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Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
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Legge n. 241/1990
Post n°3220 pubblicato il 15 Ottobre 2021 da antonioi0
Legge n. 241/1990
seguente lavoro ha come oggetto l’analisi dell’evoluzione del diritto di accesso a partire dalla Legge n. 241 del 1990 sul procedimento, passando per la Riforma Madia (D. Lgs. 97 del 2016) che ha introdotto l’accesso civico generalizzato fino al recente Regolamento Europeo in tema di Privacy, ovvero il GDPR (General Data Protection Regulation) n. 675 entrato in vigore il 25 maggio 2016 e che prevedeva la data del 25 Maggio 2018 quale termine ultimo per tutti gli Stati Europei per conformarsi alla nuova legge sulla Privacy. Il diritto di accesso va inteso come espressione della partecipazione degli individui all’attività amministrativa e quindi, è strettamente connesso alla c.d. trasparenza amministrativa il cui obiettivo fondamentale è quello di assicurare il buon funzionamento dell’attività svolta dalla Pubblica Amministrazione al fine di evitare il verificarsi di fenomeni di corruzione all’interno degli enti pubblici garantendo il rispetto dei principi di imparzialità, di legalità e di buon andamento che costituiscono i cardini dell’attività amministrativa così come indicato dall’art. 97 della Costituzione. Negli ultimi anni però, a fronte di una rapida e veloce evoluzione tecnologica si è determinato l’emergere di nuovi diritti e la conseguente esigenza di tutelarsi in modo adeguato. Infatti, è proprio in quest’ottica che si inserisce il diritto di accesso e la previsione di una normativa ad hoc.
Alla base del presente lavoro vi è la trattazione di tre leggi fondamentali: la Legge n. 241/1990 che fa riferimento al diritto di accesso documentale; il Decreto Legislativo n. 33/2013 che, oltre ad introdurre la tematica dell’accesso civico semplice, si occupa anche della prevenzione e della repressione della corruzione all’interno delle pubbliche amministrazioni; infine, il Decreto Legislativo n. 97/2016, c.d. Foia Italiano, che introduce la nuova fattispecie dell’accesso civico generalizzato che ha apportato profonde innovazioni all’interno della burocrazia italiana dato che chiunque ha la possibilità di richiedere alle amministrazioni ulteriori dati e documenti rispetto a quelli per cui vige l’obbligo di pubblicazione. A questa importante e cospicua normativa italiana poi, bisogna aggiungere il recente Regolamento Europeo, GDPR n. 675/16, che costituisce la nuova legge sulla privacy. Infine, tale analisi evidenzia come, nel corso di questa evoluzione normativa, il legislatore abbia cercato di bilanciare, da un lato, l’esigenza di trasparenza nell’attività e nella documentazione tenuta dalla Pubblica Amministrazione che si estrinseca proprio nella richiesta di acceso agli atti, dall’altro invece, il diritto alla privacy, ossia alla protezione dei dati personali, soprattutto quelli sensibili, disciplinati dal c.d. Codice della Privacy
(Decreto Legislativo n. 196 del 2003). |

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