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Post N° 297
Post n°297 pubblicato il 21 Giugno 2007 da GURU1960
DailyNet - 20/06/2007EBA FORUML’era della web-partecipazioneAl centro il nuovo ruolo dell’utente internet Consumatore? Macché. Non è più il caso di definire l’utente della rete con questa accezione. Potrebbe non prenderla bene. Questo uno degli spunti più interessanti che ha contraddistinto il semaforo verde sull’edizione 2007 di Eba Forum, che si è tenuta a Palazzo Affari ai Giureconsulti di Milano. L’evento sull’advertising innovativo si è aperto con una tavola rotonda incentrata su una sorta di brief impartito ai presenti, la maggior parte dei quali professionisti operanti nel marketing digitale e non. Nell’era della partecipazione le nuove tecnologie legate al Web 2.0 svolgono un ruolo fondamentale, che inevitabilmente si riflette sul comportamento strategico delle aziende che puntano a raggiungere il “nuovo” cliente. Ma prima di questo passo verso le tendenze moderne dell’advertising digitale, è buona creanza definire le peculiarità dei soggetti ai quali la stessa viene indirizzata. Ebbene, trattasi di un target rivoluzionario, che non accetta più i vincoli passivi legati alla propria condizione di bersaglio. Oggi è l’utente che sceglie il modo in cui deve essere raggiunto, perchè conscio delle nuove dinamiche della rete che lo pongono sullo stesso gradino della fonte. Via dunque alla democrazia di internet, caratterizzata da amicizie, conoscenze, voci fidate. È l’era della partecipazione, dunque, che si concretizza attraverso una serie di contenuti user generated, gelosa della propria indipendenza e vogliosa di community, all’interno delle quali distribuire il frutto della propria o altrui creatività, tradotta in video, musica, immagini e quant’altro transiti online. Di fronte a questa trasformazione digitale si levano il cappello i media tradizionali, desiderosi di una convergenza che li inviti a banchettare alla tavola del Web 2.0. Internet, mobile, Second Life: la scelta della piattaforma è all’altezza di ogni gusto, le possibilità di interconnessione fra tali strumenti sono infinite. Di questo e altro si è discusso durante la tavola rotonda che ha dato il via all’Eba Forum, moderata da Alberto D’Ottavi, giornalista e blogger nonché autore del libro “Web 2.0 – Le meraviglie della nuova internet”. Calcio d’inizio affidato a Diego Bianchi, videoblogger e responsabile dei contenuti editoriali di Excite Italia, che ha fatto da apripista raccontando la sua esperienza nel settore: «In sette anni a Excite ho visto numerose fasi attraversate da internet: dai testi ai blog, quindi le piattaforme per gli utenti e la possibilità d proporre video. Inizialmente mi dilettavo a realizzare video spiritosi sui Mondiali 2002, poi nel 2005 ho caricato su YouTube un reportage su “The Blog 2”, evento parigino, che ha raggiunto un bacino d’utenza impressionante: circa un milione e mezzo di visualizzazioni, tra i video più visti di sempre. Francamente, ancora oggi mi chiedo come sia stato possibile tale successo». Appassionato di blog, conosce bene il valore dei contenuti che transitano sul web Antonio Sofi, docente di tecnologia e nuovi media all’Università di Firenze: «I contenuti trovano nella rete un terreno assai fertile; questo lo si evince considerando, ad esempio, la trasformazione che sottostà al passaggio dal mezzo televisivo a quello online: i contenuti prendono vita e si presentano a interlocutori pronti ad accoglierli con il cuore e con la mente. Acquisiscono delle gambe che consentono loro di muoversi e raggiungere chi non ne conosce l’esistenza. Oggi il nuovo paradigma impone un cambiamento soprattutto mentale: basta con il concetto 1.0, che vede nei contenuti una proprietà personale e ne impedisce l’effetto virale e la lunga vita». Lunga vita a quanto circola online, dunque, ma anche tanta libertà che si traduce in nuove possibilità per gli utenti, come sottolinea Luca Vanzella, blogger e responsabile R&S in Daimon: «Liberare i