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Post N° 286
Post n°286 pubblicato il 30 Aprile 2007 da GURU1960
Per il ribaltone si attenderà l'ok finale dell'Antitrust In uscita tutti gli uomini "targati" Pirelli di GIOVANNI PONS
La differenza è che nel 2001 Roberto Colaninno diede le dimissioni a valle dell'accordo della Bell con Pirelli mentre oggi nessun tipo di sostituzione è stato negoziato in fase contrattuale. Ma risulta abbastanza evidente che se le banche e Telefonica andranno da Pistorio già nei prossimi giorni chiedendogli di dimettersi per far spazio a un nuovo presidente, difficilmente il manager catanese potrà rifiutarsi di fare il passo indietro. E una riunione tra i nuovi soci su questo argomento potrebbe tenersi già questa settimana. Tra l'altro Pistorio, all'indomani della sua nomina, è già stato protagonista di un duro scontro con il vicepresidente Carlo Buora sul tema delle deleghe. Il neo presidente, durante il cda successivo all'assemblea, aveva chiesto oltre agli affari legali e alle strategie che erano già del suo predecessore, la responsabilità sullo sviluppo internazionale e sulle relazioni esterne. Di fronte a queste richieste Buora aveva minacciato le dimissioni rientrate soltanto grazie agli interventi di Riccardo Ruggiero e Renato Pagliaro, il rappresentante di Mediobanca. Ma Pistorio avrebbe intenzione di tornare alla carica nel prossimo cda già convocato per l'8 maggio nel quale, oltre ai conti del primo trimestre, dovrebbero essere formati i comitati previsti dalla corporate governance ideata da Francesco Chiappetta su misura per Tronchetti Provera. Un sistema, quello dell'assegnazione di specifiche responsabilità ai vari comitati audit e per la corporate governance che, per l'ex presidente Rossi, rappresentava soltanto un modo elegante per togliere potere al consiglio di amministrazione e accentrarlo in capo all'azionista di riferimento. Uno degli obbiettivi primari di Rossi, se tornerà in Telecom, sarà proprio quello di cambiare radicalmente lo Statuto della società restituendo le funzioni primarie al cda. Con il via libera Antitrust e il rinnovo di tutto il consiglio si presenterà poi il problema del cambio del management. Su questo tema le opinioni tra i vari soci sono ancora differenti, dividendosi tra chi vorrebbe una conferma di Ruggiero alla guida operativa del gruppo e chi vorrebbe una sua sostituzione per sancire definitivamente la svolta anche di fronte ai mercati finanziari. Qualcuno, nella concitazione dei giorni scorsi, ha provato a contattare Vittorio Colao, rientrato in Vodafone dopo i due anni turbolenti in Rcs. Ma Colao ha preso tempo sia perché è il candidato a diventare il prossimo numero uno di Vodafone nel mondo, sia perché in caso di uscita anticipata dal gruppo inglese scatterebbero penali molto salate. Un po' come la buonuscita che prenderebbe Buora se venisse licenziato dopo il rinnovo, nel novembre scorso, di un favoloso contratto triennale. ( 30 aprile 2007 ) LA REPUBBLICA |
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