Creato da MuseoDeiRicordi il 25/05/2005
L'età favolosa dell'infanzia, la scoperta del mondo...quando le cose, le parole i gesti non erano tutti uguali...I ricordi dei blogger

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Giugno 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 5
 

Ultime visite al Blog

xmonella74delmercatoocchiodivolpe2mpt2003venere_privata.xil_ramo_rubatogesu_risortoannunz1magdalene57pion62telunetlubopopoetellataglia_sprechicinapomariomancino.m
 

Ultimi commenti

 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

« CATERINA »

I TRAGHETTI

Post n°42 pubblicato il 11 Luglio 2005 da MuseoDeiRicordi


Siamo nell’anno in cui all’età di sette anni, per la prima volta i miei genitori mi fecero vivere il fascino del viaggio in Traghetto.

In quegli anni, dal porto della città s’imbarcavano sia treni che persone, che per lavoro, o per le loro vacanze, vi transitavano. Per me, piccolo, era attraente seguire le manovre, svolte per introdurre i treni sulle navi, respiravo così l’odore del treno che si confondeva con quello che il mare faceva salire, a seconda la stagione con il  profumo dell’estate o il salmastro, delle onde agitate del nostro inverno.

L’attraversamento durava circa un’ora e non sempre l’orario di partenza e quindi di arrivo veniva rispettato,causa ritardo dei treni a cui la nave faceva da coincidenza, e che portavano soprattutto d’estate i tanti emigranti che facevano rientro alla loro terra.

Oltre l’incanto della navigazione, il compiacimento di solcare il mare,il seguire con gli occhi estasiati la scia di schiuma che i motori lasciavano dietro, la magnificenza dei toni delle acque, che da trasparenti assumevano sempre più nell’andare il blu profondo, era piacevole, per me ragazzino, seguire le manovre di sbarco o d’imbarco, infatti una passerella veniva attraccata per poter transitare, manovra che a seconda della forza del mare richiedeva un certo tempo, interminabile per chi doveva subito sbarcare, per me avvincente seguire queste operazioni manuali dei marinai, che il mio tempo riuscivano ad ingannare

In entrambe le stazioni scoprivo le carrozze, che i cocchieri usavano come il taxi di oggi, carrozze che si differenziavano da quelle scoperte a quelle folcloristiche, a quelle chiuse ed eleganti, trainate da cavalli ammantati di drappi dai colori particolari, da piume che ornavano le loro criniere, che sostavano nei pressi di queste stazioni

Mi incupisce considerare che si perda questo loro tranquillo cullarti e finanche il loro ondeggiare su onde stranamente impetuose, lo spazio di sensazioni, che si fondono su questo mare ancora cristallino, nell’assaporare il bacio di questo sole, sui sedili delle stesse navi, il respirare l’aria di casa nel momento stesso in cui vedi apparire come saluto ai suoi stessi figli, la madonnina che con la sua mano alzata benedice chi intorno le passi. 

dirck

reggio calabria,1964

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Commenti al Post:
wings.of.fire
wings.of.fire il 12/07/05 alle 17:20 via WEB
che bello...pare tu abbia scritto a metà via tra il sogno e il ricordo :-)
(Rispondi)
 
dickrc
dickrc il 16/07/05 alle 17:54 via WEB
grazie,è un vero piacere ricevere questo tuo commento...
(Rispondi)
printemps_2103
printemps_2103 il 13/07/05 alle 07:19 via WEB
"manovra che richiedeva un certo tempo, interminabile per chi doveva subito sbarcare, per me avvincente seguire queste operazioni manuali dei marinai, che il mio tempo riuscivano ad ingannare.." :la differenza tra un adulto e un bambino nella diversa percezione dello scorrere del tempo...
(Rispondi)
 
dickrc
dickrc il 16/07/05 alle 17:57 via WEB
concordo pienamente,oggi per fortuna non è più cosi.
(Rispondi)
lilith_0404
lilith_0404 il 13/07/05 alle 09:16 via WEB
:-) nella mia ignoranza, non avendo mai preso un traghetto, non immaginavo neppure che i vagoni del treno venissero letteralmente caricati e trasportati via mare... :-))))
(Rispondi)
 
dickrc
dickrc il 16/07/05 alle 17:56 via WEB
il gioco di questi vagoni era fantastico per un bambino,meno per i grandi ovviamente
(Rispondi)
amoildeserto
amoildeserto il 13/07/05 alle 19:30 via WEB
La prima volta che ho preso il traghetto per la Sicilia avrò avuto 25 anni...io e la mia 2CV. A differenza del treno, le macchine salivano al piano superiore con una salita da brivido...e io avevo una gran paura che la macchina si fermasse...imbranata com'ero, sarebbe di certo scivolata indietro!
(Rispondi)
perlanaturale
perlanaturale il 14/07/05 alle 08:57 via WEB
Il traghetto.....era il momento magico in cui io subivo la metamorfosi..... In quel breve tragitto, annusavo l'aria del mare e sentivo entrare sotto la pelle la sensazione di essere ritonata nell'unico posto al quale io mi sia mai sentita appartenere. Scrutavo l'orizzonte che si stagliava netto di fronte, cercavo con gli occhi di penetrare la costa,aspettavo di sbarcare per sentire quel formicolio strano sotto i piedi al primo passo che avrei fatto sulla mia terra....e sarei tornatana ad essere un'isolana....impetuosa...passionale....senza schemi precisi....immadiata e irruenta...libera di dare sfogo alla mia voglia di vivere le emozioni... che solo là, mi premevano forte il cuore... Il traghetto era il momento più bello di un viaggio che mi riportava alle origini...ed è sempre così, ogni volta che torno!
(Rispondi)
 
dickrc
dickrc il 16/07/05 alle 17:59 via WEB
è già il viaggio che ti rende libero,il sentire tra i capelli il vento e gli odori del mare accompagnati talvolta da gocce che bagnano leggere il proprio viso...
(Rispondi)
Gli Ospiti sono gli utenti non iscritti alla Community di Libero.