|
Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
|
| « UNA NUOVA GEOMETRIA |
LA DIMENSIONE TERRITORIALE DELLA CONSERVAZIONE
Post n°4848 pubblicato il 18 Gennaio 2026 da antonioi0
SI È GIÀ DETTO CHE IL TERREMOTO DEL 1980 NON COLPISCE UN NUMERO FINITO DI AGGREGATI MA UN SISTEMA, QUELLO DEI “PAESI-PRESEPE”, DEI CENTRI STORICI MINORI DELL’APPENNINO MERIDIONALE, CON LE CARATTERISTICHE GIÀ ELENCATE. SUBITO DOPO IL TERREMOTO IN FRIULI, COME SI È ACCENNATO NEL CAPITOLO 3, NEL VALUTARE IL MODO CON CUI SI INTENDEVA APPROCCIARSI ALLA RICOSTRUZIONE, LA PRIMA PROPOSTA FU QUELLA DI SOSPENDERE QUALSIASI TIPO DI PROGRAMMAZIONE, PIANIFICAZIONE E PROGETTAZIONE URBANA ED EDILIZIA ORDINARIA PER PASSARE AD UNO STATO DI “STRAORDINARIETÀ”, NECESSARIO IN EMERGENZA. LA RISPOSTA CHE SI DIEDE A RIGUARDO FU QUELLA DI NEGARE LA TOTALE STRAORDINARIETÀ DA DECLINARSI SIA NELLA NORMATIVA DA EMANARE CHE NEGLI STRUMENTI TECNICI PROGETTUALI. QUESTO PERMISE DI MANTENERE UN PIANO URBANISTICO REGIONALE, GIÀ APPROVATO E IN FASE DI ADOZIONE. IL MANTENIMENTO DEL PIANO REGIONALE, ALMENO COME METAPROGETTO, VOLLE DIRE NON SCONVOLGERE L’ASSETTO E LA VISIONE DI SVILUPPO CHE SI AVEVA DI QUELLE ZONE, TENTANDO DI FAR RIENTRARE NEI DETTAMI DEL PIANO QUELLE AZIONI NECESSARIAMENTE STRAORDINARIE COME LA RICOSTRUZIONE MA SENZA DEVIARE DAL PERCORSO GIÀ STUDIATO564. PER QUANTO, OGGI, LA CULTURA IN GENERALE SI SIA ATTESTATA PIÙ CHE SULLE RICOSTRUZIONI ED I RESTAURI, SULLA CONSERVAZIONE E DUNQUE SULL’IMPEGNO PRIORITARIO VERSO LA MANUTENZIONE ED IL MINIMO INTERVENTO565, ANCORA DOPO I TERREMOTI DELL’EMILIA, COME IL PRECEDENTE IN ABBRUZZO, SI LASCIANO NELL’ABBANDONO I CENTRI O ADDIRITTURA SI PROSPETTANO SOLUZIONI DINAMITARDE, COME SE L’AMNESIA FOSSE UNA MALATTIA INDEBELLABILE DELL’ITALIANO566, O COME SE NON ESISTANO TERREMOTI O L’ITALIA NON SIA UN PAESE COSTANTEMENTE A RISCHIO SISMICO567. E’, QUINDI, QUESTO UNO DEI TEMI CHE VIENE FUORI DALLA RICERCA, UN TEMA A MARGINE, MA NON MENO IMPORTANTE, CHE RIGUARDA UN ATTEGGIAMENTO GENERALE NEI CONFRONTI DI UN PATRIMONIO VULNERABILE COME QUELLO ITALIANO. LA VULNERABILITÀ DEL TERRITORIO NAZIONALE DERIVA DALLA SUA FRAGILITÀ SISMICA, IDROGEOLOGICA, MA ANCHE EDILIZIA, CHE RICHIEDEREBBE, QUINDI, UN SISTEMA DI PREVENZIONE, MA ANCHE IL CORAGGIO DI ACCANTONARE I GRANDI PROGETTI PER UN UNICO GRANDE E DIFFUSO PROGETTO DI MESSA IN SICUREZZA DEI TERRITORI E DEL COSTRUITO ESISTENTE, NELL’OTTICA NON SOLO DEL