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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Dal TrentunoDodiciDuemilaotto

Post n°175 pubblicato il 02 Gennaio 2009 da Solo_Vita
 

Ultimi giri d'orologio per quest'anno bisesto. Anno funesto.

Davanti a questo specchio, provo a guardare ma non vedo niente di noto.
C'è uno strano, che mi squadra spaurito, con gli occhi scavati dalla stanchezza e la luce che latita nelle sue pupille.
Ha la mascella tesa, le rughe d'espressione marcate, la pelle grigia. Non mi sembra felice, cazzo...proprio no.
Quasi mi fa pena, anzi me ne fa tanta. Almeno sino a quando non mi accorgo che ha la mia stessa cicatrice sul lato sinistro del naso. Lo stesso piccolo neo sotto l'occhio. La mia stessa felpa preferita.
E allora mi spavento di botto.
Lo riconosco quel tipo, l'ho gia' visto, gia' interpretato per mille serate per troppo tempo. Rovinato dall'alcool, alterato dagli eccessi, indifferente ai sogni.
E la verita' è che non ne posso piu' di camminare sopra quelle vecchie assi di legno del palcoscenico mentre cerco di dargli vita. Mentre lui prende la mia. Sono stanco di indossare quei panni logori e smunti, di guardare le persone come se fossero qualcosa da fottere.
Di non dormire per i rimorsi, di latrare come i cani ai rimpianti, di pensare di essere quello sbagliato sempre e comunque.

E allora per una volta voglio provare a lasciarti chiuso in quello specchio vecchio mio. Sì, proprio tu che mi hai reso noto al grande pubblico, agli amici, alle donne...
Voglio fuggire, anche a trecento all'ora, pur di provare a vivere diversamente. Sono convinto che ci siano ancora pagine belle da scrivere, al di la' delle tentazioni, delle donne facili, delle polveri gettatemi addosso, dell'alcool che puo' stroncarmi il fegato.

Me lo devo, voglio riprovare ad essere contento di me.

Dopo aver toccato il punto piu' basso la risalita è facile. Basta crederci mentre spingi forte.

Buona fortuna.

---Ogni tanto sogno quei periodi assolutamente felici, limpidi, meravigliosi.

Di quelli senza asterischi con la spiegazione rimandata in calce al documento, scritta in piccolo e piena zeppa di cose orribili, di clausole vessatorie, di vita da rendere.

Ecco, cosa vorrei.

E' questo il contratto che vorrei firmare.----

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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