SICILIA MIA

della Sicilia di tutto.... un pò.

 
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: cavalieresikano
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 59
Prov: PA
 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 11
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

« Vita bruciata.........!!!Lei...... »

Poesia Antica di Sicilia..............!!!!

Post n°10 pubblicato il 01 Settembre 2006 da cavalieresikano
 

Libera Traduzione dal Testo in Dialetto Siciliano di
“Lu Sceccu e lu Liuni” (L’asino ed il Leone)
di Domenico Tempio Poeta siciliano della metà dell’800.

 

 

 

Ho sempre sentito dire così, Una risposta data a tempo e luogo, Quando ci vuole comperala un tarì.

Ciò è concesso però solo per gioco, Non per cose serie dove la moralità, Ne risente un poco

Perché dobbiamo tutto sopportare, Con pazienza e buona volontà, Vendicarsi è solo malignità

Ma l’asino intanto seriamente porse la sua risposta, e vi dico che gli venne, da vera asinata

Perché l’asino è da sempre considerato, Bestia zotica ed ignorante, Malcreato e nemico dell’onestà

Non ha religioni e neanche santi, È testadura e quello che vuole fa, E passa avanti

Un giorno infatti, Per affari leone ed asino, Dovettero fare un viaggio insieme, Parlavano per la via ognuno delle sue cose, Uno di stragi e rapine, L’altro di frumento ed erba

Mentre discorrevano ecco che, Un fiume li obbligò ad un guado, Essendo piuttosto profondo

Fermi sulla sponda l’asino commentò, Questi fiumi per la via nei viaggi,

Creano sempre forti imbarazzi

L’acqua è fluido che bagna e so, Ed è provato che ammolla ogni cosa

Rispose il leone, Dovendo tutti e due passare, È conseguenza che tutti e due, Ci dobbiamo bagnare, ma ascoltate cosa ho pensato,

se io per esempio salgo su di voi, e voi mi portate dall’altra parte, si bagna uno solo

avete ragione disse l’asino, ma anche io potrei dire la stessa cosa, portatemi voi, perché voi siete il leone ed io niente?

Non voglio liti disse il leone dobbiamo stare in pace, ascoltate,

adesso portate voi me, al ritorno sarò io a portare voi,
cosa ne pensate ?

va bene rispose l’asino, da voi certo non mi aspetto

una presa in giro, assolutamente rispose il leone,

e salì a cavallo all’asino per il guado

L’asino si incamminò dentro l’acqua, che via via,

si faceva sempre più profonda, sino a bagnargli il naso,

e sino ad arrivare a non toccare più, a nuoto tra le onde

Il leone capì che la cosa si faceva pericolosa e

conficcò le sue unghie per tenersi aggrappato

dentro la pelle dell’asino che le sentì entrare profondamente

Compare, disse l’asino, cosa fate mi state strapazzando

Non sono cose da farsi sento molto dolore

Il leone rispose, amico mio le mie unghia sono ricurve

Fatte apposta per tenermi fortemente in caso di pericolo

E qui si può annegare quindi comprendetemi mi tengo molto forte

Fate voi, disse l’asino che in futuro farò io

Passato lo spavento e guadato il fiume si misero in cammino

Portarono gli affari a compimento e tornando verso casa

Ecco ancora il fiume da guadare

L’asino senza esitare disse, il patto è fatto caro compare

Adesso tocca a voi portarmi dall’altra parte

Per me la parola vale più di un contratto

Il leone da galantuomo non venne meno al patto e

si caricò suo malgrado sulla schiena l’asino

per guadare il fiume

l’asino intanto (per il quale tutto è lecito)

pensava ancora al dolore dell’andata

e così posizionato sbrogliò il quinto piede

risoluto a fare il più nefando dei soprusi

Mentre il leone nuota lui inizia a tastare

Fissando il giusto punto con quella sua

Enorme inguardabile arma

E con un sol colpo da maestro

Immerge nel di dietro del leone in tutta

La sua lunghezza quell’orrendo arnese

Il leone senti il fuoco entrargli dietro

Con quella mazza che gli arrivava al petto

Getta un urlo disumano

Questa è mancanza di rispetto urlò

Il diavolo nel corpo mi avete entrato

Toglitela via o vi getto nel fiume

L’asino flemmatico rispose

Pazienza amico mio che volete

Io non ho altro voi avete le unghia

E questo è l’unghio mio

Il pericolo è grande come sapete ed avete detto voi

Ed io per malasorte non ho che questo

per tenermi stretto e non cadere

non ho unghie ricurve e quando mi accavallo

questo e l’unico mio appiglio non offendetevi e nuotate
 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: cavalieresikano
Data di creazione: 03/08/2006
 

ARTE

 

 

UNA DOLCE PASSIONE......

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

tonyabelloDGphasechielmonzonevalerio_iopsicologiaforenseCARLO389salignaccorradi_danielapeppe86fSkycloud8mauro.dottoriCalliope1982zammioculcasmessina.federica94digiuseppeantonio
 

BLOG PENNA E CALAMAIO

immagine 

 

DALÌ

immagine
 

MIRÒ

immagine
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963