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Post N° 150

Post n°150 pubblicato il 22 Gennaio 2006 da sabapop
Foto di sabapop

... " How did we get this far apart?" ...

... mi sono immaginato te che ci ballavi sopra ...
 Un piccolo teatro all'italiana, con stucchi oro zecchino decorati a punti e girali, vuoto, buio, un po'  polveroso, coi sedili e la platea in legno di ciliegio e le
           tende di velluto rosso dei tre ordini di palchi
Solo sul palco, dismesso, dalle assi nere
           impolverate, ci sono delle luci.
La polvere scintilla imprigionata dal calore di
           quei proiettori, che disegnano ombre sui fondali dismessi e sulle scenografie scheletriche - grotteschi ruderi di scene passate.
 Ad un tratto questa canzone.
 E tu vestita di bianco che inizi a danzarci sopra ...
 Danzi a rallentatore, ed ogni tuo gesto, circolare
           e leggero, muove un filo di vento che agita i veli e gli
           arlecchini del palco e quasi quasi sparge luce intorno a sé.
 Come per magia, grandi bolle di sapone - alcune
           del diametro di una persona - iniziano a vagare da chissà dove per il palco, perdendosi nell'oscurità del teatro. Tutto - il palco, i fondali accatastati, la tua
           figura - diventa traslucido finchè un volo di farfalle
           porta via ogni rumore di fondo.
C'è solo la musica ...
 Poi capisco: sei tu a creare bolle e farfalle.
 Nello stesso silenzio si risvegliano i fanstasmi
           del teatro.
 Piccoli scintillii di occhi senza corpo si
           intuiscono negli anditi dei palchi (la platea rimane vuota), quasi che abbiano paura e timore a farsi vedere.
Infatti sono i fantasmi della volgarità che dietro quei palchi ha
    consumato la sua vita in dissolutezze e sconcerie e che
           rimane estasiata di fronte a tanta grazia.
Masse d'ombra incomporea tridimensionali ma
           amorfe guardano in un misto di invidia, desiderio ,rabbia,  frustrazione e melanconia e ogni qual volta riesce, in quelli meno sozzi, a cadere una lacrima,l'ombra prende
    consistenza, ma solo per sentire quell'illusione di carne bruciare dal sale del pianto.
 Poiché essi, come me, sono indegni di assistere a tale spettacolo, una manifestazione di grazia e bellezza che non li toccherà mai.
Tutto sfuma.
Come se la danza non ci fosse mai stata. Come se
           i tuoi occhi fossero solo l'illusione dell'irrangiungibile.
Fine.

grazie gigio !!!


QUI LA PRIMA PARTE COMPLETA DEL RACCONTO

 
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