Creato da cuccuruccuz il 31/10/2008

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Nico Guevara

 

QUALCUNO ERA COMUNISTA..

Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.

Qualcuno era comunista perché credeva di
poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno
di una spinta verso qualcosa di nuovo.
Perché sentiva la necessità di una morale diversa.
Perché forse era solo una forza, un volo,
un sogno era solo uno slancio, un desiderio
di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era comunista perché,
con accanto questo slancio,
ognuno era come… più di sé stesso.
Era come… due persone in una.
Da una parte la personale fatica quotidiana
e dall'altra il senso di appartenenza a
una razza che voleva spiccare il volo
per cambiare veramente la vita.
No. Forse anche allora molti avevano aperto
le ali senza essere capaci di volare…
come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due.
Da una parte l'uomo inserito che
attraversa ossequiosamente
lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana
e dall'altra il gabbiano senza più neanche
l'intenzione del volo perché
ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

 

 

 

 

HO VISTO ANCHE DEGLI ZINGARI FELICI

...ho visto degli zingari felici...

ubriacarsi di luna,

di vendetta e di ...guerra...

...i poeti amano l'odore delle armi,

odiano la fine della giornata...

 

 

« SE IO AVESSI PREVISTO TU...SOFFIA IL VENTO, IL VENT... »

SIAMOVIVI LUCANIA

Post n°56 pubblicato il 17 Marzo 2009 da cuccuruccuz
 
Tag: SCUOLA

Post n°7 pubblicato il 16 Marzo 2009 da SIAMOVIVI_LUCANIA

 

Stiamo vivendo in un Paese, e pesa scriverlo con la P maiuscola ma continuiamo ad amarlo ed a rispettarlo al contrario di chi ci governa, che ha una Costituzione metodicamente tradita, che non ha più obiettivi  da raggiungere, che distrugge ciò che stentatamente funziona, che non ha la minima idea di quale società intende costruire per il suo futuro, che vede estendere il potere della politica ovunque come maligne metastasi, che considera i diritti dei suoi cittadini privilegi da abolire, che dilapida demagogicamente le sue risorse in azioni improduttive e che si arrabatta per sopravvivere.
Ora viene portata a compimento l’ultima nefandezza, quella che ci ruberà il futuro: la distruzione del sistema dell’istruzione pubblica.

 Si finanziano le scuole private con fondi pubblici che sarebbero meglio spesi, se non altro, per mettere in sicurezza gli edifici fatiscenti che frequentano molti dei nostri figli, minando il diritto fondamentale di istruzione e di pari opportunità per tutti i cittadini, sancito dalla Costituzione.

Si taglia la spesa per l’Università del 21%.

Si stanziano 96 milioni di euro per tutta la ricerca italiana e si bruciano 460 milioni per tenere un referendum separato dalle elezioni europee.

Le nostre Università non sono tra le prime 200 in classifica? I parametri per stilare la classifica si riferiscono anche alle strutture, agli impianti sportivi, agli alloggi e a tutti i servizi offerti agli studenti. 
Se lo stato taglia i finanziamenti invece di incrementarli, come si potrà risalire questa bella classifica? Non viene citata, però, la classifica della produttività scientifica dove siamo ai primi posti nel mondo e agli ultimi posti tra i paesi europei come stanziamenti per la ricerca.

I nostri laureati fuggono all’estero, sono stati preparati bene dalle nostre università e vorremmo che l’investimento fatto su di loro desse qui i suoi frutti; ma come è possibile farlo se vengono bloccati tutti i concorsi per l’accesso, anche in presenza di copertura finanziaria?

 

Se i futuri cittadini saranno ignoranti e privi di senso critico, se solo pochi potranno accedere all’istruzione superiore, perché dovranno pagare tasse esorbitanti alle scuole ed alle Università private, saranno più gestibili ed omologabili al verbo televisivo.

Per gli studenti meno abbienti e meritevoli ci saranno borse di studio? Bene, ma perchè i poveri per accedere all'università dovranno essere meritevoli ed i ricchi potranno accedervi anche se per niente meritevoli?

Sapere, ricerca, cultura diventano solo parole prive di significato nel Paese che ha inventato le Università e che è, ancora per poco, sinonimo di cultura nel mondo.

Università e Ricerca sono inscindibili per la trasmissione del sapere ma si sottolineano le storture presenti per giustificare pseudo riforme  che hanno il solo obiettivo di distruggere il potere, immateriale ma forte, che deriva dalla formazione di esseri pensanti.

 L’unico studio veramente libero è quello che fa libero l’uomo .

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Nostra patria il mondo intero,nostra legge la libertà.
Libera cultura in liberi spazi!Anarchia è vita.
Voi ridete di me perché sono diverso,
io rido di voi perché siete tutti uguali.
Oggi cerco un’ora di furibonda anarchia e,
per quell’ora darei tutti i miei sogni,
tutti i miei amori, tutta la mia vita.
Anarchico è colui che dopo una lunga,
affannosa e disperata ricerca ha trovato
sè stesso e si è posto, sdegnoso e superbo
“sui margini della società” negando
a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Ogni popolo, come ogni persona è quello che è,
e per questo ha un diritto ad essere se stesso.

 

 

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Si è vero lo siamo in modo diverso,
siamo quelli disposti a dare la vita
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