorevolezza e la gentilezza,, saranno disponibili per tutti, senza l’urgenza di grandi proclami. Namasté.-Marius L.

 
 
 

Il fatto è che siamo in qualche modo frammentati

Post n°320 pubblicato il 06 Ottobre 2020 da RoHarLu

 

Il fatto è che siamo in qualche modo frammentati, “rotti”. Per tutti gli abusi, anche, ma non necessariamente, fisici, che abbiamo subìto, per tutte le atroci esperienze che si sono susseguite nel corso delle vite, per tutte le manipolazioni e suggestioni e influenze, tragiche, drammatiche, angosciose, teatrali, delle quali siamo stati, nostro malgrado, ingozzati. E questo incide anche sulle nostre manifestazioni, nelle quali residua sempre una sorta di imperfezione.

Così imperativo è rimettersi, ricostruirsi, ricongiungersi.

Noi cerchiamo sempre di unirci con qualcun altro, di “metterci” con qualcun altro, di trovare completezze e pezzi mancanti in qualcun altro.

Magari non c’è niente di sbagliato, tuttavia se non ritroviamo in noi quell’unità, o, al limite, quella coerenza, come potremo mai trovarla in altri?

È un po’ come il discorso [già fatto] dell’anima gemella. Se non siamo i migliori amanti di noi stessi come potremo mai esserlo per la nostra anima gemella, che è praticamente noi? Se non siamo in grado di innamorarci di noi stessi, se non ci sceglieremmo mai, neanche fossimo gli ultimi della lista, come possiamo pensare, o solo sperare, che la nostra anima gemella, o anche altre anime compagne, che contengono spesso una porzione di energia di quella, ci scelgano o si innamorino?

Non che non possa accadere. Perché magari amiamo già qualcosa di noi, qualche qualità, qualche atteggiamento, qualche disposizione. E, magari, è quello che ci porta a quella temporanea armonia.

Però, ritrovarci, ritrovare noi stessi, le varie parti di noi, amarle e accettarle, ha un senso di consolante gradevolezza. E di compiutezza.

 

La strada del ritorno è fatta di consecutivi ricomponimenti, riunificazioni. Ritrovando anche negli altri, tutti coloro che nell’onore ci troviamo ad amare, quelle parti del creatore che abbiamo contribuito a rivelare. Namasté.-Marius L.

 

 
 
 

Cogliere l’attimo.

Post n°319 pubblicato il 30 Settembre 2020 da RoHarLu

 

Si dice che bisogna cogliere l’attimo, come indicato anche da Orazio.

In verità, la luce e i maestri insistono sul fatto di vivere, ed essere, costantemente nel presente, visto che la nostra tendenza – peraltro etero indotta, ma non è buona scusa – è quella di crogiolarci e dolerci per un passato che non c’è più, e che, forse, neanche ci appariva così appagante quando “presente”, o di vivere in perenne stato di apprensione che, a volte è terrore altre speranza, per un  futuro che ancora non c’è - nel senso che potrebbe addirittura non essere ancora stato interamente modellato - e che potrebbe non esserci mai, visto che l’unica realtà scandagliabile rimarrà sempre e solo il “presente”.

Vivere nel presente in verità è l’unica modalità di vita, nel senso che solo nel presente la vita ha sensazioni concrete, e può essere toccata, gustata, odorata, compenetrata. Mentre solo nel presente ogni “futuro presente” può essere plasmato e determinato.

In effetti, molte delle “ripetizioni” nel corso delle nostre peregrinazioni, dipendono proprio dalla nostra poca, o meno, abilità di vivere nel momento. Noi “rifiutiamo” frequentemente, per paura, orgoglio, ego, gelosia, e chissà quant’altro - test nella nostra vita che, se saggiati, richiederebbero appena un lampo – e a volte basta poco, una veloce interazione,  un sorriso, un annuncio di gentile disponibilità - ma che quando non indagati diventano veri macigni sulle nostre spalle.  

In tal senso, vivere nel presente significa anche portare a conclusione qualsiasi situazione le cui emozioni associate, pur risalenti a chissà quale remota esistenza, riteniamo in qualche modo o senso incompiute. Nel contempo, la paura raramente riuscirà a arrestare o rallentare qualsiasi audacia o entusiasmo.

