Post n°2748 pubblicato il
19 Luglio 2020 da
antonioi0
LA PROMOZIONE DELL'ATTIVITÀ MOTORIO – SPORTIVA
Non ci sono più dubbi sul fatto che l’attività motoria sia un fattore di prevenzione indispensabile per raggiungere e mantenere buoni livelli di salute e benessere.
Andrebbe proposta fin dai primi anni di vita ma obbligatoriamente dall’inizio del percorso scolastico per compensare tutte le ore di blocco forzato tra i banchi di scuola. Sarebbe importante che scuola e famiglia proponessero al bambino varie esperienze per individuare quella preferita, coinvolgente e più adatta per lui. Teniamo presente che la formazione della persona nel suo complesso è la finalità principale del nostro lavoro nei diversi ambiti in cui si esplica: scolastico, ricreativo, sportivo, rieducativo, ecc... e che la massima valorizzazione del nostro lavoro si raggiunge con l’applicazione delle conoscenze e delle esperienze attualmente maturate nel campo delle scienze motorie e tramite una metodologia idonea all’età. In poche parole è necessaria la grande professionalità dell’operatore. E’ pertanto utile sapere che:
L'auxologia è una scienza medica (dottrina della crescenza) che studia e cura la crescita della persona dal concepimento all' età adulta con un approccio multidisciplinare che coinvolge molte specialità mediche (pediatria, endocrinologia, fisiologia, epidemiologia, neurologia, dietologia, antropometria, ergonomia, socioeconomia, antropologia, igiene, sociologia),
L’infanzia è quel periodo di vita compreso tra la nascita e la pubertà. In questo periodo si generano la maggior parte delle condizioni che determinano la corretta formazione di una persona sana e vi sono i rischi maggiori per lo sviluppo fisico (malnutrizione, malattie), psichico (abbandoni, maltrattamenti) e sessuale (abusi).
La pubertà è il periodo di maggiori cambiamenti fisici attraverso i quali il corpo di un bambino diviene un corpo adulto capace di riproduzione. Le differenze tra bambini e bambine prima della pubertà sono limitate. Durante la pubertà, si sviluppano notevoli differenze di dimensioni, forma, composizione e funzione di varie strutture e apparati del corpo. Oltre allo sviluppo dei fattori tipicamente sessuali, c’è l’aumento delle ghiandole sudoripare, della lunghezza delle corde vocali, la diversa proporzione tra massa muscolare, massa ossea e tessuto adiposo.
L’inizio della pubertà può essere ritardato da una intensa attività sportiva, specie se associata ad un basso peso corporeo o a disturbi alimentari ed è influenzata da fattori genetici ed ambientali che rendono molto soggettivo il suo inizio.
La pre-adolescenza e l’adolescenza sono il periodo di transizione psicologica e sociale tra l'infanzia e l'età adulta. L'adolescenza si sovrappone in larga parte al periodo della pubertà ma i suoi confini sono definiti in modo molto vago, e si riferisce tanto alle caratteristiche psicosociali e culturali dello sviluppo, quanto ai cambiamenti fisici della post-pubertà.
LE FASI DELLO SVILUPPO PSICO-FISICO
Le teorie dell’accrescimento definiscono fase di turgor quella in cui avviene un aumento della massa e del peso corporeo e fase di proceritas quella in cui avviene uno sviluppo e un aumento in altezza.
CARATTERISTICHE DELL’ETÀ’ 0-4 ANNI
Caratteristiche Auxologiche: fase di Turgor I . La specie umana acquisisce molte delle sue caratteristiche psicofisiche dopo la nascita, poiché il cervello non completa il proprio sviluppo durante la gestazione bensì dopo. Intorno ai 6 anni il peso del cervello del bambino è il triplo di quello della nascita.
Caratteristiche Fisiologiche: La crescita è in costante e continuo aumento perciò i cambiamenti fisici e gli aggiustamenti posturali sono continui. L'infanzia è una fase di grande plasticità biologica che favorisce la progressiva acquisizione di competenze psicomotorie, emozionali e cognitive, competenze che sono anche influenzate dall'ambiente in cui il bambino cresce.
Caratteristiche Psicomotorie: Durante la crescita il bambino modifica il proprio comportamento sulla base dell'esperienza mentre si consolidano e si perfezionano le capacità percettive. L’acquisizione della postura eretta, la capacità di camminare, la capacità di comunicare sviluppano la possibilità di relazionarsi con l’ambiente e con gli altri. Fino ai 4 anni si deve lavorare a livello propriocettivo e si cominciano a sollecitare gli schemi motori di base (correre, saltare, strisciare, arrampicarsi, ecc.). Il gioco dovrebbe essere di puro divertimento, non competitivo. L’invenzione, la fantasia nel giocare passa dal gioco singolo al gioco con gli altri. L’adulto dovrebbe dare spunti ma non interferire, lasciare che siano i bambini a creare il loro gioco adatto al mondo fantastico in cui si trovano e di cui l’adulto non fa parte.
