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OMELIA DOMENICALE

Spiegazione del Santo Vangelo

 

 

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OMELIA DEL 14.2.16

Post n°108 pubblicato il 14 Febbraio 2016 da giona2068

 

 

Dal Vangelo secondo Luca 4

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Parola del Signore




Il Signore Gesù, per volontà dello Spirito Santo, viene sospinto nel deserto per essere tentato da satana!

Sembra quasi che lo Spirito Santo abbia  bisogno di mettere in prova il Signore Gesù, cioè se stesso, per vedere se fosse  fedele oppure no. Il serpente  satana  si presenta spontaneamente perché è tenebra e non vede chi ha difronte.

Il Signore Gesù, o lo Spirito Santo, fa questo per dire al mondo che satana prova a far cedere tutti e il più delle volte ci riesce.

La prima rivelazione che ci viene fatta, non come parola ma come esempio di vita vissuta, è che il cibo al quale siamo attaccati fino a considerarlo vita, non è importante tanto quanto noi crediamo. Il Signore Gesù rimane in digiuno per quaranta giorni pur avendo ogni potere di trasformare in pane qualsiasi cosa.  Con questo gesto ci rivela  che non siamo carne e che, anche se morissimo di fame, potremmo essere salvati, mentre potremmo rimanere senza vita anche se avessimo tutta la pastasciutta di questo mondo.

Non di solo pane vive l'uomo, il pane non è l'unico nutrimento per l'uomo, per l'uomo il vero nutrimento è l'amore del Signore Dio che lo nutre con la Sua parola. Il pane nutre solo il corpo. Un po' come la benzima nutre la macchina ma non nutre il guidatore che ha bisogno d'altro.

La fede consente all'uomo di nutrirsi dell'amore del Signore Dio sia come anima che come corpo. Purtroppo è convinzione  di molti che senza cibo non vi è vita neanche per poco tempo.

Quanto lontani siamo da questa verità, noi che confidiamo nel cibo e lo pretendiamo ottimo ed abbondante?

Se non riusciamo a consumare solo lo stretto necessario, cerchiamo almeno di ridurre un po'  la quantita e oltretutto la picevolezza, perché gustare il cibo è un accontentare uno dei desideri della carne che vengono da satana. Infatti satana tenta il Signore Gesù proprio con il cibo, anche se fallisce. Se vogliamo che fallisca anche con noi, occorre mangiare per vivere e non vivere per mangiare. Il Signore Gesù, che è il nostro esempio, ci sta insegnando questo.

Dopo questo fallimento, satana offre al Signore tutto il catalogo delle sue disgrazie, cioè le cose del mondo, sperando, ma non troppo, che Questi accettasse, ma pone una condizione: "Se ti prostrerai a me in adorazione, tutto questo sarà tuo! 

Se il Siognore Gesù fosse stato  interessato  a qualcosa di quello che satana Gli stava poffrendo, avrebbe accettato. Immaginiamo cosa avrebbe perso, ma non occorre  immaginare troppo perché basta vedere cosa è capitato a noi adoratorri delle cose del mondo, anche se la nostra  difficoltà consiste nel  renderci conto della nostra condizione.   

In ogni caso vogliamo notare che satana non ha nessun potere su chi non adora lui o le sue esche, ossia le cose del mondo. Lui prende il potere solo su chi lo adora consapevolmente o incosapevolmente. 

Chi adora lui o le  sue esche, sesso, denaro, potere, diventa uno dei suoi, perché gli consente di entrare nell'anima e nel corpo. Chi adora lui o le sue esche, sente ciò che sente  lui ed è guidato da lui  in ogni opera. L'uomo che adora le cose del mondo, facendo entrare satana nella sua anima e nel suo corpo, diventa cieco come lui.   Solo  una potenza divina può liberare l'uomo ridotto in queste condizioni, perchè oltretutto ha perso anche  il potere sul suo volere. 

La nostra condizione com'è? 

E' tale da indurre il Signore Dio  a mandare il Suo Figlio a morire sulla croce affinchè ci rendessimo conto di come siamo ed avessimo la speranza di poter recuperare quanto abbiamo perso. Occorre un cammino di ritorno tramite il quale rinunciamo a quanto abbiamo accolto. Il male ed il maligno perderanno il potere su di noi e noi ritorneremo figli del Signore Dio come quel figliol prodigo.

Solo in questo ultimo caso, potremo anche noi dire a satana con potenza: Vattene via (vedi Lc 4). 

La croce è la nostra speranza perché è il segno della nostra rinuncia.

Grazie Signore Gesù.

 

 

 

 
 
 
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