Creato da Scusiuninformazione il 29/05/2014
Uno scorcio semiserio di vita aeroportuale
 

 

Quelle domande improbabili.

Post n°7 pubblicato il 02 Agosto 2014 da Scusiuninformazione

Scusi, devo stivare per Palermo dove vado?

Lo so, potrei essere un po' (comprensibilmente)  acida con sole 3 ore di sonno. Ma la verità è che la gente tonta deve richiedere l accompagnamento e non prendere l’ aereo, al massimo l’ autobus.

Stamattina in arrivo alle 4.14 ho avuto la folgorante idea di uscire a sistemare i tendiflex più inutili del mondo perché li odio storti, e sono stata assalita come credo accada alla Belen quando va a fare la spesa.

Non riuscivo a rientrare in biglietteria. M impedivano d passare con domande quali dov è il bagno? Dove vado per Lampedusa?  C’è un bar aperto?

All’ unico corretto che s è lanciato con un ‘buongiorno, scusi, un'informazione?’  ho risposto un poco professionale 'No'.

Capirei se fossimo in mezzo al deserto, che dici. Dove sarò? La stella polare com è girata? Sarò girata io d spirito?

E vedi uno arrivare in groppa ad un cammello con la divisa dell’ aeroporto e cosa fai, non gli chiedi un'informazione.

Ma sei dentro all’ aeroporto di Bologna, dove sono stati spesi almeno 6milioni di euro per la segnaletica, assolutamente inutile come i tendiflex.

‘Dov è il check in B? qui vedo solo la A’.

‘Ha provato ad andare dritto signore? Credo che questo sia il suo giorno fortunato e dopo la A troverà la B’.

Scusi, ma qual è la differenza tra questo check in e quello li dove ci sono tante persone?

Sento comparire un enorme punto interrogativo sulla mia testa.

'Non credo di aver capito Signore'

'Si insomma, posso scegliere io dove andare a fare il check in?

‘Direi di no, credo che la differenza nasca dal fatto che gli aerei vanno in posti diversi'

‘Ah giusto, non ci avevo pensato’.

Genio, tu neanche la patente della macchina devi avere. Tu non devi salire su nessun mezzo  di trasposto, tu sei un pericolo per l’ umanità. E anche per i pianeti vicini.

Ora come diamine faccio che ho la pipì ma sono ossessionata dall idea che appena esco saltino fuori come i funghi a chiedere dov ‘ è Palermo, dov è  il bancomat dov è il mio gatto che è scomparso 4mesi fa.

Io non lo so mica come c arrivo, a fine agosto.  

Sicuro, con le manie di persecuzione.

 
 
 

C' traffico

Post n°6 pubblicato il 22 Luglio 2014 da Scusiuninformazione

Si sa, l estate è la stagione perfetta per gli spostamenti. In auto, in aereo, in treno.

Soprattutto di spostamenti intelligenti. Andare al mare il week end potrebbe essere un esempio.

Quindi il venerdi si esce da lavorare tutti contenti, pensando che tra un ora di autostrada sarò sull amaca con un mojito in mano a guardare il tramonto, senza però fare i conti con un altro paio di milioni di italiani che hanno avuto la stessa idea.

Quindi ci si ritrova tutti insieme appassionatamente in coda a 15 km da casa, sperando di raggiungere il mare almeno prima di domenica sera.

Anche in aeroporto è un po' cosi.

Che uno dice, ho pagato 69euro di biglietto andata e ritorno, quindi se faccio tardi mi aspetteranno. Se trovo coda mi aspetteranno. Se mi fermo a fare pipì mi aspetteranno. Dici, eh.

A questo proposito ricordo un piacevole incontro con una Signora che viaggiava con un cane di almeno 12 kg, che secondo lei doveva stare in una gabbietta da chihuahua. Al negato imbarco da parte (giustamente) delle colleghe del check in, diede di matto gridando che il suo cane li dentro stava comodissimo. Peccato che il cane c' entrasse solo con una guaina delle televendite, per non uscirne mai più.

Beh insomma, venne spostata al giorno dopo con la raccomandazione di comprare una gabbia più grande. Accettata negli ultimi secondi mentre ci riempiva tutti di parolacce irripetibili, alla mia raccomandazione 'Signora, corra al check in che stanno per chiudere' lei rispose molto coloritamente qualcosa del tipo 'Ho aspettato io per un giorno, quindi adesso l aereo aspetta me che porto il cane a fare la pipì'.

Non andò proprio cosi.

Comunque dicevo, anche in aeroporto grande traffico.

Uomo d affari si presenta a 3 minuti dal decollo e saltando la fila grida hanno chiuso il check in troppo presto, io di solito arrivo 5 minuti prima e mi aspettano.

