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Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
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TERREMOTO E RICOSTRUZIONI IN IRPINIA IL RESTAURO E I PIANI DI RECUPERO DEI CENTRI STORICI MINORI.
Post n°3491 pubblicato il 28 Giugno 2022 da antonioi0
E POICHÉ IN ITALIA NON ESISTE UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CIVILE CHE COORDINI LE OPERAZIONI DI SOCCORSO, È ACCADUTO CHE IN ALCUNIPAESI, COME LIONI O SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, CHE NEL GIRO DI POCHI GIORNI SONO DIVENTATI MOLTO POPOLARI GRAZIE ALLATV, SI CONCENTRASSERO MOLTE UNITÀ DEI VIGILI DEL FUOCO, DELL’ESERCITO, DEL SOCCORSO AEREO DELL’AERONAUTICA MILITARE, E CENTINAIA DI VOLONTARI, MENTRE ALTRI PAESI RESTAVANO SGUARNITI.
LA SITUAZIONE DEI CASOLARI, ISOLATI NELLA CAMPAGNA O AGGRAPPATI AI FIANCHI DELLE MONTAGNE, È ANCORA PIÙ DIFFICILE. MENTRE PER I PAESI PIÙ IMPORTANTI IL QUARTIER GENERALE DEI SOCCORSI, DIRETTO DA ZAMBERLETTI, DISPONE DI UNA SERIE DI FOTOGRAFIE AEREE, CHE CONSENTONO DI RENDERSI CONTO DELL’AMMONTARE DEI DANNI, E ANCHE DELLA POSSIBILITÀ DI RICUPERARE DALLE MACERIE DEI SEPOLTI VIVI, PER I CASOLARI DI CAMPAGNA NON ESISTE NULLA DEL GENERE. (…) SE IL NOSTRO PAESE DISPONESSE, COME LA MAGGIOR PARTE DELLE NAZIONI, DI UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CIVILE CONTRO LE CALAMITÀ NATURALI, SAREBBE STATO POSSIBILE SALVARE MOLTE VITE UMANE” (G. BALLARDIN, CON UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CIVILE POTEVAMO SALVARE ALMENO CINQUECENTO VITE, IN «CORRIERE DELLA SERA», 9 DICEMBRE 1980.)
POLIZIA, NON PERMISE AL COMMISSARIO STRAORDINARIO20, NOMINATO GIÀ IL 24 NOVEMBRE21, NELLA PERSONA DELL’ON. ZAMBERLETTI, DI POTER RAGGIUNGERE PIÙ AGEVOLMENTE UN MAGGIOR NUMERO DI AGGREGATI PERIFERICI. PERTANTO, CON FREDDEZZA E UN PO’ DI, ORMAI INEVITABILE, CINISMO SI DOVETTE PROCEDERE AD UN SCELTA: INTERVENIRE LÌ DOVE MAGGIORE ERA IL NUMERO DI VITE UMANE DA SALVARE. GIÀ POCHI GIORNI DOPO IL SISMA, RIMBALZANO SUI QUOTIDIANI LE PRIME CRITICHE, LE REAZIONI POLEMICHE, LE ACCUSE DI SCARSA EFFICIENZA, RELATIVE AI RITARDI DEI SOCCORSI, E IL CONSUETO RIMPALLO DELLE RESPONSABILITÀ. IL CAPO DI STATO MAGGIORE, L’AMMIRAGLIO TORRISI, RISPONDE CHE LA CAUSA PRINCIPALE RISIEDEVA NELLE CONDIZIONI TERRITORIALI DI QUELLE ZONE IMPERVIE GIÀ NORMALMENTE, LA CUI ACCESSIBILITÀ ERA PEGGIORATA CON IL DISSESTO DEI COLLEGAMENTI PROVOCATO DAL SISMA. AGGIUNGE POI CHE BENCHÉ L’ESERCITO FOSSE PREPOSTO ANCHE AD UN SERVIZIO DI PROTEZIONE CIVILE NON ESISTEVA UNA MENTE CHE COORDINASSE MATERIALMENTE TUTTI I DISTACCAMENTI, DA QUELLO CENTRALE A QUELLI PERIFERICI, SICCHÉ LA CONFUSIONE, DATA ANCHE DALLA NECESSITÀ DI ESPLETARE OPERAZIONI BUROCRATICHE PRIMA DI MANDARE UN CORPO MILITARE SU UN “FRONTE”, FU NORMALE CONSEGUENZA. MA IL PROBLEMA NON ERA SOLO IL COORDINAMENTO GENERALE, ANCHE NEGLI ORGANISMI PERIFERICI CI FURONO RALLENTAMENTI ABNORMI: LE REGIONI E LA CLASSE POLITICA E BUROCRATICA MERIDIONALE ERANO SCANDALOSAMENTE LATITANTI, ABITUATE SOLO A GESTIRE LA FEUDALIZZAZIONE POLITICA DEGLI INTERVENTI22. NEL FRATTEMPO I CORPI SI AMMASSAVANO, A VOLTE NEANCHE RICONOSCIUTI, AI LIMITI DEI PAESI, E SI AFFACCIAVA IL PERICOLO DI UN’EMERGENZA SANITARIA23. LA GENTE AVEVA BISOGNO DI ESSERE RIPARATA; LE TENDE, IN TUTTA ITALIA PARE FOSSERO SOLO MILLECINQUECENTO, STAVANO ARRIVANDO DALL’AMERICA E INTANTO GIUNGEVANO POCHE ROULOTTE DONATE DAI PAESI EUROPEI.
