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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Post n°159 pubblicato il 24 Marzo 2008 da Solo_Vita
 

Che poi alla fine mi ritrovo sempre qui, da solo, a pensare a perchè le cose debbano prendere sempre una piega così strana ed anomala.

In mezzo alle seimila persona della discoteca piu' grande del centro Italia oppure da solo nel cuore di questa tormenta di neve che per Pasqua mi blocca su un pezzetto di Appennino poco importa.

Le domande sono sempre le solite, seppur con sfumature diverse.

Non è facile accettare che chi conosci da una vita, è cresciuto con te, ti ha guidato, si sia ritrovato di botto con un pendolo affilato sopra la testa.
Un pendolo dalla lama che brama vita, inarrestabile, insensibile a farmaci e al lavoro di bisturi dell'uomo.

Continua a nevicare. Le gomme estive slittano. L'auto sale in seconda ondeggiando al posteriore.

Perchè?

Quale logica guida la Mano che sceglie -Tu sì, tu no, tu domani, tu vai tranquillo- ?

Io non posso credere che le cose debbano andare così.

Ok, con acqua e zucchero non ti stanno curando, ma le mie preghiere sì.

Si, sto pregando. E anche se da tempo non ci vediamo, sono certo che lo senti.

Scavallato il passo appenninico ed iniziata la discesa, la strada si fa migliore e, da lontano, riesco gia' ad intravedere il bagliore della citta' pronta ad accogliere un altro dei suoi figli che stanotte rientra.
Niente piu' neve. Tutto è semplicemente zuppo di fredda pioggia.

Nessuna magia. Non c'è posto qui.

Ed è proprio quello che non si potrebbe
quello che vorrei,
ed è sempre quello che non si farebbe
quello che farei,
ed è come quello che non si direbbe
che direi
quando dico che non è cosi il mondo
che vorrei

non si può sorvolare le montagne
non può andare dove vorresti andare
sai cosa c’è ogni cosa resta qui
qui si può solo piangere
e alla fine non si piange neanche più

ed è proprio quando arrivo lì
che già ritornerei
ed è sempre quando sono qui
che io ripartirei
ed è come quello che non c’è
che io rimpiangerei

quando penso che non è cosi il mondo che vorrei
non si può fare quello che si vuole
non si può spingere solo l’acceleratore
guarda un pò ci si deve accontentare
qui si può solo perdere
e alla fine non si perde neanche più!

Buona fortuna. E un grazie a Vasco per aver parlato del mondo che vorremmo.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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