Creato da fabbri.giancarlo il 08/08/2012
Giancarlo Fabbri giornalista freelance

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Anche la “Sagra dei Sapori” a sostegno del Ramazzini

Post n°1142 pubblicato il 19 Ottobre 2018 da fabbri.giancarlo
 

ZZ Nicoli Paolo

Nella foto un pranzo sulla balconata della Sala 77 con il presidente della sezione di San Lazzaro del Ramazzini Paolo Nicoli

San Lazzaro (Bologna)

In collaborazione con il circolo Arci di San Lazzaro i soci sanlazzaresi della cooperativa sociale onlus “Istituto Ramazzini” in occasione della “Sagra dei Sapori” hanno organizzato un pranzo di raccolta fondi che si terrà alle 12.30 di domenica 28 ottobre nella galleria superiore della “Sala 77” dell’Arci di via Bellaria 7 a San Lazzaro. Prenotazioni obbligatorie entro il 22 ottobre telefonando al numero 360-884207.

Il pranzo di beneficenza, con offerta minima di 24 euro per gli adulti, di 18 per i bambini e di 22 per l’asporto, propone lasagne al ragù misto di cinghiale, grigliata mista, patatine fritte, tiramisù, acqua e vino. Il pranzo è preparato dagli chef volontari dell’Arci, con ricavato destinato alle attività di ricerca del centro “Maltoni” di Bentivoglio e di prevenzione dei tumori e delle malattie ambientali del “Ramazzini”.

Come da tradizione autunnale, sabato 27 ottobre prenderà infatti il via la “Sagra dei Sapori” nata dalla fusione della sagra del cinghiale con quella della lasagna. Una festa gastronomica ai sapori di stagione, che richiama molte centinaia di persone a ogni apertura delle cucine, che proseguirà nei giorni 28 ottobre e 1, 3 e 4 novembre. Apertura alle 19 tutti i giorni e anche alle 12 la domenica e nel festivo con sempre la possibilità di asporto. Nutrito il menù proposto dagli chef volontari, proprio per accontentare tutti i palati, con sette primi e una quindicina tra secondi, pietanze e contorni, e vini di qualità a prezzi popolari.

Senza dimenticare che le sagre gastronomiche dell’Arci hanno lo scopo di sostenere le tante discipline sportive amatoriali che qui hanno sede o attività che spaziano dal ballo al tarocchino, dalle bocce al biliardo, dalle carte agli scacchi, e dal podismo al ciclismo. Prosit.

 
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Lasagne contro il cancro a sostegno del Ramazzini

Post n°1141 pubblicato il 15 Ottobre 2018 da fabbri.giancarlo
 

ZZZ Nicoli Paolo Busi Pier Paolo

Da destra Pier Paolo Busi direttore dell’Istituto Ramazzini e Paolo Nicoli presidente della sezione soci di San Lazzaro

San Lazzaro (Bologna)

Già ora potete telefonare a Giusi (360-884207), Alfea (339-6735923), Anna (339-8948252) o a Leda (338-1154683), per prenotare posti a tavola per un pranzo alla tradizionale “Sagra dei Sapori” organizzato dai soci di San Lazzaro della coop sociale onlus “Istituto Ramazzini” in collaborazione col circolo Arci sanlazzarese. Pranzo che si terrà alle 12.30 di domenica 28 ottobre nella galleria al piano superiore della grande e accogliente “Sala 77” del circolo Arci, in via Bellaria 7 a San Lazzaro, con prenotazioni obbligatorie entro il 22 ottobre.

Il pranzo di beneficenza, con offerta minima di 24 euro per gli adulti, di 18 per i bambini e di 22 per l’asporto, propone un menù con lasagne al ragù misto di cinghiale, grigliata mista con patate fritte, acqua e vino. Si tratta di una mini sagra preparata dai provetti chef volontari dell’Arci, con ricavato destinato alle attività di ricerca e prevenzione dei tumori e delle malattie ambientali del “Ramazzini”.

Per tutti, anche per i non soci dell’onlus Istituto Ramazzini la sezione sanlazzarese, presieduta da Paolo Nicoli, ha organizzato anche alcune interessanti gite con materiale informativo che sarà distribuito in occasione della cena. Per ogni informazione rivolgersi ai numeri citati o al negozio “Le Ramazzine” gestito dalle volontarie sanlazzaresi in via Casanova 14, dove è possibile trovare a prezzi d’occasione capi di abbigliamento, oggetti da arredamento, e articoli vari, nuovi o usati; anche i regali di Natale per sé, per i propri familiari e per gli amici.

 
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In via Madonna dei Boschi i conducenti ringraziano; ma non tutti

Post n°1140 pubblicato il 14 Ottobre 2018 da fabbri.giancarlo
 

Asfalto 01 Madonna dei Boschi 2018Asfalto 02 Madonna dei Boschi 2018

A Madonna 01 Boschi

San Lazzaro (Bologna) nelle foto il prima e il dopo.