Ora, io ancora una roba cosi la devo vedere, però, ansisamai.

Bisogna partire con anticipo.

Ieri pomeriggio avevo qui in biglietteria un ligio passeggero che aveva il volo per oggi. Alla mia domanda 'cosa fa già qui?' risponde 'avevo paura di trovare traffico'. 

Bravissimo.

'Sono venuto in treno ma sa, non si sa mai'.

 
 
 

Sulla lettura del pensiero.

Post n°5 pubblicato il 21 Giugno 2014 da Scusiuninformazione

Ho sempre creduto di avere poteri magici. Fin da piccola sono stata convinta di poter leggere nella mente delle persone.

Da quando lavoro in aeroporto, ho dovuto ricredermi.

 

Ore 4.57, alzo la tenda. Passeggero immobile come uno stoccafisso a 5 mm dal vetro con occhio sgranato.

'Buongiorno, prego'

Mi guarda.

'Devo prendere l aereo'

Molto bene, questo mi sembra un ottimo punto di partenza.

'Con quale compagnia viaggia?'

Vedo il panico serpeggiare nel suo sguardo. Inizia a tastarsi le tasche, ad asciugarsi la fronte.

'Dove va Signore?'

Dal panico si passa al terrore.

'Signore, se non mi da qualche indizio non so come aiutarla'

Si, era una caccia al tesoro alla cieca quella che speravo di fare questa mattina quando la sveglia è suonata alle 3,48.

'Non può dirmelo Lei?

 

(Signore.. cioè io dovrei dirle dove secondo me lei può andare alle 5 di mattina..? Non le sembra un po' rischiosa come domanda..?)

 

Prende il cellulare. Cerca qualcosa. Poi me lo porge, c è un sms con scritte 3 lettere tipo XZY.

'Ecco, con questo può vedere lei?'

 

Eh beh ma certo . Ora lo inserisco nel database della CIA e con quello che vien fuori io dedurrò dove diamine devi andare.

 

'Aspetti, adesso chiamo mia moglie'

 

Dio Ti ringrazio, quest uomo ha una moglie. E se ne ricorda!

'Mia moglie dice che andiamo a Lampedusa. Dove devo andare?'

'In fondo, sempre dritto Signore'.

'I bagagli devo prenderli?

'Direi di si Signore'

'Ma mia moglie deve venire con me?'

'Signore, non le pare che questa domanda dovrebbe rivolgerla a se stesso e non a me?'

Resta interdetto. Credo vorrebbe l aiuto del pubblico, ma non è certo di sprecarlo ora, se poi dovesse servirgli più tardi?

 

Arriva la moglie, piglio deciso, guida i bagagli come se non avesse fatto altro nella vita.

'Cosa fai Gerardo?

Lui ricomincia a sudare.

'Chiedo alla Signorina dove dobbiamo andare'

Sguardo di fuoco, le rotelle della mia seggiola si spostano all indietro da sole. Inizio a capire il sudore e l ansia da prestazione di Gerardo.

'Gerardo, e cosa pensi che ne sappia la signorina di dove andiamo noi? Cosa fa, legge nel pensiero? Ce li ho qua io i biglietti, muoviti'

 

Gerardo mi fissa con lo stesso sguardo che credo possa avere un cane quando lo lasci in pensione una settimana per partire per le vacanze, e la segue.

 

Chissà se nei prossimi giorni, ascoltando i tg, si sentirà parlare di un solitario e finalmente non più sudato uomo, su un gommone che tenta di raggiungere l'Africa, partito da Lampedusa, finalmente libero di non sapere dove andare.

Ti sono vicina, Gerardo.

 

 
 
 

Sulle bilance in aeroporto

Post n°4 pubblicato il 19 Giugno 2014 da Scusiuninformazione

 

Si sa, difficilmente la parola 'bilancia' non porta con se qualche parolaccia; soprattutto durante le feste, e devo dire che su questo argomento l'aeroporto non fa eccezione.

Abbiamo questa strana abitudine per la quale se sul biglietto c è scritto che possiam portare 20 kg, il bagaglio ne peserà almeno 21. Negli anni in cui ho lavorato al check in mi sarà capitato al massimo 3 volte di pesare bagagli di peso inferiore.

Ci piace sfruttare al massimo le occasioni insomma.

Sicuramente qualcuno starà pensando che questo discorso riguarda soprattutto le donne. Errore.

Sfatiamo il mito. Anche gli uomini pagano l'extrabagaglio e solitamente con molte più lamentele.

'Signore, il suo bagaglio pesa 25kg, sono troppi'

'E ma vede che non ho niente a mano?'

