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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Sospese Nell'Aria

Post n°114 pubblicato il 05 Marzo 2007 da Solo_Vita
 

immagineLe senti aleggiare nell'aria elettrica prima dei temporali, in quella impregnata di umidita' delle giornate di nebbia oppure quando il freddo è così intenso da tagliare il fiato.

Le storie delle stazioni puoi percepirle sotto le pensiline scolorite dal sole e dalle gelate di mille anni, leggerle tra i tabelloni rumorosi ed un po' scassati che annunciano i ritardi, intravederle sedute sopra i muretti che per qualche giro di lancetta sono diventati il nido di due cuori innamorati.

Baci bagnati di lacrime, poco importa se per un arrivo o per una partenza, occhi che corrono veloci laggiu', alla fine del mondo, dove i binari si incrociano e quel treno carico di sogni sparisce verso l'inizio di una nuova fase della tua vita. Una vita con te stessa.

E poi ci sei tu, in mezzo a questa disapprovazione che ci circonda. La gente non capisce, non puo' immaginare che cio' che ci lega è piu' grande anche della loro vergogna, del loro perbenismo della domenica mattina.

Sei così maledettamente bella nella tua disperazione.

Quando parli non riesco neppure a capire se sono concentrata sulle tue parole, sulle tue labbra, sui tuoi occhi oppure ancora su quella meravigliosa aurea che ti circonda. Perchè le persone speciali le riconosci, sempre.

Ti rubo i baci, ti accarezzo, cerco i tuoi occhi e mi perdo dentro di te: con le parole, con la bocca, con la lingua e, nei momenti che mi sembra di riuscire a sfuggire agli sguardi del mondo discordante, persino con le dita che scivolano protette dal il nostro abbraccio che censura lo scandalo.

Voglio fermare il tempo, limitare la mia esistenza tra l'istante che stiamo vivendo e i cinque minuti scarsi che ci separano dall'arrivo veloce dell'eurostar. Non voglio che esista altro, non voglio considerare altro, semplicemente perchè non mi serve.

Tra poco giungera' qui un treno che violento mi riportera' alla mia vita, al mio ragazzo, al mio solito lavoro.

Ma ho ancora 300 fottutissimi secondi da dedicarti Amore mio, per baciarti e rassicurarti come solo un uomo saprebbe fare.

Anche se, beh...non lo sono.

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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