Così, risiedere nel presente vuol dire trattare ogni istante per ciò che è, per ciò che rappresenta, per ciò che lo coinvolge, per ciò che lo accompagna… Gli esseri che hai accanto, le cose che ti circondano, le bellezze che puoi vedere, le consapevolezze che puoi sperimentare..

Non rimanerci [nel presente] significa d’altro canto abitare perennemente nel rimpianto.

 

Che poi è semplicemente “non vivere”. –Namasté.. Marius L

 

 
 
 

I primi passi del risveglio

Post n°318 pubblicato il 27 Settembre 2020 da RoHarLu

I primi passi del risveglio sono principalmente caratterizzati da una lotta incessante principalmente con chi ci sta più vicino, il quale ha difficoltà a non ribellarsi si da evitare che qualcosa cambi nel proprio spazio di riferimento.

Seppur nella manifestazione nulla sia immobile o statico, e tutto è in continuo  mutamento, la stragrande maggioranza degli esseri curiosamente si oppone alla benché minima variazione dei propri modelli di pseudo-vita.

Chiaramente ciò dipende prioritariamente dai programmi dell’oscurità, visto che questo permette a quella di dominare in maniera continua e costante gli esseri che ha sottomesso al proprio volere sulla scorta di una folle perversione di possessività.

Riconoscere l’oscurità, e matrix, è estremamente difficile, soprattutto quando ci si trova completamente immersi e avvolti in essa.

Comunque, in massima approssimazione e non in modo esaustivo, possiamo in qualche modo attestare che l’oscurità non è Luce, mentre tende a spacciarsi per una falsa-luce, cercando di offrire anche quella, con i suoi programmi di religione, illusoria spiritualità, possibilità di [ingannevole] ascensione e di [fraudolenta] illuminazione.

La Luce dal suo canto è chiarore e chiarezza, onore e dignità, libertà e liberazione, verità e informazione, unione e unità. La Luce è altresì armonia amorevolezza, nulla avendo a che vedere con manipolazione, controllo, condizionamento, possesso e oppressione. E scopo della Luce è quello di fluire in tutte le direzioni, permettendo al Creatore di espandersi in se stesso esplorando tutte le sue potenzialità.. –Namasté.. Marius L

 
 
 

La realtà che abbiamo scelto di vivere

Post n°317 pubblicato il 24 Settembre 2020 da RoHarLu

 

La realtà che abbiamo scelto di vivere è profondamente manipolata. Chi pensa di essere libero, o di stare seguendo i dettami della propria intelligenza, lo è ancora di più. La manipolazione, il condizionamento, e tutti i vari tipi di influenza, sono molto insidiosi, non si avvertono, a meno che non si sia molto “esperti” [ma anche l’esperto tende a “cascarci”, oltre al fatto che anche questa può rivelarsi un’abilissima adulterazione], e si estendono e penetrano ogni aspetto dei vari movimenti di vita.

Niente di ciò che apparentemente “decidiamo” durante il nostro tempo è veramente “nostro”.

Noi siamo creatori, per ascendenza divina, partecipando della stessa essenza del creatore e, per tramite di quest’ultimo, del primo creatore. Ma nella manipolazione, le nostre creazioni sono condizionate, influenzate, indotte, da altri esseri, e loro tecnologie innescate, che pensano di essere dei, anche se hanno completamente perduto la connessione con la verità primigenia.

Abbiamo a suo tempo accettato volontariamente queste circostanze, perché era l’unico modo per trovarci qui in questo tempo.

Così, è oltremodo opportuno partire da questi assunti per poter riattivare l’emersione dei ricordi, delle memorie perdute, di ciò che siamo stati fin dalla prima emanazione del creatore, e di ciò che siamo, e della nostra vera concretezza.

Ciò che tende alla separazione non è Luce. Ciò che provoca danno non è Luce. Ciò che va contro la nostra essenza divina non è Luce. Ciò che va contro l’essenza divina di chiunque altro della creazione non è Luce.

Ciò che non vive non è Luce. Ciò che non coglie la bellezza del Tutto ciò che È, non è Luce.

Tutto il resto è solo illusione, e come tale va trattato. Per chi ha scelto la Luce. Namasté.-Marius L.

 

 
 
 
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