Caratteristiche Psicologiche: cogliendo solo l’aspetto più esteriore, è molto facile etichettare un bambino con giudizi (“è pigro, è timido, è scatenato”, ecc…) che rischiano di immobilizzarlo in stereotipi; è invece opportuno cercare di capire cosa lo spinge a comportarsi in quel modo. La timidezza può derivare da un bisogno di sicurezza e di stima. L’aggressività può scaturire da una scarsa conoscenza e controllo della propria energia che trasforma i gesti in azioni eccessive. Il bambino oppositivo spesso è un iper-emotivo e un insicuro che pone una barriera difensiva tra sé e gli altri con i suoi “no”.
CARATTERISTICHE DELL’ETÀ’ 5-6 ANNI:
Caratteristiche Auxologiche: fase di proceritas I, l’accrescimento staturale supera quello ponderale provocando magrezza, torace stretto e forza muscolare inadeguata all’allungamento scheletrico. Fra il quinto e sesto anno il bambino raggiunge il 60% della sua statura globale e si assiste al primo allungamento della figura, mentre la dimensione del suo cervello è già al 90% rispetto a quello adulto.
Caratteristiche Fisiologiche: la maturazione degli apparati cardio-respiratorio consente un progressivo miglioramento del VO2max (massimo consumo di ossigeno); la minore gittata sistolica è compensata dalla più elevata frequenza cardiaca massima che può arrivare anche ai 210/220 batt/min. La ventilazione meno profonda è compensata da una frequenza degli atti respiratori più elevata (anche 60 respirazioni al minuto).
Caratteristiche Psicomotorie: Avendo una minore attività degli enzimi legati al meccanismo anaerobico, a questa età i bambini sono più adatti al lavoro aerobico. Hanno un discreto equilibrio statico ma sono carenti in quello dinamico così come è scarsa la coordinazione oculo-manuale. Ama i giochi di imitazione ed esplorazione.
Caratteristiche Psicologiche: a questa età risente ancora del processo di identificazione col genitore dello stesso sesso da cui dipende per la strutturazione della sua personalità. La sua naturale curiosità lo porta a fare domande ed insieme alle risposte gli si possono dare piccoli compiti che lo responsabilizzino e che aumentino la sua autostima. E’ desideroso di approvazioni ma è ancora piuttosto egocentrico quindi ha scarso senso sociale e di collaborazione. La memoria sta migliorando così come la sua capacità di attenzione; comprende la differenza tra bene/male ma va aiutato a prendersi la responsabilità dei suoi comportamenti. E’ sensibile alle sollecitazioni, ai rimproveri ed alle gratificazioni, se contrariato si ritira e si chiude in se stesso.
CARATTERISTICHE DELL’ETÀ’ 7-8 ANNI
Caratteristiche Auxologiche: il bambino si trova alla fine della Proceritas I o all’inizio del Turgor II con un incremento ponderale e un primo sviluppo della forza muscolare.
Caratteristiche Fisiologiche: La frequenza cardiaca a riposo scende a circa 85/90 batt/minuto,
Caratteristiche Psicomotorie: Lo schema corporeo (conoscenza di sè) benché ancora carente, è in fase di organizzazione. Gli schemi già appresi precedentemente possono essere ripresi nei loro particolari per giungere ad una esecuzione più fine ed armoniosa dei movimenti. La motricità di questo periodo è caratterizzata da agilità, rapidità e scioltezza.
Caratteristiche Psicologiche: a questa età ha un grande interesse per il proprio corpo; è ora più cosciente della propria posizione sociale e tende a perdere il suo naturale egocentrismo. Il bisogno di realizzarsi si fa sentire per diventare evidente verso gli otto anni. Il gusto della creatività si accentua in relazione anche ai modelli che l’adulto saprà dargli. In questa fase evolutiva vi è uno spiccato senso di industriosità. A 7 anni il bambino entra in un mondo di paure perché è in grado di valutare e giudicare se stesso, fa i confronti tra se e gli altri, e vede dove gli altri fanno meglio di lui. Si è passati da un’autostima alta ma fragile (6 anni) ad un’autostima bassa per eccesso di autocritica.
CARATTERISTICHE DELL’ETÀ’ 9-10 ANNI
Caratteristiche Auxologiche: il bambino si trova al termine della fase di Turgor II o, per alcune femmine, all’inizio della pubertà. La lordosi lombare è definitiva e la statura ha raggiunto il 75% di quella globale. I muscoli flessori sono più sviluppati di quelli estensori tanto che, in questo periodo, è abbastanza frequente nei bambini l’atteggiamento cifotico.
Caratteristiche Fisiologiche: in questa età ci potrebbero essere individui in fase di pubertà anticipata in cui si presentano già i caratteri sessuali secondari. Se nell’organismo vengono accelerati anzitempo i meccanismi di crescita si verificano enormi cambiamenti che causano notevoli sconvolgimenti, fisici e psicologici nel bambino.
