
Segni di vita su Marte, miliardi di anni fa?
Ancora una volta forse, ma è sempre più vicina la soluzione di questo interrogativo, che ci si pone davanti ad ogni missione marziana.
La Nasa, in una conferenza stampa molto lunga e dettagliata, ha reso pubblico un lavoro scientifico che riporta i risultati di una ricerca, durata un anno intero, su una roccia marziana.
Trovata e osservata dall’ottimo rover di Nasa, Perseverance, fu subito definita molto interessante.
Su questa roccia microbi avrebbero lasciato un segno chiaro, formato da minerali che altrimenti non sarebbero facilmente presenti e parliamo comunque di segni lasciati miliardi di anni fa quando su Marte scorreva l’acqua, e questo è oramai piuttosto certo.
Quindi non microbi, ossia forme di vita conclamata secondo la nostra biologia, ma segni della loro passata esistenza.
Perseverance, il rover robotico di Nasa, ha scoperto nel cratere Jezero, che sta studiando da tempo, questi minerali su una roccia sopra un cumulo di fango indurito, nell’alveo di un fiume del passato.
Il luogo, quindi, è suggestivo per poter pensare a microbi, ma occorre dire subito che, nonostante l’emozione e la concreta certezza del gruppo di ricerca, si pensa anche alla necessità di ulteriori conferme.
Persevarance è atterrato nel cratere Jezero nel febbraio 2021, che sicuramente un tempo era un lago piuttosto importante, da cui partiva un fiume che scorreva lungo il cratere.
La zona, insomma, qualche miliardo di anni fa, era calda e umida, un luogo perfetto per alloggiare, e quindi ritrovare oggi, microbi e le loro tracce.
Oltre alle macchie di leopardo, che sono formate da una parte scura e una interna chiara, la roccia contiene anche delle piccolissime concrezioni, meno di un millimetro, che gli scienziati chiamarono semi di papavero, che contengono vivianite, un minerale di fosfato di ferro.
Sul nostro pianeta questo minerale e altri ritrovati sulla roccia marziana, si formano spesso nei laghi d’acqua dolce, negli estuari dei fiumi e nelle paludi in depositi di sedimenti.
Perseverance, col suo braccio robotico, ha perforato l’argilla e ne ha ora un campione in contenitore assieme agli altri 27 campioni di terreno, prelevati in questi anni, a partire dal febbraio 2021 quando è arrivato su Marte.
Tutti questi campioni in un primo tempo dovevano tornare sulla Terra grazie a una missione molto ardita e complessa, Mars Sample Return che doveva portare su Marte una navetta che avrebbe prelevato i campioni da Perseverance e li avrebbe sparati, verso la terra.
Gli esami e gli studi che si possono fare in un laboratorio terrestre sono di un altro livello di profondità e completezza ovviamente e potrebbero risultare decisivi in questo caso, ma la missione è stata praticamente annullata dai tagli voluti dall’amministrazione Trump, perché le stime dei costi sono salite vertiginosamente a undici miliardi di dollari.
Cercare la vita, una qualche forma di vita, al di fuori della Terra è importante perché potrebbe farci capire che non siamo, per l’ennesima volta, dei privilegiati, ma solo uno dei tanti pianeti, fra miliardi e miliardi di altri, in cui si è sviluppata.
da Internet
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il 21/01/2026 alle 19:18
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