LA PRIMA SOLUZIONE PROPOSTA DAL COMMISSARIO, CONTRO LA PERMANENZA ALL’ESTERNO IN SITUAZIONI DISAGIATE DELLA MAGGIOR PARTE DEGLI IRPINI, FU QUELLA DELL’ARRETRAMENTO, OVVERO L’ESODO, L’ALLOGGIAMENTO SEMITEMPORANEO SULLE COSTE, IN CASE DI VILLEGGIATURA SFITTE O ALBERGHI. IL NIET DELLA POPOLAZIONE FU GRIDATO ALL’UNISONO, NESSUNO AVREBBE LASCIATO QUELLE TERRE E LA PROPRIA ROBA DI VERGHIANA MEMORIA, ACCUMULATA IN ANNI DI SACRIFICI E RIMESSE DAGLI EMIGRATI ALL’ESTERO24. ZAMBERLETTI, DOPO AVER QUASI MINACCIATO DI ABBANDONARE CHI AVESSE RIFIUTATO IL TRASFERIMENTO, DOVETTE APPRONTARE UN SECONDO PIANO; TENDE, ROULOTTES E VAGONI MERCI25 IN LOCO. QUINDICI GIORNI DOPO IL TERREMOTO 200 20 FU FISSATO IL TERMINE AL 30 GIUGNO 1981 PER L’ESERCIZIO DELLE POTESTÀ DEL COMMISSARIO, POI PROROGATO FINO AL 31 DICEMBRE 1981 DALL’ART. 1 DEL DECRETO LEGGE 26 GIUGNO 1981, N. 333. (F. MANGONI, M.PACELLI, OP.CIT., PG.51) 21 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, FORLANI, E IL MINISTRO DELL’INTERNO, ROGNONI, IL 24 NOVEMBRE 1980, UN GIORNO DOPO LA CATASTROFE, FIRMARONO LA NOMINA DI COMMISSARIO STRAORDINARIO, CON EFFETTO IMMEDIATO, ALL’ON. GIUSEPPE ZAMBERLETTI, GIÀ COMMISSARIO DURANTE IL TERREMOTO IN FRIULI, “CON I COMPITI PREVISTI DAL QUARTO E QUINTO COMMA DELL’ART. 5 DELLA LEGGE 8 DICEMBRE 1970, N.996”, UNICA LEGGE ITALIANA RIGUARDANTE LE CALAMITÀ NATURALI. 22 G. RUSSO, C. STAJANO, OP.CIT., PP.32-35. 23 F. BORZICCHI, PRESTO, PER EVITARE EPIDEMIE, IN «IL RESTO DEL CARLINO», 29 NOVEMBRE 1980; 24 G. RUSSO, C. STAJANO, OP.CIT., PP.36-41. 25 A. BAGLIVO, FALLITO L’ESODO, ZAMBERLETTI CAMBIA STRATEGIA. NIENTE PREFABBRICATI: CHI RESTA DOVRÀ ADATTARSI IN «CORRIERE DELLA SERA», 4 DICEMBRE 1980.
MILA PERSONE VIVEVANO IN TENDA, 37 MILA NELLE ROULOTTES, 31 MILA IN VAGONI FERROVIARI, 87 MILA NELLE SCUOLE OCCUPATE, SULLE NAVI, NEI CONTAINER, QUALCUNO, POCHI, AVEVA RAGGIUNTO I PARENTI EMIGRATI AL NORD O ALL’ESTERO. NEL FRATTEMPO ERANO ARRIVATE LE RUSPE, IN PRIMO LUOGO PER SGOMBRARE LE MACERIE AL FINE DI TIRAR VIA I CORPI DELLE VITTIME, SPERANDO ANCORA DI TROVARE QUALCUNO IN VITA. BRANDELLI DI CITTÀ, PATRIMONIO DI STORIA SECOLARE, VENNERO ASPORTATI INSIEME AI CORPI. I MORTI FURONO 2735, DI CUI PIÙ DI 1500 NELLA SOLA PROVINCIA DI AVELLINO, QUASI 9000 FERITI, DI CUI LA METÀ IN IRPINIA, 400.000 SENZA TETTO (CIRCA 80.000 IN PROVINCIA DI AVELLINO): QUESTE LE STIME DELLE “VITTIME”, A VARIO TITOLO, DEL SISMA.
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