SICILIA MIAdella Sicilia di tutto.... un pò. |
RENATO GUTTUSO "LA VUCCIRIA"
"Quannu asciucanu i balati ra vucciria"
Nulla è eterno.... a Palermo da secoli c'è un detto per indicare l'impossibilità che avvenga qualcosa, si dice.. "sai quando avverrà? Quannu asciucanu i balati ra vucciria" (trad. Quando asciugano i pavimenti della vucciria).
Effettivamente da tempo il mercato della Vucciria, forse tra i più famosi al mondo è attivo, la sua attività è praticamente incessante, alcuni negozi non chiudono neanche la notte, le sue luci illuminano le notti palermitane da sempre, vuoi qualcosa da mangiare a qualsiasi ora? li la trovi! La frutta ed il pesce vanno bagnati in continuazione per mantenerli freschi, vivaci, appetibili... ed è per questo motivo che le balate che compongono la pavimentazione del mercato non asciugeranno mai.... ma.... oggi vi assicuro che non è proprio più così... peccato... ma... come diceva lui... nulla si crea e nulla si distrugge .... tutto si trasforma!!!!!
UN CAMMINO.....
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Poesia Antica di Sicilia..............!!!!Libera Traduzione dal Testo in Dialetto Siciliano di
Ho sempre sentito dire così, Una risposta data a tempo e luogo, Quando ci vuole comperala un tarì. Ciò è concesso però solo per gioco, Non per cose serie dove la moralità, Ne risente un poco Perché dobbiamo tutto sopportare, Con pazienza e buona volontà, Vendicarsi è solo malignità Ma l’asino intanto seriamente porse la sua risposta, e vi dico che gli venne, da vera asinata Perché l’asino è da sempre considerato, Bestia zotica ed ignorante, Malcreato e nemico dell’onestà Non ha religioni e neanche santi, È testadura e quello che vuole fa, E passa avanti Un giorno infatti, Per affari leone ed asino, Dovettero fare un viaggio insieme, Parlavano per la via ognuno delle sue cose, Uno di stragi e rapine, L’altro di frumento ed erba Mentre discorrevano ecco che, Un fiume li obbligò ad un guado, Essendo piuttosto profondo Fermi sulla sponda l’asino commentò, Questi fiumi per la via nei viaggi, Creano sempre forti imbarazzi L’acqua è fluido che bagna e so, Ed è provato che ammolla ogni cosa Rispose il leone, Dovendo tutti e due passare, È conseguenza che tutti e due, Ci dobbiamo bagnare, ma ascoltate cosa ho pensato, se io per esempio salgo su di voi, e voi mi portate dall’altra parte, si bagna uno solo avete ragione disse l’asino, ma anche io potrei dire la stessa cosa, portatemi voi, perché voi siete il leone ed io niente? Non voglio liti disse il leone dobbiamo stare in pace, ascoltate, adesso portate voi me, al ritorno sarò io a portare voi, va bene rispose l’asino, da voi certo non mi aspetto una presa in giro, assolutamente rispose il leone, e salì a cavallo all’asino per il guado L’asino si incamminò dentro l’acqua, che via via, si faceva sempre più profonda, sino a bagnargli il naso, e sino ad arrivare a non toccare più, a nuoto tra le onde Il leone capì che la cosa si faceva pericolosa e conficcò le sue unghie per tenersi aggrappato dentro la pelle dell’asino che le sentì entrare profondamente Compare, disse l’asino, cosa fate mi state strapazzando Non sono cose da farsi sento molto dolore Il leone rispose, amico mio le mie unghia sono ricurve Fatte apposta per tenermi fortemente in caso di pericolo E qui si può annegare quindi comprendetemi mi tengo molto forte Fate voi, disse l’asino che in futuro farò io Passato lo spavento e guadato il fiume si misero in cammino Portarono gli affari a compimento e tornando verso casa Ecco ancora il fiume da guadare L’asino senza esitare disse, il patto è fatto caro compare Adesso tocca a voi portarmi dall’altra parte Per me la parola vale più di un contratto Il leone da galantuomo non venne meno al patto e si caricò suo malgrado sulla schiena l’asino per guadare il fiume l’asino intanto (per il quale tutto è lecito) pensava ancora al dolore dell’andata e così posizionato sbrogliò il quinto piede risoluto a fare il più nefando dei soprusi Mentre il leone nuota lui inizia a tastare Fissando il giusto punto con quella sua Enorme inguardabile arma E con un sol colpo da maestro Immerge nel di dietro del leone in tutta La sua lunghezza quell’orrendo arnese Il leone senti il fuoco entrargli dietro Con quella mazza che gli arrivava al petto Getta un urlo disumano Questa è mancanza di rispetto urlò Il diavolo nel corpo mi avete entrato Toglitela via o vi getto nel fiume L’asino flemmatico rispose Pazienza amico mio che volete Io non ho altro voi avete le unghia E questo è l’unghio mio Il pericolo è grande come sapete ed avete detto voi Ed io per malasorte non ho che questo per tenermi stretto e non cadere non ho unghie ricurve e quando mi accavallo questo e l’unico mio appiglio non offendetevi e nuotate |








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