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TERREMOTO E RICOSTRUZIONI IN IRPINIA IL RESTAURO E I PIANI DI RECUPERO DEI CENTRI STORICI MINORI
Post n°4354 pubblicato il 11 Ottobre 2024 da antonioi0
LE STRADE CHE SI DIPARTIVANO DAL CASTELLO ERANO VIUZZE STRETTE CHE INTERSECAVANO STRADE POCO PIÙ AMPIE REALIZZATE SULLE CURVE DI LIVELLO DELLA COLLINA. UN ABITATO COMPATTO CON SVILUPPO SO-NE, CON IN CIMA I RUDERI DEL CASTELLO, POI SPIANATI, E LA CATTEDRALE, PIÙ IN BASSO, CHE OPPONEVA ALL’ABITATO LA SUA GIACITURA CON ORIENTAMENTO E-O, FORMANDO SPAZI DI RISULTA ADIBITI A PIAZZE DI FORMA NATURALMENTE IRREGOLARE409. L’ABITATO ERA FORMATO DA INSULAE CON CASE DI MODESTA ALTEZZA E ADDOSSATE LE UNE ALLE ALTRE, TRA LE QUALI, PER FACILITARE LE COMUNICAZIONI, ERANO RICAVATI UN CERTO NUMERO DI PASSAGGI SPESSO GRADONATI410; LE ABITAZIONI ERANO FONDATE SU TERRENI DI RIPORTO O APPOGGIATE A COSTRUZIONE SOTTOSTANTI PROSPICIENTI ALTRE STRADINE. SI PUÒ QUINDI AFFERMARE CHE IL CROLLO DI ALCUNI EDIFICI, DOVUTO ALLA SCOSSA, ABBIA POI DETERMINATO UNA REAZIONE A CATENA, DANNEGGIANDO PROGRESSIVAMENTE GLI EDIFICI LEGATI GLI UNI AGLI ALTRI. DOPO IL SISMA, LA NECESSITÀ DI SALVARE VITE UMANE O DI STRAPPARE I CORPI ALLE MACERIE HA AGGRAVATO IL DANNO AL COSTRUITO ATTRAVERSO L’OPERA DELLE RUSPE DEMOLITRICI411. IL DANNO FU COSPICUO, DI 2648 VANI, CENSITI PRIMA DEL TERREMOTO, 2272 RISULTARONO DISTRUTTI, 48 GRAVEMENTE DANNEGGIATI, 127 NOTEVOLMENTE DANNEGGIATI, 96 SUBIRONO DANNI POCO RILEVANTI E 105 DANNI LIEVI412.
DAL RILIEVO EFFETTUATO DALL’ARCH. BEGUINOT, SOLO 326 VANI RISULTARONO RECUPERABILI, OSSIA QUELLI RIENTRANTI NELLE ULTIME TRE CATEGORIE ACCENNATE, PER LO PIÙ COSTITUITE DA UN PIANO IN ELEVAZIONE O DAL SOLO PIANO TERRA413. DA QUESTO, E SOPRATTUTTO DAGLI STUDI GEOLOGICI, APPARVE ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIABILE RICOSTRUIRE IL PAESE. AL VINCOLO DI INEDIFICABILITÀ SUDDETTO SI AGGIUNSE PRESTO UN VINCOLO DI CARATTERE ARCHEOLOGICO POSTO DALLA SOPRINTENDENZA AI BENI ARCHEOLOGICI DI AVELLINO; IL VINCOLO FACEVA SEGUITO AL RINVENIMENTO, DURANTE L’OPERA DI RIMOZIONE DELLE MACERIE, DI IMPORTANTI COMPLESSI EDILIZI DI EPOCA ROMANA: IL FORO ROMANO, IL MERCATO, L’ANTICA BASILICA, TRACCE DI EDIFICI PRIVATI, MONCONI DI COLONNE, PAVIMENTI IN MOSAICO, UNA NECROPOLI NEOLITICA FECERO RITENERE CHE AD ALCUNI METRI DAL PIANO DI CAMPAGNA CI FOSSE IL CENTRO MONUMENTALE DI COMPSA, CHE, IN ETÀ PREROMANA, ASSIEME AD AECLANUM, FU IL PIÙ IMPORTANTE CENTRO DELLA TRIBÙ SANNITICA DEGLI IRPINI, IN SEGUITO DIVENUTA MUNICIPIUM, POI IN ETÀ LONGOBARDA IMPORTANTE GASTALDATO E POI CONTEA. SI