Caratteristiche Psicomotorie: è notevole la capacità di acquisire nuove esperienze motorie e di sostenere agevolmente un’attività fisica anche protratta nel tempo. Il bambino è pronto ad assimilare le proposte dell’insegnante ed a trarne il massimo profitto: è un’età d’oro per l’apprendimento motorio. Entrambi i sessi posseggono lo stesso grado di forza e riescono ad eseguire gli stessi esercizi con pari abilità.
Caratteristiche Psicologiche: è questa la fase delle operazioni concrete; il bambino inizia a mettere in relazione il proprio comportamento con le conseguenze che ne derivano, comprendendo il concetto causa/effetto. Il mondo sociale acquista una maggiore importanza, i modelli da imitare non sono più solo i genitori ma anche gli altri adulti e i compagni. Con la formazione del super-Io il bambino si avvia ad agire sulla base di regole, prima interne e poi del gruppo; ciò implica anche il controllo dell’emotività e dell’impulsività.
CARATTERISTICHE DELL ETÀ 11 - 14 ANNI:
Caratteristiche Auxologiche: i bambini si trovano nella fase di Proceritas II, ed iniziano la fase della pubertà, mentre le bambine a 13/14 anni sono generalmente già al termine del periodo puberale. L’attività sportiva può anticipare l’arrivo della maturazione sessuale. E’questa la fase più critica del processo evolutivo. La statura raggiunge, in questo periodo, circa l’80% del globale e il battito cardiaco può scendere sotto gli 80 battiti al minuto. L’accelerazione dell’allungamento è enorme e la forza muscolare subisce un buon incremento
Caratteristiche Fisiologiche: vi è la massima funzionalità del sistema endocrino, l’aumento ponderale e morfologico di tutti gli organi interni e degli apparati, anche se non correlati da eguale sviluppo funzionale. L’allungamento muscolare è in sintonia con quello osseo.
Caratteristiche Psicomotorie: l’allungamento osseo e il conseguente stiramento muscolare provocano il regresso dello schema corporeo che si era completamente strutturato; i movimenti divengono più scoordinati, la goffaggine è diffusa, vi è una diminuzione dell'equilibrio, mentre la buona disposizione alla mobilità articolare del primo periodo si riduce con lo sviluppo della forza. A questa età si acquisisce l’amore per l’attività motoria e per gli sport codificati.
Caratteristiche Psicologiche: si assiste ad instabilità emotiva, insicurezza alternanza di rendimento, labilità dell’attenzione e concentrazione causati dalle enormi modificazioni a cui il ragazzo è sottoposto. Iniziano i problemi con le istituzioni-autorità, la fase della trasgressione, e la ricerca di un leader. Si consolida l’attività collaborativa coi compagni, ed è in grado di assumersi responsabilità e di accettare ruoli all’interno del gruppo.
CARATTERISTICHE DELL’ETÀ 15 – 18 ANNI:
Caratteristiche Auxologiche: in questa età ci sono molte differenze tra maschi e femmine. Queste ultime sono ormai in fase post-puberale di Turgor III mentre i maschi sono ancora alla fine della Proceritas II o inizio del Turgor III. Per questo, generalmente, i maschi raggiungono una statura maggiore che comunque, in questo secolo, termina definitivamente verso i 17/18 anni.
Caratteristiche Fisiologiche: migliorano tutti i parametri funzionali: il trofismo funzionale è buono o più che buono; il cuore aumenta il suo volume e la sua forza contrattile e aumenta anche il calibro dei vasi sanguigni; gli scambi gassosi divengono più favorevoli.
Caratteristiche Psicomotorie: l’arresto della crescita in altezza porta ad una armonizzazione delle proporzioni con conseguente miglioramento delle capacità coordinative. E’ un periodo favorevole per l’apprendimento e l’assimilazione di complessi schemi motori; migliora la produzione motoria tecnica anche di alto livello. E’ la seconda età d’oro dell’apprendimento motorio. E anche il periodo della scelta, spesso definitiva, di una specifica attività sportiva che può influenzare lo sviluppo globale della personalità.
Caratteristiche Psicologiche: migliora l’equilibrio emozionale in seguito alla stabilizzazione e alla regolazione ormonale. La capacità di applicazione allo studio e all’esercizio fisico aumentano sorretti dalla motivazione. Si realizza il comportamento ipotetico-deduttivo, la ricerca della norma come riferimento applicativo e la ricerca di un’attività sportiva come modello di comportamento. Vi è una buona capacità critica e di autocontrollo.
A questo punto è doveroso sottolineare che le varie fasi di proceritas e turgor (secondo le leggi di Stratz, Godin e Viola) non avvengono puntualmente e non seguono l’età anagrafica bensì sono legate a fattori personali, per cui individui della stessa età possono essere in due fasi differenti.
(Da: Bin, Tosi “Perché, Come, Quando Tappe dello sviluppo auxologico, psicomotorio, fisiologico, psicologico dei ragazzi da 9 a 16 anni” S.S.S., Roma 1984.)
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