contenuti significa anche dare alle persone qualcosa su cui lavorare. L’utente ora non si limita a ricevere, ma è attivo nella creazione e realizzazione. Nella realtà attuale si passa dai produttori tradizionali a quelli nuovi, che non hanno bisogno di particolari know how». Sarebbe tuttavia riduttivo limitare il nuovo ruolo dell’utente al semplice uso di internet, perchè oggi può diventare protagonista anche grazie a strumenti che esulano dalle connessioni tradizionali al web: quelli mobile. La testimonianza di Luca Galli, di Neos e Milano Living Lab, pone l’accento sulla distanza ancora rilevante che separa i due mondi: «Al di là della storia che internet ha alle spalle, oggi ci sono soggetti che si pongono un quesito: come servirsi anche di altre piattaforme. I player delle telecomunicazioni che operano in ambiti diversi dalla rete sono consapevoli del fatto che rispetto a internet le altre piattaforme subiscono un gap. Attualmente, nonostante si sia imboccata con fermezza la strada della convergenza, si tratta di due mondi che ancora non si parlano e per porre rimedio è sempre più frequente l’attività di ricerca e sviluppo». Utente protagonista di internet, ormai il concetto è ben chiaro. Ma in quali contesti questo nuovo paradigma trova il maggior beneficio? La risposta sembra scontata: la musica. In tal senso, l’intervento di Alberto Cottica, economista e musicista fondatore di Modena City Ramblers e Fiamma Fumana, nonché presidente di The Hub, è quanto mai indovinato: «In base alla mia esperienza personale, devo ammettere che internet ha offerto ai musicisti spazi prima inesistenti. Da un pubblico regionale la visibilità concessa dalla rete ha consentito di raggiungere un pubblico multinazionale. Un tempo per fare strada era necessario essere “scoperti” dagli esperti del settore musicale ed effettuare il percorso tradizionale, oggi il primo passo avviene all’interno delle community. Ma se da un lato internet è un Eldorado per i musicisti emergenti, non si può dire altrettanto per il mercato: il passaggio dall’offline all’online ha provocato un calo nelle vendite su supporti fisici, gap non compensato dagli acquisti effettuati sul web. Sta venendo meno l’ontologia del marketing, perchè nessuno vuole essere un semplice consumatore ma parte delle community. In pratica siamo di fronte a un sistema a controllo distribuito». Una delle piattaforme più popolari che meglio incarnano la realtà della comunicazione online è Second Life, oggetto di discussione anche durante la tavola rotonda dell’Eba Forum. A illustrarne le caratteristiche e potenzialità David Orban, ceo di Questar e “istigatore” della comunità di Vulcano su Sl: «Le nostre attività attraverso l’avatar sono reali così come lo sono quelle nei blog. Per questo motivo è sbagliato definire Second Life una realtà virtuale: si tratta di un ambiente online. La partecipazione degli utenti non deve essere percepita, a livello di astrazione, come meno reale rispetto a quella fisica. Questa piattaforma è popolare perché ha raggiunto una valenza universale e apre la strada a numerosi altri mondi online, che presto verranno popolati da decine di milioni di avatar. Non bisogna però fare a meno del buon senso, una volta che si entra a far parte di questa realtà parallela: un buon senso che, valutato in modo diverso dai membri di questa community, è anche oggetto di discussione e quindi di interazione. E il futuro si presenta ancora più interessante, considerato che presto sarà possibile utilizzare la propria voce per comunicare su Second Life. In pratica, un altro passo determinante verso un maggiore livello di concretizzazione di questa seconda vita». E poco importa se ancora oggi permangano dubbi sulla validità di questa piattaforma. Solo il fatto che se ne parli testimonia l’impatto eclatante che giorno dopo giorno sta guadagnando presso il pubblico “reale”, tutt’altro che indifferente, nel bene e nel male, a uno dei simboli dell’era partecipativa.
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