RISPETTO DELL’ART. 9 DELLA COSTITUZIONE, IN ALTRE PAROLE DELLA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO CULTURALE, MA ANCHE DI RECUPERO DI “ECONOMIE” DI CONSERVAZIONE568. DUNQUE, DI DUE COSE BISOGNA NECESSARIAMENTE, ORAMAI, TENERE CONTO, ALLA LUCE ANCHE DEGLI ULTIMI AVVENIMENTI: L’ITALIA È UN PAESE DI CENTRI STORICI E TERREMOTI, E GLI UNI E GLI ALTRI DEVONO ESSERE GOVERNATI DALLA PIANIFICAZIONE E DALLE REGOLE EDILIZIE. IL PATRIMONIO MAGGIORE È IL COSTRUITO E L’AMBIENTE, E LE OPERE POSSIBILI SONO LA MANUTENZIONE E LA BUONA GESTIONE; SE ABBANDONATO, TALE PATRIMONIO, NON POTRÀ CHE ESSERE UN PERICOLO, PRIMA CHE UNA PERDITA. NELLE PIANIFICAZIONI SI DEVE NECESSARIAMENTE TENERE CONTO CHE INTERVENIRE GESTENDO BENE UN PATRIMONIO COSÌ VASTO DI ARCHITETTURE ESISTENTI SIGNIFICA INFINE RIUSCIRE A VALORIZZARLO, ANCHE AVENDONE, DI RITORNO, UN MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE DELLE POPOLAZIONI CHE PASSA ANCHE PER L’OTTIMIZZAZIONE DELLE ECONOMIE. TALE “MIGLIORE” GESTIONE, CHE COMPORTA LA FRUIZIONE A VARIO TITOLO DI TALI BENI, PRESUPPONE UNA MANUTENZIONE COSTANTE, INTERVENTI DI RISANAMENTO, EDILIZIO E AMBIENTALE, NEL PRIMO CASO DECLINANDOSI ANCHE IN OPERE DI RESTAURO, TUTTO CONCEPITO ALL’INTERNO DELLO STRUMENTO ELASTICO DEL PIANO URBANISTICO, ELASTICO PERCHÉ COMPOSTO SU VARIE SCALE E LIVELLI NECESSARIAMENTE INTERCONNESSI. DUNQUE IL PROBLEMA SI PROPONE A LIVELLO DI PIANO URBANO MA SI TRASFERISCE, CON UN FEEDBACK COSTANTE, AI PIANI DI LIVELLO SUPERIORE, COME PIANI COMPRENSORIALI O PIANI PROVINCIALI. INDIVIDUALMENTE I CENTRI STORICI IRPINI POSSONO AVER PERSO, IN PARTE, QUEI VALORI CHE CONTEGGIAVAMO FINO AL 1980, IN PARTICOLARE QUEI PAESI CHE HANNO, COME LIONI, SUBITO UNA TOTALE RICOSTRUZIONE. NELLA CONSIDERAZIONE, PERÒ, DEL SISTEMA DI BORGHI STORICI, COME SI STA ATTUALMENTE CONFIGURANDO, ANCHE CENTRI DI QUESTO GENERE POSSONO ESSERE COMUNQUE CONSIDERATI PATRIMONIO, NELL’AMBITO PIÙ AMPIO DEI VALORI AMBIENTALI, COME MONADE DEL SISTEMA, FUNZIONALE ALLA CONSERVAZIONE DEI SISTEMA STESSO DEI BORGHI. PERCIÒ, LA RIATTRIBUZIONE DEI VALORI, COMPRENDE ANCHE LA RICERCA DI NUOVE FUNZIONI PER QUESTI CENTRI CHE, SE DI PER SÉ POSSONO AVER PERSO I VALORI STRETTAMENTE CULTURALI, POSSONO CONFIGURARSI COME FUNZIONALI, TERZIARI DEL SISTEMA PIÙ AMPIO TERRITORIALE, UN SISTEMA DI BENI DI LIVELLO SUPERIORE CHE INGLOBA LIVELLI INFERIORI COSTITUITI DA SINGOLI CENTRI STORICI. È, COME SI PUÒ BEN