Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
 

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« COME LA VITA NELL’UNIVERSOCOME LA VITA NELL’UNIVERSO »

SISMA DEL 1980

Post n°4829 pubblicato il 01 Gennaio 2026 da antonioi0

PERTANTO, OCCORRE UNA CONSERVAZIONE INTEGRATA CHE TROVI, ATTRAVERSO LA FUNZIONE COMPATIBILE, LA TUTELA

DEL BENE.

ESEMPI IN QUESTA DIREZIONE, SONO STATI FORNITI NEGLI ULTIMI ANNI, DAI PROGETTI SU CENTRI

SEMIABBANDONATI COME IL VILLAGGIO DI COLLETTA DI CASTELBIANCO IN PROVINCIA DI SAVONA, IN CUI

L’ARCHITETTO GIANCARLO DE CARLO, NEL RECUPERO DELL’ABITATO CONIUGA TRADIZIONE ED INNOVAZIONE,

NELL’OTTICA DI UN LUOGO DA VIVERE ANCHE SOLO IN ALCUNI PERIODI DELL’ANNO, COME UN RIFUGIO DELLO

SPIRITO, SENZA DOVER RINUNCIARE AI COMFORT E ALLA TECNOLOGIA, CONSENTENDO A CHI VI ALLOGGIA ANCHE LA

POSSIBILITÀ DI HOMEWORKING. GLI INTERVENTI SONO RISPETTOSI DELLA CULTURA TECNICA TRADIZIONALE E NELLO

STESSO TEMPO TENTANO L’INSERIMENTO DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA. DUNQUE, UN’AZIONE DI RESTAURO SULLE

STRUTTURE CHE NON INFICIA L’ARCHITETTURA ANTICA MA CHE PONE ATTENZIONE A QUEGLI ELEMENTI INNOVATIVI,

CHE SONO PER LO PIÙ RIGUARDANTI GLI IMPIANTI E CHE RENDONO CONFORTEVOLE E, CONTEMPORANEAMENTE,

COMPETITIVO IL LUOGO.

ALTRO PROGETTO, COMPLETATO NEL 2006, È QUELLO RIGUARDANTE IL RECUPERO DI UNA PARTE DELL’ABITATO

SEMIABBANDONATO DI SANTO STEFANO DI SESSANIO. QUI SI PARTE DALLA SCELTA DELLA FUNZIONE, QUELLA DI

ALBERGO DIFFUSO, FATTA DA UN INVESTITORE UNICO DAVID KIHLGREN. L’APPROCCIO È QUELLO DEL RESTAURO

CONSERVATIVO, CON LA RICERCA E L’USO DI MATERIALI AUTOCTONI, IMPIEGATI IN MANIERA FILOLOGICA, MA SENZA

CHE QUESTO PORTI ALGORITMICAMENTE A DEFINIRE UNA FORMA “TRADIZIONALE” MA PERMETTENDO CHE LA

TRADIZIONE” SI INTUISCA EMPATICAMENTE DALL’USO DEL MATERIALE. IL PROGETTO È DELL’ARCHITETTO LELIO

ORIANO DI ZIO CHE OLTRE AD UTILIZZARE MATERIALI TRADIZIONALI, CON LA TEORIA ACCENNATA, FA UN USO LARGO DI

UN’ELEVATA TECNOLOGIA IMPIANTISTICA: PER TALI RAGIONI HA VINTO IL PREMIO INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA

SOSTENIBILE, MA PROBABILMENTE DOVUTO NON SOLO AI FATTORI TECNICI MA ANCHE ALLO STUDIO DELLA

RIDESTINAZIONE”. QUI NON È SOLO LA MERA SCELTA DELL’USO, OVVERO DELL’ALBERGO DIFFUSO CON LA

RIATTIVAZIONE DI MOLTE BOTTEGHE ARTIGIANE, MA ANCHE LA COLLABORAZIONE DI VARI LIVELLI ISTITUZIONALI

PUBBLICI COL PRIVATO, CHE HANNO PERMESSO LA “PROMOZIONE” DEL LUOGO TUTTO, IL BORGO DI S.STEFANO

RECUPERATO E IL RESTO DEL CENTRO STORICO IN UNO COL TERRITORIO CIRCOSTANTE, ATTRAVERSO L’ATTIVAZIONE DI

PROGRAMMI DI TUTELA E VALORIZZAZIONE A SCALA URBANA E TERRITORIALE.

IN CONCLUSIONE, L’APPROCCIO AL SINGOLO AGGREGATO, NEL CASO DI RICOSTRUZIONI POST SISMICHE ORMAI

AVVENUTE, POTREBBE ESSERE, OGGI, QUELLO DI UNA RICOGNIZIONE AGGIORNATA DEL COSTRUITO, UN RILIEVO

ATTENTO CHE ABBIA COME BASE LA CONOSCENZA APPROFONDITA DELLA TRASFORMAZIONE STORICO-ARCHITETTONICOURBANA

AVUTASI, ATTRAVERSO GLI STRUMENTI CHE L’HANNO PRODOTTA, NEL CASO SPECIFICO I PIANI DI RECUPERO,

CHE SONO PARTE INTEGRANTE DELLA STORIA E DEL PORTATO CULTURALE DI TALI CENTRI STORICI. SU QUESTO SOSTRATO

SI DOVRÀ AGIRE CON UN PROGETTO CHE INTEGRI FUNZIONE E RESTAURO, NEL TENTATIVO NON DI RITROVARE

L’IDENTITÀ URBANA PERDUTA MA DI FAR AFFIORARE L’IDENTITÀ URBANA DOVE È, COME È, CHE È CONTINUITÀ

ARCHITETTONICA NELL’ACCETTAZIONE DELLA STORIA, CONNUBIO TRA TRADIZIONE COSTRUTTIVA E CULTURALE, SOCIALE E

AMBIENTALE, E POTENZIALITÀ DEL SITO, ATTRAVERSO TECNICHE E SAPERI ATTUALI.