Lo scorso 7 settembre i conducenti che alla Croara percorrono via Madonna dei Boschi per andare da San Lazzaro a Rastignano o viceversa, si sono trovati la strada sbarrata da transenne e dirottati fino a Montecalvo. Ma già nella serata dello stesso giorno si sono trovati a percorrere una strada liscia, senza buche, con un consistente spessore di nuovo asfalto come mai vista qui da alcuni decenni. Infatti molti conducenti nel transitare per via Madonna dei Boschi, che unisce le vie Buozzi e Croara, pregavano di poter giungere dall’altra parte senza spaccare una gomma (è già capitato), perdere un coprimozzo (pure questo), o rovinare le sospensioni (il rischio c’era) per lo stato pietoso dell’asfalto se lo si poteva ancora chiamare così. Ogni tanto venivano colmate le buche più profonde, anche per le proteste degli utenti, ma erano anni che tale strada aveva bisogno di una ripassata. Magari col tipo di asfalto usato in previsione del Teo, Civis o Crealis Neo Emilio, ancora da arrivare nella città del santo mendicante, che a dieci anni dalla stesa a San Lazzaro non ha ancora una crepa o un avvallamento.

Tra i misteri della Croara c’era infatti anche quello di via Madonna dei Boschi in dissesto ma sempre più trafficata, per raggiungere la parte est di Bologna e la Tangenziale evitando i tanti, troppi, semafori di via Toscana. Almeno in attesa del “mezzo Nodo di Rastignano” in via di esecuzione, molto lenta, per unire via Madre Teresa, al Trappolone di San Lazzaro, alla rotatoria Mafalda di Savoia a Bologna.

Per dare a Cesare il dovuto i conducenti di veicoli possono ringraziare il Comune di San Lazzaro per aver fatto asfaltare questa via ai confini del suo territorio nell’ambito di un intervento che ha interessato anche altre vie sanlazzaresi e parcheggi per un importo di 600mila euro. Ma chiuso un buco se ne apre un altro ma non è colpa del Comune. Con il nuovo asfalto molti conducenti vanno veloci, troppo veloci, in una strada già stretta; con ulteriore strettoia al Fondo Castello e due curve a gomito alla Cava a Filo e alla Palestrina. In un tratto ci sarebbe anche il limite dei 20 all’ora ma non lo rispetta nessuno.

Per dire tutta la verità sappiamo che nel Piano territoriale del Parco regionale dei gessi bolognesi e calanchi dell’abbadessa, approvato dalla giunta regionale nel 1997, l’intenzione iniziale era di rendere via Madonna dei Boschi strada forestale interdetta al traffico privato, con sbarre e lucchetto. E l’intenzione dell’allora direttore del Parco, Gian Franco Pelleri, sarebbe poi stata quella di non mantenere asfaltata la strada per renderla, con il tempo, una carraia con fondo permeabile. E visto che la strada si stava pian piano sgretolando ci si immaginò che si volesse raggiungere tale obiettivo. Ma è meglio aspettare che venga infine realizzata una viabilità di fondovalle che non costringa ancora, chi vuole andare a Bologna, di arrampicarsi sul colle della Croara.

 
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Nell’Appennino anche la stampa favorisce il turismo e l’economia

Post n°1139 pubblicato il 13 Ottobre 2018 da fabbri.giancarlo
 

Test Un'Idea 83

Città metropolitana bolognese

Il numero 83 del notiziario mensile “Un’Idea di Appennino”, edito dalla Hemingway Editore e diretto da Bruno Di Bernardo, da giorni scaricabile gratuitamente dal sito hemingwayeditore.wordpress.com,  è già stato distribuito, sempre gratis, anche nella versione cartacea. Per chi ancora non lo conosce il mensile, distribuito Bologna compresa in diciotto comuni della Città metropolitana bolognese, dalla via Emilia fino al confine toscano escluso il comprensorio imolese promuove il nostro Appennino anche dal punto di vista turistico ed economico. Sostenuto soltanto dalle inserzioni pubblicitarie pone in primo piano le notizie di carattere locale, che spesso i quotidiani trascurano perché “non fanno vendere il giornale”, facendole conoscere in ambito vasto.

