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Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
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AMORI
Post n°209 pubblicato il 08 Settembre 2013 da antonioi0
Neppure reca danno il fingere l'amore: lascia che creda di essere amato; bada solo che questo amore non sia senza ricompensa. Nega spesso le tue notti: una volta fingi un'emicrania; un'altra sarà Iside e fornirti un pretesto. Poi accoglilo nuovamente, perché non si abitui a subire questa situazione e il suo amore spesso respinto non si raffreddi.
La tua porta rimanga sorda a chi si limita a pregare, si apra a chi reca doni; l'amante accolto in casa ascolti le parole dell'escluso; e talvolta adìrati con chi hai offeso come se fossi stata offesa tu per prima: la tua colpa, compensata dalla sua, perde importanza.
Ma non dedicare mai troppo tempo all'ira: spesso l'ira prolungata ingenera odio. Anzi, i tuoi occhi sappiano versare lacrime a comando e, ora l'uno ora l'altro, bàgnino di pianto le guance; e se vorrai ingannare qualcuno, non esitare a spergiurare: Venere, quando si tratta di faccende amorose, rende gli dèi sordi. Siano pronti a spalleggiarti uno schiavo e un'ancella scaltra, che sappiano ben consigliare che cosa ti si possa comprare e chiedano poco per sé: se chiederanno poco a molti amanti, dopo breve tempo, a forza di pagliuzze, metteranno insieme un bel mucchio; anche la madre, la sorella e la nutrice pelino l'amante: si fa' presto un buon bottino quando le mani che arraffano sono molte.
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