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AINIGMATA AL CASTEL DELL’AQUILA
Post n°122 pubblicato il 28 Novembre 2007 da marialberta2004
Maria Alberta Faggioli Saletti SKY, canale 803, giugno 2007 Una “troupe sempre pronta a correre ovunque la Storia abbia impresso il suo enigmatico marchio” ha concluso un ciclo di trasmissioni, con una mattinata di riprese nello spettacolare Castello dell’Aquila: “Ainigmata”, il programma di storia di Mediolanum Channel (canale 803 di SKY), in onda anche sulla rete Internet della Società, ed ora in DVD. L’autore, Marco Buticchi, attraverso interventi di approfondimento scientifico e storico di alcuni addetti ai lavori, ha presentato lo scheletro trecentesco rinvenuto durante i colossali e decennali interventi di restauro (conclusi nel 2006), e l’ultima vicenda feudale del Castello dell’Aquila. Il professor Francesco Mallegni, paleoantropologo dell’Università di Pisa, ha raccontato il rinvenimento della sepoltura intatta, con lo scheletro del cavaliere, come un piccolo mistero del Basso Medioevo che rende ancor più affascinante il castello: nel 2004 è stato portato alla luce uno scheletro, che le analisi al radiocarbonio 14 hanno rivelato essere di un cavaliere del XIV secolo, ucciso da un dardo di balestra ancora conficcato nella seconda vertebra. Un delitto medievale le cui dinamiche, pressochè sconosciute, hanno potuto essere ipotizzate solo oggi. Il cavaliere, protagonista di studi scientifici e di tesi di laurea, è ormai famoso nel mondo dell’Antropologia e della Medicina Legale. Suggestiva la descrizione, documentata da immagini e filmati, di Stefano Ricci, allievo del prof Mallegni, intervenuto fin dai primi momenti della scoperta, come antropologo specialista per il rilievo, il recupero e la documentazione di scheletri in una sepoltura. Lo spessore scientifico di questo specialista, come ha evidenziato il professor Mallegni, gli deriva proprio dal particolare “modus operandi”, grazie al quale gli è stato possibile asportare la mandibola integra, già durante le operazioni di scavo intorno al cranio; al di sotto della mandibola, così, ha potuto essere scoperto il dardo che aveva trapassato il corpo del cavaliere, uccidendolo. L’approfondimento storico di Maria Alberta Faggioli Saletti, sulla traccia di un manoscritto inedito, ha rievocato il lungo assedio del 1638, da parte del Granduca di Toscana che ha segnato il declino irreversibile del castello nei secoli successivi. Ainigmata, con il racconto di vicende storiche antiche e misterose è riuscita ad aprire una speciale finestra sul passato del Castello dell’Aquila e della Lunigiana.
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il 30/05/2013 alle 18:27
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