CONDIVIDO QUINDI Riporto ciò che è scritto su http://flussodicoscienza.it/2005/04/07/senso-civico/
Senso civico?
7 April 2005 - 16:20 | By Daniele Nicolucci | Cat.: Società | No Comments Gli italiani, si sa, non godono di molta fama per quanto riguarda il rispetto delle regole.
Persino Focus, la rivista di divulgazione socio-scientifica, si è occupata dell’argomento, giungendo alla conclusione che la nostra cultura è stata influenzata, fino a poco più di centocinquant’anni fa, dalla divisione dell’Italia in tanti piccoli Stati; tale situazione, sembra, ha portato alla creazione di “leggi locali”, rispettate ma non scritte, che spesso vengono viste dagli indigeni come più importanti delle leggi “centrali”.
Come esempio l’articolo riportava la vita a Napoli, e affermava che, benché agli occhi di un non-napoletano la città può apparire caotica e senza legge, in realtà la legge c’è ma, semplicemente, non corrisponde ai canoni civici diffusi nel resto d’Italia.
Ma il senso civico, in Italia, è davvero diffuso? È da un po’ che me lo chiedo.
Per esempio: quante volte, anche nelle piccole città, avete dovuto aspettare per attraversare la strada sulle strisce? Non si ferma nessuno, dannati automobilisti! D’altro canto, però, se guidate voi, non vi fermate perché è un fastidio inutile, dannati pedoni.
La strada vicino a casa mia nel corso degli ultimi mesi è franata, una corsia è andata giù a valle e ANAS e comune stanno ancora temporeggiando. Quando finalmente si sono decisi a chiuderla, hanno messo soltanto delle transenne per evitare che passassero le macchine. Risultato: la gente arrivava, scendeva, spostava la transenna, passava, ed eventualmente la rimetteva a posto. Stessa cosa all’uscita.
Qualche giorno dopo, per evitarlo, è arrivato un camion a scaricare della terra sulla strada (sì, hanno proprio scaricato della terra sulla strada); ulteriori giorni dopo si sono decisi a interrompere la circolazione con una rete e dei piedistalli di cemento, avendo l’accortezza di lasciare un corridoio sufficientemente largo per i pedoni (circa 50 cm di larghezza).
Tutto finito? Nemmeno per sogno!
Quel corridoio che, ripeto, si trova su una strada franata per metà e che dovrebbe consentire il passaggio esclusivamente ai pedoni - per evitare di aggirare quei cento metri percorrendo due chilometri e trecento metri -, viene percorsa senza troppi problemi dai motorini.
D’accordo, forse dieci motorini al giorno non faranno peggiorare la situazione più di tanto, ma subito dopo la fine del corridoio c’è una curva; se un pedone non dovesse sentire un motorino che arriva dal lato opposto, non potrebbe far molto (a meno che non si chiami Uomo Ragno, Superman, Paperinik o qualcosa del genere). In realtà, anche se l’incontro tra bipede umano e biciclo a motore con umano a bordo dovesse avvenire a metà di questo corridoio, la situazione sarebbe ugualmente problematica. Essendo la larghezza dello stesso di circa 50 cm, le uniche alternative sono tornare indietro o scendere nel canale di deflusso laterale.
Ma non finisce qui, come diceva un presentatore televisivo qualche anno fa. Non so come, ma in quello strettissimo corridoio è stata vista passare persino un’Apecar.
Forse sbaglio, ma io ne faccio una questione di senso civico e di onestà.
Se hanno chiuso una strada, ci sarà un motivo; non è pensabile di togliere le transenne per passare. Se hanno lasciato un corridoio per i pedoni su una strada che è franata per metà e può crollare ulteriormente, non è pensabile di passarci con un motorino o addirittura con un’Apecar.
Ma si sa, l’italiano medio pensa prima a se stesso, e poi, se ha tempo e voglia, agli altri. Nel frattempo, si giustifica dicendo che tanto lo fanno tutti.
Provate a chiedere a qualcuno che butta delle carte per strada perché lo fa, o perché non si ferma se già da lontano il semaforo è giallo, o perché ruba il posto di qualcuno in una fila.
Un esponente della sinistra, ma francamente non ricordo chi, qualche settimana fa ha affermato che a furia di condonare tutto si sta instaurando l’idea che è tutto legale; se qualcosa è illegale non importa, prima o poi si condonerà.
Spiacente deluderti, caro politico: hai detto una cosa giusta, ma ormai è già tardi. Siamo arrivati al punto in cui anche se un CD originale costasse cinque euro, la maggior parte della gente continuerebbe a scaricarselo tarocco da internet. Del resto gratis è meglio di cinque euro, nevvero? Quasi nessuno si rende più conto che è comunque un atto illecita e illegale, a prescindere dal fatto che i CD costino oggettivamente troppo.
Certo, quelli dei CD e dell’Apecar sono soltanto due esempi presi a caso, perché c’è di peggio. Purtroppo.
Inviato da: panpanpi
il 01/10/2010 alle 17:23
Inviato da: panpanpi
il 25/06/2010 alle 10:05
Inviato da: lecugine_2010
il 05/06/2010 alle 10:23
Inviato da: panpanpi
il 26/05/2010 alle 09:54
Inviato da: miriam1mt
il 26/03/2008 alle 11:39