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I Rom

Post n°583 pubblicato il 11 Aprile 2019 da diogene51
 



I Rom sono venuti alla ribalta un po' di tempo fa quando il Ministro dell'Interno ha proposto di farne un censimento con lo scopo di espellerne una parte, mentre ancora intende demolire i campi nei quali una parte di loro vive. I Rom vivono in parecchi paesi, anche in numero superiore a quanti sono in Italia. Circa la metà dei 180.000 rom che vivono in Italia sono cittadini italiani, l'altra metà sono esuli da altri paesi, soprattutto quelli dell'ex jugoslavia, arrivati qui spinti dai numerosi conflitti che hanno insanguinato quelle zone. Solo 30.000 vivono nei campi.

In origine sono una popolazione di origine indiana (parlavano una variante del sanscrito), possiamo dire quindi che sono più ariani di coloro che ne hanno pianificato lo sterminio nella Germania nazista. Sono stati perseguitati anche dal fascismo e, prima di questi regimi, un po' dappertutto. Sono stati avversati perché, tradizionalmente, lavoravano i metalli e quindi erano sospettati di pratiche di magia. Nei secoli passati, finché la lavorazione dei metalli e delle loro leghe non è stata affrontata con fini industriali, l'avere a che fare col fuoco e con le trasformazioni che esso può produrre, veniva vista come una forma di alchimia, quindi condannabile.

In certe aree (per esempio nell'impero ottomano) erano liberi e stanziali, esercitavano mestieri artigianali e pagavano le tasse. In altre, come nella Valacchia e nella Moldavia (oggi Romania) fino all'800 erano schiavi di feudatari e monasteri e lavoravano la terra. In queste due aree, dove ne vivono quasi due milioni, sono stanziali e vivono in case. Secondo l'Interpol i reati da loro commessi sono pari a zero. Sono stati malvisti anche per il nomadismo. Con la rivoluzione industriale, che richiedeva manodopera salariata, sembravano una contraddizione vivente. Nonostante le persecuzioni molti si legarono alle aree in cui vivevano assumendone la religione, e disperdendosi in piccoli gruppi. I Rom hanno sempre amato la musica e molti grandi compositori (pensiamo a Chaikowski, a Brahms) hanno inserito i loro motivi tradizionali in molte composizioni.

Si dice che siano sporchi. Certo nei campi senza acqua calda è difficile lavarsi in 200, magari con un solo rubinetto. I realtà essi hanno paura dell'impurità, come gli indiani e gli ebrei. Hanno 14 contenitori diversi in cui lavare i vari tipi di cose.

Ora, il censimento non ci sarà perché la Costituzione non permette di dividere le persone in base all'etnia, alla religione, ecc. Lo smantellamento dei campi, invece, se fosse accompagnato da una seria politica di integrazione, potrebbe essere positivo. Ma è assai probabile che non sarà così: rimarranno per le strade e servirà a chi grida all'insicurezza...

 

 
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