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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Cuore

Post n°211 pubblicato il 14 Agosto 2013 da Solo_Vita

E se ogni tanto ci si potesse spogliare del cilicio? Se l'assurda zavorra che schiaccia sul fondo non fosse cucita alla carne viva?

Ci hai pensato l'altra sera quando, per un istante, il mondo non ti ha fatto schifo come al solito. Per un attimo sei stato quasi sereno, le nubi scure hanno lasciato posto ad un bel cielo indaco, intatto, dolcissimo.
E' stato facile ricordare che oltre le colline che puoi vedere da quella terrazzina sopra al vialetto, beh, oltre c'è il mare. Quello vero, fatto di sale, sabbia, sogni, gabbiani, iodio che entra nei polmoni e placa l'irrequietezza.

Chissà perchè si è aperta una falla nella capacità di autodistruggerti: sei sempre così bravo a sminuzzare ogni vibrazione positiva in coriandoli che un'interruzione di questa attività ti ha destabilizzato.
Un altoforno destinato a fondere energia ed emozioni per poi creare il veleno destinato ad una soluzione iniettabile di rara efficacia ha subito una battuta di arresto.
Hanno suonato allarmi, si sono accese un sacco di spie intermittenti, qualcosa dentro di te ha urlato di paura.
Avere per un attimo la consapevolezza che l'Amore è raggomitolato in te come un piccolo ghiro in letargo, cogliere una volta  tanto nitida la differenza tra il sonno e la morte, riuscire addirittura a sentire quella fragranza nell'aria.

Eppure è successo.

A volte basta una parola, una citazione, un segno. Il vento cambia di colpo, la vela si gonfia, il diaframma torna a dilatare e contrarre completamente i polmoni. Il cuore si ossigena ed accelera il battito, la pressione sale, la vita torna a irrorare i tessuti dal centro alla periferia.
E tu riesci a rimetterla a fuoco, anche da lì, anche se Lei sino a quel momento ha fatto di tutto per essere trasparente come un pensiero segreto.
Perchè poco importa se fuori dalla finestra la città è gelida ed innevata. Se le strade sono di un cristallo scivoloso. Se quando il vento surfa sulla grande pianura imbiancata emette un sibilo che assomiglia a quello davanti alle porte dell'inferno.

Il pensiero va sempre, esattamente, dove il cuore lo porta. Ad un passo da te.

Buona fortuna.

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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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