PREDISPOSE, IMMEDIATAMENTE, UNA CONSISTENTE CAMPAGNA DI SCAVI, GUIDATA DAL SOPRINTENDENTE PROF. WERNER JOHANNOWSKY. FU PRESA, DUNQUE, LA DECISIONE DI EDIFICARE A VALLE LA NUOVA CITTÀ414, IN LOCALITÀ PIANO DELLE BRIGLIE, AD UN CHILOMETRO E MEZZO DALL’ANTICO INSEDIAMENTO, LASCIANDO CHE IL VECCHIO CENTRO DIVENISSE UN SITO ARCHEOLOGICO STRUTTURATO CHE PERÒ MANTENESSE UN LEGAME FORTE CON IL NUOVO CENTRO. SECONDO QUELLI CHE ERANO I DETTAMI DELLA L.219, IL PROF. BEGUINOT PREDISPOSE I PIANI ESECUTIVI, P.D.R., P.D.Z. E P.I.P. CORREDANDOLI DALLA RELAZIONE SUI CRITERI GENERALI DEL P.R.G., IN MODO DA DARE AL COMPLESSO DI CONZA DELLA CAMPANIA UNO SVILUPPO ARMONICO CHE METTESSE ASSIEME IL NUOVO CENTRO RESIDENZIALE DEL P.D.Z. CON I POLI DELLO SVILUPPO CITTADINO COSTITUITI DAL PARCO ARCHEOLOGICO E DALLA NUOVA ZONA INDUSTRIALE. SECONDO L’IDEA DEL PROF. BEGUINOT, LA NUOVA PIANIFICAZIONE AVREBBE ACCESO IL MOTORE TURISTICOCULTURALE DELLA ANTICA CITTÀ, LEGATA INSCINDIBILMENTE ALLA NUOVA CONZA SIA VISIVAMENTE CHE URBANISTICAMENTE. IL PIANO COMPRENDE TUTTA L’AREA DELLE DUE COLLINE ED È INDIRIZZATO AL RECUPERO DEI VANI POCO DANNEGGIATI SIA CON FUNZIONE RESIDENZIALE CHE PUBBLICA, DI SERVIZIO AL PARCO ARCHEOLOGICO, PROCEDENDO POI, SECONDO IL P.R.G., ALLA REALIZZAZIONE DI NUOVI EDIFICI PUBBLICI LUNGO UN ASSE STRADALE CHE AVREBBE LEGATO, ATTRAVERSO LE INFRASTRUTTURE, L’ANTICA COMPSA ALLA NUOVA. VA SOTTOLINEATO CHE IL PIANO DI RECUPERO, PUR PARTENDO DAI DETTAMI DELLA LEGGE 457/78, È INFORMATO ALLA CULTURA DEL RESTAURO NEL CAMPO DEL RECUPERO DEI CENTRI STORICI, COME IN QUEGLI ANNI SI ANDAVA PROFILANDO. CORREDA, INFATTI, LA RELAZIONE, UN PARAGRAFO TUTTO DEDICATO ALLA STORIA DEL RESTAURO DALLA NASCITA FINO AI GIORNI DEL TERREMOTO, PASSANDO PER LE EVOLUZIONI STORICHE CHE CONDIZIONARONO SIA LE DEFINIZIONI DEL RESTAURO, COME QUELLA DI “MONUMENTO”, SIA GLI APPROCCI TECNICO-NORMATIVI ALLA TUTELA DEI CENTRI STORICI. IL PROGETTISTA SI APPROCCIA AL PIANO DI RECUPERO CON LA CULTURA DI UN ARCHITETTO SENSIBILE AI PROBLEMI CHE IL DIBATTITO CONTEMPORANEO AFFRONTA CIRCA I CENTRI STORICI; DA SOLI 5 ANNI INFATTI SI ERA SVOLTA LA CONFERENZA OLANDESE SULLA CONSERVAZIONE INTEGRATA CHE SOTTOLINEAVA LA «NECESSITÀ DI CONSERVARE INSIEME AL PATRIMONIO ARCHITETTONICO ED URBANISTICO ANCHE IL TESSUTO SOCIALE E LE DESTINAZIONI D’USO CHE CON QUELLO TENDONO A COSTITUIRE UN’UNITÀ ORGANICA» 415. IN QUEST’OTTICA DI ARCHITETTO-CONSERVATORE, COME OGGI SI DIREBBE, BEGUINOT PROVA A RIADATTARE LO STRUMENTO DEL PIANO DI RECUPERO, SICURAMENTE NON IDEATO PER ESEMPI COME QUELLI DI UNA “CITTÀ ARCHEOLOGICA” AL PARI DI CONZA. DUNQUE, PRIMA