'Si Signore, ma ciò non toglie che ha diritto ad un bagaglio da 20 kg in stiva e da 8kg a mano'

'E a lei cosa cambia? c è dentro roba che non posso assolutamente lasciare'

'Va bene, allora vada in biglietteria e paghi la differenza peso'

'Cosa cambia? Il totale è comunque 28kg. Lei scriva 20 kg. E comunque credo che questa bilancia non vada bene, la mia a casa segnava 19'.

(Signore, sono appena passate le feste di Natale, qualcuno avrà fatto un manino alla bilancia a casa, e come dargli torto.)

 

Mi sono immaginata un aereo fatto di bagagli in stiva da 25kg con etichette da 20 kg uno. Ho immaginato uno di quelli grandi, tipo quei 777 da 300 posti. Ho fatto un sospiro,  ho spedito il passeggero a pagare e ho stampato serenamente la mia etichetta da 25kg.

 

Sono da un po' in circolazione quelle strane bilance ad uncino, ci appendi la valigia e lei ti dice quanto pesa. Dicono essere perfette, personalmente non le ho ancora provate. Ho visto però molti passeggeri nell atto di farsi il segno della croce, chiamare a raccolta ogni divinità terrestre d extraterrestre e sollevare con i due indici questo strano aggeggio, rischiando la vena.

Dallo sguardo di chi è davanti ad incitare con il tifo come alla finale di Wimbledon, capisci che il peso è buono. Grida di giubilo e pacche sulle spalle.

In caso contrario, vedi le spalle di chi sta di fronte incurvarsi come sotto al peso della notizia dell fine del piatto che volevi ordinare al ristorante.

 

'Signora la sua carta d identità è scaduta'

'Si lo so ma il bagaglio è a posto, glielo giuro..'  

 

 

 
 
 

Sulla sindrome del viaggiatore (prima parte)

Post n°3 pubblicato il 12 Giugno 2014 da Scusiuninformazione

Ho una convinzione assoluta. Qui in aeroporto c' è qualcosa nell’ aria. E non mi riferisco all’ ascella di nessuno e nemmeno all’ottimo prosciutto di Parma del negozio.

Mi riferisco a quella molecola nell’ aria che rende  tutti decisamente più agitati.

Credo si posizioni ( la molecola ) tipo zanzara sulla tenda. Attende l' ingresso e si lancia a bomba su chiunque decida di varcare la soglia dell’ aeroporto.

La chiameremo, sindrome del viaggiatore.

La sindrome del viaggiatore è quella cosa che solitamente prende alla vigilia di un viaggio, di lavoro o piacere che sia.

Rende le persone insolitamente agitate, nervose, ansiolitiche e anche la domanda più banale può avere risvolti drammatici.

 

'Scusi!!!! Da dove si esce!!!!' chiede la passeggera trainata da un mare di altri passeggeri che si stanno dirigendo all’uscita, distanza 2 metri.

Spalanco le braccia e le auguro buona fortuna per la vita. 

Tutto ciò che è normale in aeroporto si amplifica, per utilizzare una frase che ultimamente va molto di moda.

Con due persone in fila quello dietro si lamenta per la fila interminabile; magari il giorno prima alla coop ha preso il numero 45 per comprare il pane, e stavano servendo il -2, ma non ha fatto una piega.

Anzi, al suo turno aveva pure fatto passare una vecchietta che s era persa il suo tempo fra i surgelati.

 

Mancano due ore alla partenza del volo, ma stufo di aspettare (sono passati 60 secondi) si fa avanti e allunga il collo per vedere cosa si stia facendo, convinto, chessò, di sorprenderci durante una partita a carte.

E dice a quello davanti a lui:

'Scusi mi fa passare? sa, devo prendere un aereo'

Ma dai.

Io non  l avrei mica detto. Pensavo fossi qui per chiedere un originale della piantina catastale della tua mansarda. O per ritirare la roba lavata e stirata.

 

Poi finalmente arriva il suo turno.

 

'Si mi chiamo Rossi. Devo pagare un eccesso di bagaglio ma non sono d accordo. Io al momento della prenotazione che ha fatto mia moglie le avevo detto di mettere dei kili in più. Se poi voi non l avete fatto non è colpa mia, ma vostra. Quindi io ora non pago (dice, carta di credito in mano).'

 

'Va bene signore, torni al check-in e faccia la sua lamentela o tolga i kili in più'.

'Ormai sono qui e pago, ma siete tutti dei ladri'

'Va bene signore, con quale compagnia viaggia?'

'........'

'Ah, deve rivolgersi alla biglietteria a fianco '

'Non poteva dirmelo prima?'

'.....'

 

Alla biglietteria a fianco, in fila si sente una voce:

'Scusi mi fa passare? Sa, devo prendere un aereo'.....

 
 
 
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