VEDERE, UN PROBLEMA DI SCELTA, AD OGNI LIVELLO. LA CONSERVAZIONE STESSA, È DI PER SÉ UNA SCELTA E LA SCELTA È UN ATTO CREATIVO/IDEATIVO, «CHE ESPRIME NON UN QUALSIASI EQUILIBRIO DI VALORI STORICI, VALORI ESTETICI, VALORI D’USO, VALORI SOCIALI, VALORI AMBIENTALI, MA IL MIGLIOR EQUILIBRIO POSSIBILE IN UN DATO CONTESTO. È ESPRESSIONE DI SAPIENZA, IN QUANTO COMBINAZIONE TRA CIÒ CHE È PERMANENTE E CIÒ CHE (PUÒ ESSERE) MUTEVOLE (COME NEL CASO DI LIONI), TRA CIÒ CHE È RILEVANTE SUL PIANO ESTETICO-SIMBOLICO, E CIÒ CHE (PUÒ ESSERE) RILEVANTE SUL PIANO ECONOMICO». PERCHÉ TUTTO CIÒ SIA POSSIBILE, NON È PIÙ NECESSARIO TORNARE A RIFORMULARE I PRINCIPI DI TUTELA E FORSE NEANCHE IL SISTEMA LEGISLATIVO URBANISTICO, PUR RISCONTRANDO IN QUESTO DEI GAP, DEI VUOTI, QUANTO PIUTTOSTO RIVOLGERSI AD UN ACCRESCIMENTO, UN MIGLIORAMENTO CULTURALE DELL’AZIONE AMMINISTRATIVA E POLITICA. “LA CHIAVE CARATTERISTICA DEL MODELLO FRIULANO È STATA AVER COLLEGATO LA RICOSTRUZIONE ALLO SVILUPPO ATTRAVERSO IL COMPLETAMENTO DI DUE GRANDI PROGETTI INFRASTRUTTURALI (LA CUI DEFINIZIONE ERA GIÀ STATA AVVIATA) COME L’AUTOSTRADA PER L’AUSTRIA E IL RADDOPPIO DELLA FERROVIA PONTEBBANA; IL SOSTEGNO DEI SETTORI PRODUTTIVI TRADIZIONALI (IL CUI RIASSETTO ERA IN ATTO) E DEL PROCESSO DI INDUSTRIALIZZAZIONE CHE, SUPERATA LA FASE INIZIALE, DIÀ SI STAVA AVVIANDO A QUELLA CRESCITA CHE L’AVREBBE FATTO DIVENTARE IL NORD-EST DEL NORD-EST”. È VERO ANCHE CHE, PUR ESISTENDO UN PIANO REGIONALE, CHE COMUNQUE VERRÀ VARATO SOLO NEL 1978, “LA RISOLUZIONE OBBLIGATA PER I COMUNI FU QUELLA DI PIANIFICARE SU SE STESSI, NEI LIMITI DEI RISPETTIVI CONFINI, RIPROPONENDOSI NEI TERMINI, RASSICURANTI, DELLA PROPRIA IDENTITÀ INSEDIATIVA, A MENO DI QUALCHE MODESTO TENTATIVO DI RAZIONALIZZAZIONE PER RENDERE COMPLEMENTARE GLI ANTICHI IMPIANTI URBANI E LE PERIFERIE RINASCENTI”( G.P. NIMIS, OP.CIT.,PP. 98-100). 565 M. DEZZI BARDESCHI, UNICITÀ DELLA TUTELA E AUTONOMIE DI GESTIONE, IN «’ANANKE», N.60, MAGGIO 2010, PP.40-41. 566 S. SETTIS, PAESAGGIO, SERVE LEGALITÀ, IN «’ANANKE», N.66, MAGGIO 2012, PP.104-105. 567
D. FIORANI, A. DONATELLI, RESTAURARE E RICOSTRUIRE: PROBLEMATICHE DEL DOPOSISMA AQUILANO IN «TAFTER JOURNAL |

Inviato da: cassetta2
il 01/09/2022 alle 18:29
Inviato da: What weather today
il 06/04/2022 alle 14:56
Inviato da: cp2471967
il 19/07/2021 alle 15:10
Inviato da: tempestadamore_1967
il 20/01/2021 alle 09:56
Inviato da: saltur
il 01/07/2020 alle 23:44