ANCORA DI PREVEDERE IL REINSEDIAMENTO416, SI PONE IL PROBLEMA DELLA RIMOZIONE DELLE MACERIE E DELLA SISTEMAZIONE DELLE AREE DI SEDIME E, BENCHÉ LA LEGGE 219/81 PREVEDESSE LA POSSIBILITÀ E IL FINANZIAMENTO PER LA SISTEMAZIONE DI TALI AREE, ERA INDUBBIO CHE PER CONZA IL PROBLEMA SI RIVELAVA DI DIMENSIONI TALI DA POTERSI DEFINIRE ECCEZIONALE417, CONSIDERANDO ANCHE CHE QUESTA PARTE ERA POSTA SOTTO LA TUTELA DELLA SOVRINTENDENZA ARCHEOLOGICA E CHE NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI I BENI STORICO-ARCHEOLOGICI EMERGEVANO COMMISTI ED INTEGRATI A STRUTTURE DI PIÙ RECENTE REALIZZAZIONE418. 406 F. ORTOLANI, INDAGINE GEOLOGICO TECNICA E GEOGNOSTICA DELL’AREA CIRCOSTANTE IL CENTRO DI CONZA DELLA CAMPANIA, REDATTA NEL GIUGNO 1982, APPROVATA DAL CO.RE.CO , SEZ. DI AVELLINO IL 24.1.1984. 407 C. BEGUINOT, OP.CIT., PG.47. “SU QUESTE POCHE CASE SONO STATE CONDOTTE QUELLE ANALISI CON CUI DI SOLITO SI TENTA DI SVISCERARE E DOCUMENTARE I RAPPORT INTERCORRENTI TRA EDILIZIA E AMBIENTE URBANO, TRA AMBIENTE URBANO E PAESAGGIO; BEN CONSCI DEL FATTO CHE DELL’AMBIENTE DI CONZA ANTICA NON RIMANE CHE POCO, E CHE FORSE L’OGGETTO DELL’ANALISI È LA PARTE MENO RILEVANTE DEL PANORAMA ARCHITETTONICO DELLA CITTÀ PREESISTENTE AL SISMA. IL GIUDIZIO SULLA QUALITÀ ARCHITETTONICA DEGLI EDIFICI CHE HANNO RESISITITO AL SISMA VARIA TRA MEDIOCRE E SUFFICIENTE, NON ESSENDOCI REPUTATO NECESSARIO INSERIRE COME DI CONSUETO I GIUDIZI PIÙ QUALIFICANTI DI BUONO E OTTIMO. DALLA TAVOLA DELL’ETÀ DEGLI EDIFICI RISULTA INOLTRE CHE OLTRE L’85% DELLE COSTRUZIONI ESISTENTI È DI RECENTE REALIZZAZIONE O È STATA RISTRUTTURATA IN MODO RADICALE POCHI ANNI PRIMA DEL SISMA. I CARATTERI ORIGINARI DEGLI EDIFICI STORICI SONO RISCONTRABILI SOLO IN QUEI CASI CHE RESTANO IN PIEDI SULLA COLLINA DI CONZA, ATTORNIATE DALL’AGGHIACCIANTE CUMULO DI MACERIE CHE INGOMBRA LA GRANDE MAGGIORANZA DEL CENTRO ANTICO” (C. BEGUINOT, OP.CIT., PG.48). “LA NUOVA CONZA (…)È CHIAMATA A RISCATTARE IL DOLORE PROVOCATO DALLA DIFFICILE SCELTA DI DELOCALIZZAZIONE ED A RESTITUIRE ALLA CITTÀ UN RUOLO PRIMARIO ALL’INTERNO DEL COMPRENSORIO DELL’ALTA VALLE DELL’OFANTO. ESSA NON POTRÀ COMUNQUE PORSI COME ALTERNATIVA AL VECCHIO CENTRO MA DOVRÀ ANZI TENDERE A SVILUPPARE CON ESSO UN RAPPORTO DI COMPLEMENTARITÀ PER FAVORIRE IL RECUPERO, LA RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE, E, ALMENO IN PROSPETTIVA, LA RINASCITA SECONDO FORME CHE GARANTISCANO LA SICUREZZA ANTISISMICA CHE LE MODERNE TECNICHE COSTRUTTIVE PERMETTONO DI OTTENERE” (C. BEGUINOT, PIANO
DI RECUPERO, PG.49). |

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