QUESTO SOTTINTENDE LA CONSIDERAZIONE DI DIVERSI FATTORI. IL PRIMO È SENZA DUBBIO LO STRUMENTO

URBANISTICO. L’UNICO STRUMENTO A DISPOSIZIONE È, ANCORA OGGI, IL PIANO DI RECUPERO, DIVERSAMENTE

INSERITO ALL’INTERNO DEI PIANI URBANISTICI. NELLO SPECIFICO LO STRUMENTO RISULTA, NELLA DECLINAZIONE DEI

SUOI INTERVENTI, ANCORA MOLTO CONFUSIONARIO TALE CHE È INEVITABILMENTE LASCIATA LIBERA INTERPRETAZIONE

AL PROGETTISTA, ALLA CULTURA E ALLA SENSIBILITÀ, ALLA COMPETENZA DELLO STESSO, NONCHÉ, OVVIAMENTE ALLE

SCELTE POLITICHE DI CHI, ATTRAVERSO IL PIANO, GESTISCE IL CONSENSO POPOLARE, ANCHE COL RISCHIO, TALVOLTA,

DI TRADURRE LA VALORIZZAZIONE562 NON IN STRUMENTO PER LA TUTELA MA IN FINE ULTIMO, INTESA COME

MAGGIORAZIONE DI VALORE NON CULTURALE MA SQUISITAMENTE MATERIALE, ECONOMICO, NEL RAGGIUNGIMENTO

DEL QUALE, LA TUTELA SI PERDE563.

PER QUESTI MOTIVI È IMPORTANTE METTERE A DISPOSIZIONE DEI PROGETTISTI IL PIÙ AMPIO ED APPROFONDITO

INSIEME DI DATI RIGUARDANTI L’AGGLOMERATO URBANO SUL QUALE SI INTERVIENE, DALLA SUA FORMAZIONE FINO AL

MOMENTO ATTUALE, PASSANDO PER TUTTI I PRECEDENTI STRUMENTI URBANISTICI CHE L’HANNO MODIFICATO PER

CAPIRE QUALE È STATA LA MODALITÀ CON CUI SI È INTERVENUTO, DOVE SI È INTERVENUTO, COSA SI È MODIFICATO.

INOLTRE, SAREBBE AUSPICABILE, ALL’ATTO DELLA PIANIFICAZIONE, UNA COSTANTE, PERPETUA FORSE,

COLLABORAZIONE TRA DIVERSI RUOLI, PROGETTISTA, AMMINISTRAZIONE, POPOLAZIONE, ENTI PREPOSTI ALLA TUTELA,

DIPARTIMENTI UNIVERSITARI. UNA COLLABORAZIONE, UNA PARTECIPAZIONE CHE, FORMATASI PRIMA DELLA NASCITA

DEL PIANO, PROSEGUA DURANTE L’ELABORAZIONE E CHE, NON PUÒ, NON DOVREBBE CONCLUDERSI ALL’ATTO DELL’APPROVAZIONE E POI DELL’ADOZIONE DEL PIANO, MA CHE POTREBBE CONTINUARE DURANTE LA

REALIZZAZIONE, FASE ESTREMAMENTE PIÙ DELICATA, IN UNA “CONFERENZA DI SERVIZI” PERMANENTE, DOVE I

PARTECIPANTI ABBIANO UN RUOLO PARITARIO, UN PESO DECISIONALE E NON SOLO MERAMENTE CONSULTIVO,

UTILIZZANDO LO STRUMENTO DELLA PARTECIPAZIONE IN MANIERA ATTIVA E PRODUTTIVA.

 

56 “(…)L’INTERPRETAZIONE DEI VALORI È REGOLATA DA MECCANISMI CHE SONO NELLA NATURA UMANA, PER CUI PREVALE LA VOLONTÀ; SI

COMPRENDE, QUINDI, CHE UN VALORE È TALE NON IN SE STESSO MA PERCHÉ COSÌ DECIDE L’UOMO. IL CHE SIGNIFICA RICONOSCERE CHE

IL VALORE DI UNA COSA È NEL RAPPORTO CHE ESISTE TRA L’UOMO E LA COSA, E CIOÈ NELL’INTERPRETAZIONE DEL VALORE; IL QUALE, A SUA

VOLTA, DIPENDE DALLA REALTÀ CONTINGENTE IN CUI SI COMPIE LA VALUTAZIONE; PER CUI TALE VALORE RISULTA RELATIVO A TALE REALTÀ O

CONDIZIONE STORICA” (R. DI STEFANO, LA CARTA DI VENEZIA E LA CONSERVAZIONE DEI VALORI IN «RESTAURO» N.131-132/1995,

PG. 22).

557 L. FUSCO GIRARD, L’UTLITÀ DEI BENI CULTURALI NELLA CITTÀ MODERNA IN «RESTAURO» N.131-132/1995, PG. 73.

 

558 ALOIS RIEGL (1903) IN S. SCARROCCHIA (A CURA DI), ALOIS RIEGL. IL CULTO MODERNO DEI MONUMENTI, ABSCONDITA, MILANO 2011.

 
 
 
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