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CULTURA E GIUSTIZIA
 

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GIUSTIZIA

Post n°726 pubblicato il 20 Marzo 2015 da antonioi0

Lun. 16 - Italia maglia nera tra i grandi Paesi europei per lungaggine della giustizia civile. Questo uno dei risultati del terzo quadro di valutazione sulla giustizia presentato la scorsa settimana dalla Commissione europea. Bruxelles nelle sue conclusioni ha sottolineato come «nel 2013 l'efficienza, qualità e indipendenza dei sistemi giudiziari nell'Unione europea sono migliorate, tuttavia la situazione varia sensibilmente da uno Stato membro all'altro, a seconda dell'indicatore considerato». In particolare la Commissione ha evidenziato che «sono proseguiti gli sforzi per potenziare l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nei tribunali», e rimarcato come «oltre il 20% dei giudici ha partecipato a una formazione continua sul diritto comunitario o sul diritto di un altro Paese membro», risultato nettamente superiore all'obiettivo annuale di formare il 5% dei professionisti del diritto, con il traguardo, entro il 2020, di formarne il 50%. Il rapporto mostra che «la maggior parte degli Stati membri consente al pubblico di accedere gratuitamente online alle sentenze civili e commerciali», e poi denuncia che «maggiore è il grado di giudizio, minore la percentuale dei giudici donna». Nel campo dell'equilibrio di genere l'obiettivo che risulta più lontano è quello annunciato dalla Commissione per le Corti supreme, con un rapporto donna-uomo del 40-60%. L'Italia, in particolare, si conferma maglia nera tra i grandi Paesi europei per la lungaggine dei procedimenti civili. Nel nostro Paese nel 2013 (ultimi dati rilevati dalla Commissione) ci sono voluti in media quasi 400 giorni per arrivare a una sentenza civile di primo grado, più del doppio che in Germania, oltre 100 giorni in più che in Francia e Spagna. I risultati del terzo quadro di valutazione della giustizia nell'Unione europea sarà preso in considerazione per delle analisi specifiche per paese del Semestre europeo 2015, e anche per decidere le priorità di finanziamento nell'ambito dei Fondi Strutturali e di Investimento europei (fondi ESI), per quanto riguarda le riforme della giustizia. Il Commissario europeo alla Giustizia, Vra Jourová, ha dichiarato: «Nel 2014 la maggior parte degli Stati membri era impegnata a riformare il proprio sistema giudiziario. Una maggiore efficienza dei sistemi giudiziari si tradurrà in una maggiore fiducia reciproca tra gli Stati membri. E sappiamo che le riforme della giustizia richiedono tempo per produrre risultati». 

 
 
 
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