Creato da MuseoDeiRicordi il 25/05/2005
L'età favolosa dell'infanzia, la scoperta del mondo...quando le cose, le parole i gesti non erano tutti uguali...I ricordi dei blogger

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« UNA  ROSAUN GIORNO CONFUSO »

LA VOLPE

Post n°46 pubblicato il 15 Luglio 2005 da MuseoDeiRicordi


Chissà perché tutti i cani rabbiosi della contrada venivano a crepare da noi. Nell'estate dell '88 la doppietta di mio padre lavorò a pieno regime. Lavorò a pieno regime anche mia madre. Quando un cane ammalato si busca una cartuccia in fronte il suo cranio si apre come un pacco delle Brigate Rosse e il suo contenuto arriva a distanze inimmaginabili. Il sangue infetto andava pur lavato via.

I cani ammazzati da mio padre non erano animali: erano simboli. Un cane randagio è una creatura che ha perso il suo scopo nella vita e non ha cosa più sensata da fare che andare a farsi sparare tra i filari di Sangiovese. Qualche anno dopo mio padre buttò giù i filari. I cani sparirono e cominciarono a venire i maiali.

Anche la volpe era un simbolo, ma un simbolo più cazzuto. Il fatto che se ne parlasse solo al singolare era indicativo. Già le dava una dignità diversa. Mio padre mi chiamò in disparte e fece cenno al campo del vicino. "La vedi ?" C'era solo il grano che s'alzava e s' abbassava lento come il petto d'un dormiente. Con una certa esitazione risposi di no. "Guarda". Raccolse un sasso e lo lanciò dritto in mezzo al grano. Mio padre era un eroe. Una bestiola fulva schizzò fuori dalle spighe. Come cacchio aveva fatto a vederla?

La volpe era la bestia stronza. Estranea ad ogni possibile legame civile, preoccupata soltanto dei suoi appetiti, col suo finissimo ingegno rivolto unicamente alla loro soddisfazione. La volpe non aveva padroni, come i cani randagi. Solo che lei se ne fregava e viveva felice. Non si poteva far ragionare la volpe: alla volpe si sparava e basta. Però non vidi mai mio padre pigliare la doppietta contro di lei. I cani invece crepavano come mosche. "Bisognerà sgozzare le galline", disse in ultimo.

ULFSTEINN
Puglia, anni '80

 
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Commenti al Post:
occhiodivolpe
occhiodivolpe il 15/07/05 alle 18:51 via WEB
ringrazia tuo padre da parte mia ...,volpe
(Rispondi)
lupopezzato
lupopezzato il 15/07/05 alle 20:01 via WEB
«I cani ammazzati da mio padre non erano animali: erano simboli. Un cane randagio è una creatura che ha perso il suo scopo nella vita»... scommetto che gli diventava duro a tuo padre quando sparava ai cani!
(Rispondi)
 
ulfsteinn
ulfsteinn il 15/07/05 alle 20:39 via WEB
Sì, l'altro giorno l'ho raccontata al conte di Chesterfield e lui m'ha risposto esattamente la stessa cosa.
(Rispondi)
magdalene57
magdalene57 il 16/07/05 alle 09:51 via WEB
non ho capito bene...ma il giudizio finale sulla volpe... è frutto di una ricerca scientifica, del sapere popolare tramandato a noi....o che!!???!!! Adesso mi spiego perchè ci sono così tanti colli appuntati sui cappotti delle dame!! Racconto dai toni "forti", ma d'altronde la vita è "forte". Nella realtà contadina, poi, i cani randagi erano un problema, anche e soprattutto sanitario,per non parlare delle volpi....che si mangiavano le galline!!!
(Rispondi)
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