Infatti nel numero di ottobre di “Un’Idea di Appennino”, potete leggere del vostro cronista, su Pianoro, del “bomba day” che ha fatto allontanare oltre settemila persone da casa, del barbiere Sauro (Bibi) Fabbri che a 79 anni di età continua a lavorare su barbe e capelli. Poi su San Lazzaro dei vent’anni di gestione dell’Itc Teatro da parte della Compagnia del Teatro dell’Argine nata proprio alla Ponticella di San Lazzaro, della scomparsa dell’artista e grande illustratore Giuseppe (Gius) Bacci autore di grandi campagne pubblicitarie nel dopoguerra. Poi dell’intitolazione dell’ex scuola elementare “Fornace” alla grande Mariele Ventre che fu direttrice del Piccolo Coro dell’Antoniano da cui nacque l’idea del festival canoro per bambini “Zecchino d’Oro”, della nuova chiusura del minimarket della Cicogna dopo altre quattro gestioni, e dell’innovativa rassegna musicale “Paradiso Suite” che con i Filarmonici del Teatro Comunale porta la musica classica nel circolo Arci sanlazzarese. Infine su Ozzano le preoccupazioni dei sindaci di Ozzano e San Lazzaro sulla realizzazione della Complanare nord, dell’inaugurazione della nuova fontana nel parco della Resistenza, dell’intitolazione all’imprenditore Angelo Pelliconi del ristrutturato auditorium della scuola di musica a Villa Maccaferri, e che entro la fine dell’anno l’associazione volontaria Pubblica Assistenza Ozzano e San Lazzaro troverà definitivamente casa nella Casa della Salute.

A cura del direttore responsabile Bruno Di Bernardo, e di altri bravi colleghi: Filippo Batisti, Sarah Buono, Marica Cavicchi, Roberta Cristofori e Giorgio Tonelli, inchieste, cronache e notizie dai comuni: Alto Reno Terme, Camugnano, Casalecchio, Castiglione dei Pepoli, Grizzana, Loiano, Marzabotto, Monghidoro, Monterenzio, Monte San Pietro, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Sasso Marconi, Valsamoggia, Vergato, Zola Predosa, oltre a notizie da Bologna, dalla Città metropolitana bolognese e dalla Regione. Dal mese scorso il sito web hemingwayeditore.wordpress.com, è stato affiancato anche dal sito unideadiappennino.wordpress.com. Per contattare la redazione: 335-7777604; per richiedere inserzioni pubblicitarie: 339-4233609.

 
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Gianni Raimondi già dimenticato?

Post n°1138 pubblicato il 09 Ottobre 2018 da fabbri.giancarlo
 

Raimondi 10 Gianni

Pianoro (Bologna)

Nel maggio del 2015 un lettore scrisse al “Carlino” accusando il Comune di Bologna di aver dimenticato il grande tenore, bolognese, Gianni Raimondi e sollecitandolo a dedicargli una via. Gli rispose Cesare Sughi, giornalista di cui ammiro la grande cultura, convenendo che Raimondi meriterebbe la dedicazione di una via della città dove nacque il 17 aprile 1923. Ma che però la legge stabilisce che non è possibile intitolare vie, spazi o edifici pubblici a persone che non siano decedute da almeno dieci anni. Con il grande tenore che infatti era deceduto a Pianoro il 19 ottobre 2008, e una dedicazione di vie e piazze al suo nome non è quindi possibile, per legge, prima del 2019. Ma tale doveroso ricordo non spetta soltanto a Bologna, dove nacque accanto al ponte della Mascarella, ma anche a Pianoro dove, dopo lungo peregrinare per il mondo, poi scelse di vivere e dove morì.

Chi scrive ebbe la fortuna di conoscerlo nel 1991 – per un’intervista da pubblicare sul periodico pianorese “Il Punto” – quando mi accolse con calore e simpatia nella sua abitazione, allora a Botteghino di Zocca in Val di Zena, ricavata da un’ex colonica. Abitazione con studio nell’ex stalla con un pianoforte gran coda, molti libri, tanti dischi, impianti di riproduzione ad alta fedeltà e tanti ricordi. E per chi non lo sa Gianni Raimondi fu uno dei più grandi tenori della lirica mondiale in un periodo in cui cantavano nei maggiori teatri del mondo anche artisti italiani del calibro di Franco Corelli, Giuseppe Di Stefano e Mario Del Monaco altrettanto famosi.

In gioventù Raimondi aveva praticato vari sport, tra i quali l’atletica leggera in cui fu anche campione provinciale nei 110 metri a ostacoli, e il calcio dove ebbe proposte da grandi squadre, ma aveva già scelto di fare il cantante lirico. Debuttò a Budrio nel 1947, nel “Rigoletto”, e la carriera di Raimondi continuò nei più importanti teatri del mondo. Dopo 33 anni di carriera fu però colpito da un’allergia alla polvere del palcoscenico che lo costrinse a vivere lontano dai teatri e dallo smog delle città trovando finalmente casa e sollievo in Val di Zena poi a Pianoro Nuovo. Nel 2003 il Comune di Pianoro organizzò un concerto per il suo 80° compleanno a cui presero parte cantanti affermati e allievi. Non sembra sia stato ancora dimenticato ma anche a Pianoro ci dovrebbe essere posto per una via Gianni Raimondi; e che venga poi ricordato con qualche iniziativa almeno nel decimo anniversario della scomparsa che cade, come scritto prima, il 19 ottobre 2018

 
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