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Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
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AMORI
Post n°196 pubblicato il 26 Agosto 2013 da antonioi0
Tu, però, concediti con riluttanza, come chi è costretta (questo puoi farlo): le tue carezze siano mute, Venere sia ostile. Se i miei voti hanno un qualche valore, desidero che anch'egli non ne tragga alcun piacere; se no, che almeno non ne tragga alcun piacere tu. Ma tuttavia, comunque si concluda la vicenda di questa notte, domani tu dimmi e ripetimi che non ti sei concessa a lui.
Era l'ora della calura e il giorno aveva già compiuto metà del suo cammino; io mi gettai sul letto per dare ristoro alle membra. Una parte della finestra era aperta, l'altra era chiusa e c'era quella penombra che si suol trovare nei boschi, o al crepuscolo, quando il sole tramonta, o quando la notte è ormai lontana eppure non è ancor spuntato il giorno.
Questa è la luce da offrire alle fanciulle pudiche, perché in essa la loro riservata timidezza possa sperare di trovare un rifugio. Ecco, Corinna avanza velata appena dalla tunica slacciata, con i capelli che scendono da un lato e dall'altro a coprirle il candido collo, come si racconta che si accostassero al talamo la bella Semiramide e Laide amata da molti.
Le strappai la tunica; trasparente com'era non dava molto fastidio, ma tuttavia ella resisteva per essere coperta almeno dalla tunica; ma, poiché lottava come chi non ha alcun desiderio di vincere, fu vinta senza troppa fatica con la sua stessa complicità.
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